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pubblicato il 23 giugno 2010

Il futuro dei carburanti è nel mare?

Le alghe confermano il loro alto potenziale come biocarburante

Il futuro dei carburanti è nel mare?

Colza, soia e olio di palma. Sono molte le materie prime che sono diventate oggetto di ricerca nella sintesi di oli biocombustibili, ma una in particolare si sta dimostrando davvero promettente nel campo dei biocarburanti: quella delle alghe marine. La strada è stata aperta due o tre anni fa, quando diversi istituti internazionali hanno cominciato ad interessarsi alla materia. Anche l'Italia ha creduto nel progetto e nel 2008 è stata avviata una ricerca di Assocostieri - Unione Produttori Biocarburanti chiamata MAMBO, acronimo di Microalghe Materia prima per BioOlio.

I primi risultati sono stati presentati ieri, durante un convegno tenutosi presso la sede romana di Confindustria alla presenza di rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, dello Sviluppo e delle Politiche Agricole. E si tratta di dati molto incoraggianti. Rispetto ad altre materie prime le micro-alghe possiedono un rapporto coltivazione/produzione superiore, grazie anche all'alto contenuto lipidico che arriva fino al 60% della loro biomassa. Questo significa che hanno un'ottima resa, ad esempio da un ettaro coltivato a girasole si ottiene 0,7-1 tonn/anno di olio vegetale puro, mentre dallo stesso spazio occupato da fotobioreattori si può produrre dalle 10 alle 20 tonn/anno. Inoltre "il contenuto in proteine e lipidi complessi può essere utilizzato anche per l'impiego in acquacoltura", come ha spiegato la Stazione sperimentale Oli e Grassi, anticipando l'avvio della seconda parte della ricerca, che procederà allo sviluppo industriale del progetto attraverso la realizzazione dell'impianto pilota.

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Tag: Curiosità , carburanti alternativi


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