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pubblicato il 21 giugno 2010

Un nuovo concetto di audio per Audi

A bordo suonano 62 altoparlanti per "non credere alle proprie orecchie"

Un nuovo concetto di audio per Audi
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Un impianto audio in auto con 62 altoparlanti pilotati individualmente con tutta la tecnologia di Bose e Bang&Olufsen. Così lo immagina qualsiasi audiofilo ed è il concetto al quale sta lavorando Audi in collaborazione con i due mostri sacri del suono e del Fraunhofer Institute for Digital Media Technology (IDMT) di Ilmenau, in Germania, per un progetto che vede come veicolo di prova una Q7.

Nello sviluppare questo superimpianto audio per auto, i tecnici si stanno concentrando su un concetto fisico noto come sintesi del campo sonoro secondo il quale l'ascoltatore che si trova di fronte a un'onda sonora singola può essere considerato in posizione favorevole per altre onde singole. In acustica questo vuol dire che un'onda sonora può essere ricreata attraverso una molteplicità di piccole sorgenti sonore posizionate l'una vicino all'altra lungo il fronte dell'onda stessa.

Si tratta di un principio messo in pratica già nell'acustica di una sala da uno scienziato olandese all'inizio degli anni '80 presso il teatro di Ilmenau, nel land della Turingia. Qui ben 192 altoparlanti sono pilotati individualmente da un computer ed emettono il suono nel momento in cui l'onda virtuale li attraversa dal punto di vista spaziale formando un'onda unica. Tenendo conto della posizione degli ascoltatori, l'emissione di alcuni segnali viene quindi variata di qualche millisecondo in modo da riprodurre la spazializzazione del suono e offrire dunque a tutti il massimo coinvolgimento.

L'Audi Q7 trasformata in sala d'ascolto ha, come detto, 62 altoparlanti (5 woofer, 5 tweeter e 52 per i toni medi) inseriti sul pannello della plancia al di sotto del parabrezza, sui montanti e sulle portiere. Ognuno di essi è costruito con una particolare tecnologia a laser vibrometrico per la perfetta realizzazione delle loro superfici così come dei telai nei quali le membrane vengono inserite e fissate. Dopo un'attenta verifica qualitativa all'interno di camere anecoiche rivestite in seta, sono stati sistemati sulla vettura dove sono state ovviamente necessarie modifiche ai pannelli e alle lamiere, persino le maniglie delle portiere hanno una posizione ribassata rispetto alle originali. Imponente l'impianto di amplificazione e di transcodifica del segnale che adotta tre personale computer e occupa tutto il vano bagagli.

Ma quale è lo scopo di questo laboratorio al quale Audi sta lavorando da 5 anni e che costa più di 10 milioni di euro? Esplorare il futuro del suono in auto che, già allo stato attuale, ha raggiunto ottimi livelli di fedeltà, ma i cui effetti spaziali sono condizionati dall'ambiente ristretto, dalla sua forma e dai materiali che lo avvolgono. Con la nuova tecnologia che Audi sta studiando il suono viceversa sembra arrivare da punti lontani e non dall'interno della vettura, qualsiasi sia il volume al quale viene ascoltato. Se vi sembra dunque di avere già il massimo in auto, sappiate che c'è ben altro in arrivo e - assicurano quelli dell'Audi - non crederete alle vostre orecchie.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Accessori , Audi


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