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pubblicato il 15 giugno 2010

Vernasca Silver Flag 2010

Alla piccola Goodwood oltre 176 partecipanti

Vernasca Silver Flag 2010
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Le più blasonate e diversificate vetture storiche sportive e da competizione che oggi riempiono le gelose collezioni di tanti appassionati, ogni anno si danno appuntamento in Val d'Arda per creare la più sensazionale parata che sia dato vedere in Italia: dove, altrimenti, riuscire a vedere lungo lo Stivale nella stessa emozionante giornata una Porsche 917 barchetta (con ancora i graffi e le ferite di tante battaglie) e una Kellison J4? Un'Aston Martin Project 214 e una Maserati 250F? Una Ferrari 340 barchetta Touring e l'Alfa Romeo Disco Volante Coupé (esemplare unico!)?

Roba da Coppa InterEuropa, Mille Miglia, AutoMotodepoca a Padova tutte in una sola manifestazione. La parte del leone (pardon, "dello scorpione") all'edizione 2010 l'ha recitata l'Abarth, che all'ombra della rocca di Castell'Arquato ha radunato quasi 70 vetture provenienti da tutto il mondo, uno dei più grandi incontri per le vetture del marchio fondato da Carlo Abarth a memoria d'uomo.

VA IN SCENA LO SCORPIONE
C'erano praticamente tutte. Mancava la primissima (pur inserita nella lista dei partenti), quella storica 204A barchetta, "mezza Abarth e mezza Cisitalia", prodotta in uno sparuto numero di unità (secondo le fonti, all'incirca quattro esemplari) alla fine degli anni 40. Ma dopo di lei una rarissima (l'unica oggi sopravvissuta) 205A Coupé proveniente dalla California. Dopo di lei un'altra rarità: la 207A barchetta con carrozzeria Boano. Da qui in poi è tutto un florilegio di scorpioncine, tanto piccole, ma mordaci nelle categorie competitive di tutto il mondo per anni: dalle 595 e 695 su base Fiat 500 alle 1000 TC su meccanica Fiat 600, dalle 750 Zagato e 850 Scorpione Allemano alle Monomille, Mille Bialbero, 1300 e 2000 Simca (e tra queste svariati esemplari unici preziosi quanto un Van Gogh). In un crescendo grandioso si passa alle 1600 e 2000 Periscopio, alle 1000 SP, 2000 SP e fino alla 3000 SP con motore 8 cilindri. Poi le piccole monoposto di Formula Italia e infine le Abarth moderne: le 124 Sport, le 131 Rally, l'X1/9 prototipo e il primo straordinario esempio di 037: nientemeno che la "001" ancora in allestimento "prototipo".

ELOGIO DELLA SPORTIVITA'
L'assolo delle Abarth ha lasciato spazio a una nuova sinfonia di pezzi storici di inenarrabile pregio collezionistico: numerose Ferrari, Maserati (varie barchette Sport hanno risposto al richiamo della Vernasca Silver Flag), Porsche (una 906, la già citata 917 e la 356 n.4 di sempre) e un pot pourry di vecchie glorie hanno aperto il varco a all'abbuffata di monoposto di tutti i tipi e di tutte le formule (fino alle Lotus 49 "Gold Leaf" di fine Anni 60). La parata di storiche si è chiusa con l'arrampicata delle veterane Bugatti, Fiat, Bentley, Alvis, Talbot e Riley, forse le più audaci sulla salita, per nulla spaventate dal pendio e dall'età non più giovane ma in pieno rispolvero di aggressività. Le due salite del sabato (delle quali una annullata nel pieno dello svolgimento per un pauroso incidente, fortunatamente senza conseguenze, accaduto a un'Abarth e che ha realizzato uno spettacolare "filotto": un'auto di un commissario e un camper) e quella della Domenica hanno letteralmente inondato di decibel le placide e sonnolente colline della Val d'Arda, qua e là animate dal suono "agricolo" di qualche trattore. Uno spettacolo per i sensi, per lo sguardo, per i nervi.

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Eventi , auto storiche


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