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Anticipazioni

pubblicato il 28 giugno 2010

Mazda studia un piccolo Diesel

La prossima famiglia SKY-D conterà anche un’unita di 1,6-1,8 litri

Mazda studia un piccolo Diesel
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Mazda ha allo studio un nuovo Diesel di cilindrata ridotta rispetto all'attuale 2,2 litri common rail presentato due anni fa e ora montato su Mazda6, Mazda3 e CX7 con potenze che vanno da 125 CV a 185 CV.

SKY-D, DA TOKYO ALLA REALTA'
Lo SKY-D dunque - presentato già al Salone di Tokyo e portato anche a Ginevra - non sarà solo un motore, ma una famiglia che conterà almeno due membri: il 2,2 litri nato sul solco dell'unità attuale e uno più piccolo in grado di sostituire l'1,6 litri di origine PSA e Ford, casa dalla cui orbita la Mazda sta uscendo. Questo riguarda non solo per i motori, ma anche per i pianali visto che possiamo confermare quanto già annunciato qualche mese fa: Mazda sta studiando per conto proprio una nuova piattaforma per auto di segmento C e D e il primo frutto sarà un crossover compatto i cui prototipi sono già marcianti. In quella occasione ipotizzammo un nuovo Diesel tutto Mazda di 1,6-1,8 litri e oggi possiamo confermare che questo motore ci sarà.

SPECIFICHE TECNICHE
Questo 4 cilindri avrà, come tutti gli SKY-D, monoblocco in alluminio, testata con distribuzione bialbero a catena con 4 valvole per cilindro e alimentazione con sistema common-rail almeno a 2.000 bar (ma sono previste evoluzioni fino a 2.200 bar) e iniettori piezoelettrici, una novità per Mazda visto che l'attuale 2,2 litri li ha ancora a solenoide e questo dà anche la misura dei suoi margini di miglioramento. Per gli iniettori è previsto l'utilizzo di quelli piezoelettrici ad attuazione diretta, dunque di ultimissima generazione, e una pompa a portata variabile per ridurre l'assorbimento di energia e gli attriti, un altro aspetto fondamentale per aumentare l'efficienza. Tre però sono le aree dove si stanno concentrando al massimo i tecnici giapponesi: la pressione dell'impianto di alimentazione e all'interno del cilindro; la fluidodinamica che governa la formazione della miscela aria/gasolio all'interno della camera di scoppio attraverso lo studio di una nuova forma; l'iniezione come strumento per governare la combustione, dunque il numero e il tempo delle iniezioni all'interno dello stesso ciclo.

OBIETTIVO EMISSIONI...
Un approccio che indica la volontà di ridurre le emissioni alla radice prima di affidarsi ai sistemi di post trattamento come l'EGR, il filtro antiparticolato e quello per i NOx. Per quanto riguarda il particolato, Mazda ha già applicato all'attuale 2,2 litri una tecnologia esclusiva con filtro ceramico che massimizza l'ossigenazione del particolato intrappolato, agevolandone così la combustione durante le fasi di rigenerazioni che dunque sono meno frequenti e più brevi, a tutto vantaggio dei consumi di gasolio e delle emissioni di CO2. Recente è inoltre l'applicazione sulla CX-7 del filtro SCR (Selective Catalytic Reduction) per ridurre i NOx con additivo a base di urea, tecnologia analoga a quella adottata da altri costruttori tedeschi per i loro Diesel Euro6 riprendendola dai mezzi pesanti. L'obiettivo finale è creare un Diesel con consumi inferiori del 20% rispetto all'attuale generazione, con basse emissioni inquinanti e a basso costo poiché l'avversario principale dei motori a gasolio è il loro costo crescente, conseguenza diretta della loro complessità sempre maggiore per armonizzare efficienza e pulizia in base alle normative anti inquinamento sempre più restrittive.

... E PRESTAZIONI!
Mazda promette per i suoi Diesel futuri anche grandi prestazioni, grazie anche alla sovralimentazione bi-stadio che consentirà, più che aumentare i valori massimi di coppia, di spalmarli meglio in un arco di giri più ampio aumentando la spinta ai bassi regimi e a quelli più alti fornendo la possibilità di girare dove ora altri motori a gasolio non possono arrivare. Il modello di motore presentato a Ginevra presentava proprio tale configurazione. La doppia sovralimentazione sarà tuttavia patrimonio solo del 2,2 litri, che sarà proposto anche in USA e Giappone dal 2012, mentre per l'unità più piccola, che potrebbe arrivare nello stesso anno, ci sarà un solo turbocompressore a geometria variabile. La cilindrata sarà, come anticipato, compresa tra 1,6 e 1,8 litri e le potenze previste oscillano tra 110 CV e 150 CV con coppie che potranno raggiungere i 300 Nm, dunque dati ideali per il mercato europeo. Qualora venisse scelta la cilindrata più bassa, potrebbero essere coperte le esigenze, oltre che della prossima Mazda3 e del nuovo crossover, anche della Mazda2, modello sottostimato in Europa anche per i suoi Diesel poco potenti. Se invece si scegliesse la cilindrata più alta, sarebbe necessario un terzo motore di 1,3-1,4 litri oppure approvvigionarsi all'esterno chiedendo ancora l'aiuto di Ford, ma viste le ultime mosse, Mazda sembra avere l'intenzione di affrancarsi dal suo ex partner il più presto possibile e questo fa pensare che anche la prossima CX-7, basata su un pianale di origine Ford, sarà tutto Mazda.

Tanta voglia dunque di agire da sola e di farsi trovare eventualmente libera per un nuovo matrimonio, non certo d'amore, ma di interesse perché una casa che costruisce poco più di un milione di automobili, continuando a competere su scala globale, non ha molto futuro.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Anticipazioni , Mazda


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