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Mercato

pubblicato il 28 giugno 2010

Suzuki, il futuro tedesco

Tra due mesi le prime decisioni sull’accordo strategico con Volkswagen

Suzuki, il futuro tedesco
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Il futuro di Suzuki come partner di Volkswagen sarà un po' più chiaro tra un paio di mesi quando gli specialisti di Wolfsburg torneranno da Hammamatsu e quelli giapponesi faranno il viaggio inverso. Entrambi porteranno ai rispettivi consigli di amministrazione la lista di quello che c'è da fare: dalle complementarietà di prodotto, gestione, produzione e commerciali alle integrazioni possibili per la costruzione di un unico grande gruppo in grado di offrire una gamma di prodotti che va dal motociclo alla supercar, di lusso o sportiva che sia, capace inoltre di dominare in tutti i mercati mondiali della mobilità, a cominciare da quelli emergenti visto che Volkswagen è leader in Cina e Suzuki ha il 55% del mercato indiano.

L'IMPORTANZA DEL PLUG-IN HYBRYD
Nel frattempo, Suzuki porta avanti quello che già era stato stabilito, a cominciare dalla Suzuki Swift che rappresenta la sua world car con un volume previsto di 500mila auto all'anno a regime in 6 diversi stabilimenti e con la prospettiva di entrare anche sul mercato USA già dal prossimo anno. Simbolica (e non solo) è anche la versione versione plug-in hybrid per la quale la sperimentazione comincerà già in Giappone dall'autunno con una flotta la cui entità non è stata tuttavia ancora resa nota. La Swift plug-in hybrid è una ibrida in serie sulla quale un piccolo bicilindrico di 658 cc da 54 CV, normalmente utilizzato sulle cosiddette "kei car", funge da generatore per ricaricare a regime costante la batteria agli ioni di litio. Quest'ultima è fornita da Sanyo, con tensione da 260 Volt e una capacità di 2,66 kWh, sufficiente a far marciare la piccola giapponese a emissioni zero dopo essersi ricaricata dalla presa domestica per 20 km. Originale la sua collocazione lungo il tunnel centrale così come quella della presa della ricarica, posizionata dietro lo sportellino sul paraurti posteriore. Il motore elettrico sincrono a magneti permanenti è l'unico a muovere le ruote. La potenza è di 55 kW (75 CV), pari quindi al Diesel 1,3 litri di origine Fiat montato sulla Swift e la Suzuki costruisce in India su licenza.

IL FUTURO SI CHIAMA KIZASHI?
A proposito dei rapporti esistenti tra la casa giapponese e Torino, la fornitura della Sedici da parte della Suzuki terminerà il 2011 (ma la commercializzazione è prevista dal piano Fiat fino al 2012), mentre è congelato il mai partito accordo per il 2 litri Diesel che la Fiat avrebbe dovuto condividere proprio con Suzuki. La prima vettura destinata a riceverlo sarebbe dovuta essere la Kizashi e i tecnici di giapponesi interpellati da OmniAuto.it ammettono di aver provato la loro berlina equipaggiata del 4 cilindri italiano ricavandone sensazioni esaltanti. La tre volumi di Suzuki, inizialmente prevista anche per l'Italia nel 2010, nel frattempo è stata lanciata in Giappone e USA ed è arrivata in Europa solo in Norvegia, Svizzera e Islanda rimandando il confronto con le varie Passat, Mondeo e Insignia che rappresentano un osso durissimo.

Un ridimensionamento rispetto ai piani iniziali al quale non è sicuramente estraneo il cambio delle strategie causato dall'entrata in scena di Volkswagen. È chiaro che la Kizashi, che la Suzuki ha sviluppato a lungo sul vecchio Nürburgring, qualora fosse lanciata nel Vecchio Continente in grande stile, lo farebbe quando al 2,4 litri da 178 CV, disponibile con cambio manuale o CVT trazione anteriore o integrale, potrà affiancargli un Diesel e questo sarà sicuramente tedesco. In pole position il 2 litri da 140-170 CV montato su moltissimi modelli del gruppo Volkswagen.

SX4 E SPLASH
A soffrire di più però è la parte a ruote alte della gamma, tradizionale portabandiera di Suzuki soprattutto nel nostro paese. La SX4, sorella della già citata Sedici, di prossima generazione dovrebbe derivare ancora dal pianale della Swift come lo è ora ed essere costruita negli stessi stabilimenti, ma non ci sono al proposito conferme, così come non è confermata un'altra illustre derivata: la Splash. La piccola di famiglia (almeno per l'Europa) ha una sorte simile alla SX4 visto che anche lei ha una sorella gemella con un altro marchio: la Opel Agila. Anche qui le strade sono destinate a dividersi per due motivi. Il primo è l'uscita definitiva da parte di General Motors dal capitale Suzuki. "E meno male che avevamo i soldi per ricomprare le nostre azioni..." hanno commentato fonti interne alla casa giapponese, alludendo al fatto che Suzuki è riuscita, grazie alle liquidità tenute prudentemente in cassa, a tirarsi del tutto fuori da GM prima del suo fallimentopilotato dopo che la casa di Detroit era arrivata negli anni passati a possedere il 20% di Hammamatsu. Ultimo atto è stato la vendita a GM del 50% dell'impianto canadese di Ingersoll, in Ontario e il contestuale scioglimento della joint-venture paritetica CAMI. Anche qui ad accelerare le pratiche di divorzio completo è stato l'arrivo di Volkswagen. È tuttavia probabile che sia Splash, sia SX4 abbiano le loro eredi tra 2 o 3 anni, in particolare quest'ultima che ha anche la versione 3 volumi per molti mercati, compresi USA e Asia, e occupa comunque un segmento in ascesa oltre a rispondere alla tradizione fuoristradistica di Suzuki.

CROSSOVER E GRAN VITARA
A questo proposito, dalla casa giapponese arriva la conferma che dopo la Grand Vitara ci sarà un crossover. L'ultimo vero fuoristrada compatto, che ha alle spalle 6 anni e basato su una piattaforma di origine GM, non avrà quindi successione. Una decisione che gli appassionati di fuoristrada accoglieranno con grande rammarico e che, più che del marketing, è dovuta alle elevate emissioni di CO2 causate dal peso del veicolo e dalla sua dotazione tecnica (telaio a traverse e longheroni separato dalla carrozzeria, trazione integrale, differenziali bloccabili, cambio con riduttore). Qualora però il resto della gamma riuscirà a tagliare in modo netto le emissioni, è probabile che questa decisione sia rivista regalando ai fuoristradisti una nuova eventuale Grand Vitara affiancandola con un crossover in grado di fare i numeri in modo politicamente corretto. Ma per avere novità più precise basterà attendere settembre.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , Suzuki


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