dalla Home

Attualità

pubblicato il 21 giugno 2010

Fiom: "A Pomigliano un referendum illegittimo"

Il sindacato consiglia di andare a votare e critica il Piano C di Fiat

Fiom: "A Pomigliano un referendum illegittimo"
Galleria fotografica - Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino BalboniGalleria fotografica - Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino Balboni
  • Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino Balboni - anteprima 1
  • Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino Balboni - anteprima 2
  • Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino Balboni - anteprima 3
  • Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino Balboni - anteprima 4
  • Lamborghini Gallardo LP 550-2 Valentino Balboni - anteprima 5

Domani sarà una giornata decisiva per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco (NA). Come anticipato nei giorni scorsi, gli operai sono stati chiamati a votare, con un referendum, il documento redatto dal Lingotto per rilanciare il sito dove attualmente sono prodotti alcuni modelli Alfa Romeo e che tra due anni dovrebbe, secondo i piani dell'azienda, assemblare la nuova Panda, contando su un investimento di 700 milioni di euro. Tuttavia, per la Fiom-Cgil, l'unica sigla sindacale a non aver accettato e firmato il documento, si tratta di un "referendum illegittimo, in una fabbrica riaperta per l'occasione grazie ad una Fiat finalmente 'generosa' con il pagamento della giornata", si legge in una nota.

Secondo il sindacato i lavoratori sarebbero stati chiamati a votare "sotto il ricatto" della chiusura dello stabilimento e della perdita del posto di lavoro e "su deroghe al Contratto nazionale, alle leggi, alla Carta dei diritti europea e alla stessa Costituzione". Per questo, alla vigilia del referendum che sarà determinante per il futuro di Pomigliano, Enzo Masini, il coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, senza dare indicazioni sul voto, ha invitato tutti ad esprimere la propria preferenza per "evitare possibili ritorsioni da parte dell'Azienda". Masini ha poi aggiunto forti dichiarazioni circa l'ipotesi dell'esistenza di un Piano C (che seguirebbe il "Piano B", per cui - se non si trovasse un accordo con Pomigliano - la nuova Fiat Panda e i 700 milioni di euro verrebbero trasferiti in Polonia). In base a questa terza opzione, di cui non c'è alcuna conferma ufficiale, ma solo un articolo che cita fonti riservate pubblicato oggi dal quotidiano La Repubblica, la Fiat, per evitare la chiusura dello stabilimento di Pomigliano, starebbe lavorando alla costituzione di una nuova società che riassumerebbe i lavoratori con un nuovo contratto aziendale.

"L'idea di mettere in atto un 'Piano C' dimostra che la stessa Fiat è consapevole delle gravi forzature che, con l'imposizione di questo accordo a Pomigliano introdurrebbe nella Legislazione italiana del lavoro e che, nelle parti denunciate dalla Fiom, vi sono evidenti violazioni costituzionali e di legge - recita la nota -. La Fiom conferma la propria disponibilità a trovare un'intesa per il lavoro, il rilancio di Pomigliano e lo sviluppo del territorio. L'intesa è possibile applicando correttamente le leggi e il Contratto nazionale in tutte le sue parti, ma la Fiat deve accettare finalmente la trattativa e smetterla di pensare che esistono altre strade che, come quella seguita finora o il 'Piano C', non farebbero che aggravare la situazione".

Autore:

Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro


Top