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pubblicato il 18 giugno 2010

Fiat-Pomigliano: Torino è scesa in campo

Gli operai di Mirafiori hanno scritto a Marchionne e poi scioperato

Fiat-Pomigliano: Torino è scesa in campo

Non più solo uno stabilimento dove si producono modelli Alfa Romeo, ma un baluardo della lotta dei lavoratori per "non rinunciare ai propri diritti". Il sito di Pomigliano D'Arco è stato eletto a questo dagli operai della Fiom di Torino che, condividendo il "no" del sindacato alla firma del documento presentato da Fiat per il rilancio di Pomigliano d'Arco (dove il Lingotto vorrebbe costruire la nuova Fiat Panda e investire 700 milioni di euro), hanno scritto una lettera all'amministratore delegato Sergio Marchionne ed oggi alle Carrozzerie di Mirafiori hanno scioperato per due ore.

Scopo "dell'iniziativa di lotta, in solidarietà con i dipendenti dello stabilimento auto di Pomigliano, è quello di dire alla Fiat che i lavoratori non intendono rinunciare ai propri diritti", si legge in una nota Fiom-Cgil e nella lettera a Marchionne c'è scritto che le lavoratrici e i lavoratori hanno sempre dato il proprio contributo "per l'azienda ed il Paese" e che di fronte alla possibilità di vedere la produzione aumentare negli stabilimenti italiani sono pronti a fare la loro parte, ma "questo non può avvenire a scapito dei nostri salari, dei nostri diritti, della nostra dignità e della possibilità di contribuire a migliorare la nostra vita e la stessa impresa in cui lavoriamo.

Fare la nostra parte per noi - prosegue la lettera aperta promossa dai delegati delle Carrozzerie di Mirafiori e firmata da oltre 2.500 operai - vuol dire sforzo e lavoro, ma anche ed allo stesso modo difesa della nostra salute e dei nostri diritti: la messa in discussione di questi per i lavoratori di Pomigliano è per noi la messa in discussione dei nostri: per questo siamo con loro, ci consideri in campo". E infatti oggi sono letteralmente scesi in strada. Questa mattina un corteo di lavoratori è uscito dalla Porta 2 dello stabilimento in corso Settembrini e si è recato lungo Corso Unione Sovietica fino alla "leggendaria" Porta 5, ovvero quella che è di fronte alla palazzina dove sono collocati gli uffici Fiat, che diplomaticamente continua a mantenere il silanzio.

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Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro , torino


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