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Motorsport

pubblicato il 19 giugno 2010

Le ragazze di Le Mans

I 23 equipaggi femminili che hanno sfidato i colleghi alla 24 Ore della Sarthe

Le ragazze di Le Mans
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  • Michéle Mouton, Christine Dacremont e Marianne Hoepfner  	   - anteprima 6

Che la 24 Ore di Le Mans sia roba da uomini veri dovrebbe essere chiaro da tempo, ma a sentire Michèle Mouton, oggi alla guida della Women & Motor Sport Commission della FIA, potrebbe sorgere... qualche dubbio: "Come rallysta l'ho trovata meno difficile, perché ero abituata a guidare tutta la notte e poi la giornata successiva; da questo punto di vista fu più facile". Con queste parole la leggendaria Michèle ha ricordato la sua unica Le Mans del 1975, dando il benvenuto all'edizione 2010 alle ladies Natacha Gachnang, Rahel Frey e Cyndie Allemann. Le gara delle tre svizzere sulla Ford GT del Matech Competition è terminata dopo appena 59 giri, ma la loro partecipazione riveste comunque una rilevanza particolare perché segna il ritorno di un equipaggio tutto femminile alla maratona della Sarthe dopo 19 anni.

DONNE DA CORSA
L'ultimo trio tutto "in rosa" era stato infatti quello composto nel 1991 dalla sudafricana Desire Wilson, dalla francese Cathy Muller e dalla statunitense Lyn Saint James su Spice SE 90 C S1 motorizzata Cosworth, ma anche la loro gara si concluse anzitempo per un incidente alla sesta ora. A Le Mans, comunque, le signore non sono proprio una presenza sporadica: sfogliando gli annali ad oggi si contano 53 donne che hanno preso parte alla classica francese per un totale di 118 partenze e 57 arrivi e fra questi si registrano 23 equipaggi femminili. La geografia di questa Le Mans al femminile rivela che le partenti sono state 19 francesi e 19 britanniche, 4 svizzere, 3 belghe, 2 americane, 2 italiane, 1 sudafricana, 1 tedesca, 1 giapponese e 1 venezuelana.

ODETTE SIKO: LA REGINA DEGLI ANNI '30
Gli anni '30, insieme agli anni '70, sono i due decenni che hanno conosciuto la maggiore partecipazione del gentil sesso. Le prime due signore a presentarsi alla 24 Ore di Le Mans del 1930 compongono anche il primo equipaggio composto da sole donne: sono Odette Siko e Marguerite Mareuse. A loro appartiene il record per il miglior piazzamento di una squadra femminile: settimo posto su una Bugatti Tipo 40 dopo 2164,7 km alla media di 90,21 km/h con partenza dalla quarta posizione. Le due si ripresentano l'anno successivo, ma vengono squalificate dopo 45 giri per rifornimento anticipato. Nel 1932 Odette Siko ottiene però il miglior piazzamento di sempre sulla Sarthe per una donna, anche se in coppia con Louis Charavel: arriva quarta su una Alfa Romeo L6 C. In totale disputerà quattro 24 Ore fino al 1933. Madame Siko all'epoca si faceva valere anche nella gare di velocità e nei Rally come il Montecarlo, specialità che negli anni sarà il terreno d'elezione di molte delle "ragazze di Le Mans".

1935: UNA LE MANS TINTA DI ROSA
Il 1935 è l'anno dell'"invasione rosa": sotto una pioggia battente su 58 partenti ci sono 10 signore e otto di queste, tutte provenienti da Oltremanica, gareggiano in coppia. Sono Kay Petre-Elsie Wisdom (su Riley Nine MPH Six Racing ufficiale, abbandoneranno dopo 38 giri) e i tre equipaggi schierati per volontà del recordman inglese George Edward Thomas Eyston: Joan Richmond-Gordon Simpson, Doreen Evans-Barbara Skinner e Margaret Allan-Coleen Eaton, tutte sulle piccole MG PA Midget da 846 cc, che arrivano al traguardo in 24esima, 25esima e 26esima posizione. All'edizione 1937 partecipano 7 donne, ma l'unica coppia femminile è quella dalle britanniche Joan Riddel-Dorothy Stanley Turner, 16esime su MG PB Midget. Nel 1938 le signore al via sono invece 6, di cui quattro riunite in due squadre: le transalpine Fernande Roux-Germaine Rouault (Amilcar Pegase G36, ritirate per guasto al 101esimo giro) e le inglesi Marjorie White-Marjorie Fawcett (13esime su Morgan-Climax). Nel 1939 le uniche donne partenti sono quelle dell'equipaggio Suzanne Largeot-Anne Itier su Simca Huit, fermate da un'uscita di strada al 26esimo giro. Non si vedranno più equipaggi femminili per i successivi dieci anni.

LA "RIVOLUZIONE SESSUALE" DEGLI ANNI '70
Con lo scoppio della guerra, la 24 Ore di Le Mans si ferma fino al 1949, anno in cui partecipa la sola Viviane Elder, ma negli anni '50 e '60 gli equipaggi femminili scompaiono. Germaine Rouault ci riprova nel 1950 insieme a Régine Gordine su una Simca Gordini TMM, ma le due lasciano alla 20esima ora per un incidente, mentre nel 1951 Betty Haig-Yvonne Simon (primo duo femminile di nazionalità mista, la seconda presente anche nel '50) su una Ferrari 166 MM Coupé arrivano 15esime.
Sarà l'ultima apparizione femminile fino al 1971 quando, anche grazie ad un ruolo della donna nella società rimesso in discussione dai movimenti per la liberazione sessuale, la presenza di Marie Claude Charmasson - Beaumont (al via dal '71 al '76) interrompe il tacito "divieto" al sesso femminile donne di partecipare alla 24 Ore. Ma solo nel 1974, anno nel quale partecipano 6 "dames" (tutte vedono la bandiera a scacchi per la prima volta, lo stesso succederà nel '76), si rivede un equipaggio interamente femminile: Marie Laurent, Yvette Fontaine e Christine Beckers partecipano con una Chevron B23 Ford ed arrivano 17esime assolute e prime della categoria Sport 2000.

GLI ANNI DI LELLA LOMBARDI
Nel 1975 ci sono ben 8 donne al via. E' la seconda partecipazione femminile più ampia dopo l'edizione del 1935, con ben 3 equipaggi iscritti. Michèle Mouton, Marianne Hoepfner e Christine Dacremont (4 presenze dal '75 al '78) si piazzano in 21esima posizione e prime della classe Sport 2000 su una Moynet LM 75 JRD. Meglio ancora va a Annie-Charlotte Verney, che con 10 partecipazioni fra il 1975 e il 1983 è colei che vanta il maggior numero di presenze alla 24 Ore francese. Insieme a Corinne Tarnaud e Yvette Fontaine ('74 e '75) si piazza 11esima assoluta su Porsche 911 Carrera RS e seconda di classe GT. Sulla Sarthe debutta quell'anno (per la prima di 4 presenze) anche la grande Lella Lombardi insieme a Marie Claude Charmasson - Beaumont (6 partecipazioni in totale dal '71 al '76). Si qualificano none su una Alpine A 441C, ma si devono ritirare all'ottava ora per un guasto all'alimentazione. Lella ci riprova l'anno successivo in coppia con Christine Dacremont su una Lancia Stratos Turbo nella classe GTP e termina 20esima, davanti all'Inaltera Gruppo 6 di Christine Beckers, con la quale farà equipaggio su una Inaltera GT di classe GTP nel 1977, aggiudicandosi la "Coupe des Dames" con l'11esima posizione assoluta e il secondo posto fra le GTP. In totale Lella Lombardi disputerà 4 edizioni: '75, '76, '77, '80. Ad oggi è dunque l'italiana più presente e vincente alla 24 Ore. Lo stesso anno partecipa alla maratona sulla Sarthe anche la nostra Anna Cambiaghi (con Alain Cudini e Raymond Tourul su Osella PA 5), che si ritira però all'11esima ora. Nella stessa edizione la Dacremont era salita con la Hoepfner sulla Stratos, ma la loro corsa era terminata per rottura del motore già alla quarta ora. L'ultima apparizione di un equipaggio femminile prima del 1991 si registra nel 1978, ancora con il binomio Hoepfner-Dacremont sulla WM P76, ma anche stavolta la loro gara viene interrotta da una rottura dopo 18 ore. La Cambiaghi si presenta con un equipaggio per due terzi femminile, insieme a Martine Renier e Jean Claude Guerie su Lola T296/7-Chrysler, ma il terzetto non si qualifica.

DAL 1980 SEMPRE "ACCOMPAGNATE"
A parte l'eccezione Wilson-Muller-Saint James del 1991, negli anni '80, '90 e 2000 la generalizzazione degli equipaggi a tre rende in qualche modo più difficile la formazione di squadre di sole donne. Partecipano in equipaggio con colleghi maschi, fra quelle non citate, Juliette Slaugther ('78), Margie Smith Haas ('84, '85), Tomiko Yoshikawa (dal '91 al '94), Kenta Shimamura ('92), Lilian Bryner (dal '93 al '97), Claudia Hurtgen ('97, '98, '99, '01), Milka Duno ('01, '02), Liz Halliday ('05, '06, '07), Amanda Stretton ('08) e Vanina Ickx, presente nel 2001, nel 2003, nel 2005 e nelle ultime tre edizioni. Fra queste ultime e le nuove leve le brave pilotesse oggi non mancano. Chissà che un domani a Le Mans non tornino ancora le "squadre rosa" come negli anni '30 e '70.

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Tag: Motorsport , donne motori , le mans


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