dalla Home

Attualità

pubblicato il 14 giugno 2010

Fiat: quale futuro per Pomigliano?

Sulle 15mila famiglie a rischio c'è la camorra come "un avvoltoio"

Fiat: quale futuro per Pomigliano?

Il dibattito tra azienda e sindacati sul futuro dello stabilimento Fiat a Pomigliano d'Arco (NA) continua. L'incontro di venerdì pomeriggio a Roma tra le due parti non ha portato alla svolta annunciata, ma ha anzi prolungato l'attesa. Il rifiuto della Fiom-Cgil di allinearsi al "sì" delle altre sigle (Fim, Uilm, Fismic e Ugl), che hanno accetato il piano Fiat, ha spinto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ad uscire allo scoperto. "Voglio essere chiaro - ha detto ieri - l'Italia non può permettersi di perdere Pomigliano e noi vogliamo difendere lo stabilimento, come abbiamo sempre fatto, insieme con gli altri sindacati e mobilitando anche la società civile".

La Fiom ha infatti rifiutato le condizioni poste da Fiat così come sono, ovvero: lavoro organizzato su 18 turni; possibilità che il 18esimo turno (sabato sera) possa non essere lavorato; incremento a 120 ore degli straordinari obbligatori; sanzioni a sindacati e singoli operai in caso, ad esempio, di sciopero contro il tetto agli straordinari e rifiuto dell'azienda di pagare la sua parte di "quota malattia" a chi è assente in occasioni "anomale", come le tornate elettorali. In cambio il Lingotto offre 700 milioni di euro per rilanciare lo stabilimento campano e la collocazione a Pomigliano della linea di assemblaggio di un modello importante come la nuova Fiat Panda.

L'AGENDA DELLA SETTIMANA
Decisivi saranno quindi gli incontri dei prossimi giorni. Oggi la Cgil si riunisce per "prendere una decisione che dovrà valere per tutto il sindacato". Domani, si torna al tavolo delle trattative con la Fiat e tra giovedì e venerdì sarà fissato un referendum sulla bozza tra i 5mila lavoratori di Pomigliano d'Arco. Per giovedì 25 giugno, invece, è fissato lo sciopero degli operai a Pomigliano.

PANDA IN POLONIA E ITALIANI SENZA LAVORO?
Se l'accordo salterà è molto probabile che la nuova Fiat Panda verrà assemblata in Polonia (dove i sindacati hanno già accettato le condizioni poste da Fiat). A quel punto lo stabilimento di Pomigliano d'Arco sarà a rischio chiusura proprio come lo era stato a suo tempo per quello siciliano di Termini Imerese, ora in vendita e pronto a cessare la produzione di auto Fiat dal 1 gennaio 2012. Preoccupate le famiglie napoletane. "Se qui chiudono vanno in strada 15mila famiglie, indotto compreso", ha ricordato un militante Fiom a "Il Giornale". "E quanti finirebbero poi nelle mani della criminalità? - ha aggiunto - La camorra sta aspettando come un avvoltoio proprio questo". Ed è per evitarlo che molti operai hanno confessato al quotidiano di voler votare "sì" al referendum che ci sarà. Dietro di loro ci sono le mogli e le fidanzate. "A noi non interessano certe questioni - ha detto una al giornale - i nostri mariti devono lavorare, devono portare uno stipendio a casa il 30 di ogni mese".

LA PARTITA DELL'ITALIA
Un altro gesto di protesta da parte degli operai potrebbe arrivare stasera alle 20:30, mentre nello stadio della città di Città del Capo (Sudafrica) l'Italia giocherà il primo incontro dei Mondiali di Calcio 2010 contro il Paraguay. Alcuni operai hanno detto che sono pronti a manifestare davanti ai cancelli della fabbrica di Pomigliano d'Arco, anziché tifare gli Azzurri, per dimostrare al Lingotto che "non esistono malattie anomale".

Autore:

Tag: Attualità , Fiat , produzione , lavoro , torino


Top