dalla Home

Mercato

pubblicato il 11 giugno 2010

Marchionne è pronto a fare l'auto per Obama

Così da Venezia, ma il futuro di Fiat è in America?

Marchionne è pronto a fare l'auto per Obama

Una Fiat per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama? "Noi e GM siamo pronti a fargliela, ma prima ce la deve chiedere". Ha risposto così l'amministratore delegato del Gruppo torinese Sergio Marchionne, a chi gli ha chiesto oggi se il futuro di Fiat è in America. "No", ha detto lui, che da Venezia ha fatto il punto sull'assetto Fiat-Chrysler (che entro la fine dell'anno presenterà 16 novità fra nuovi modelli e restyling), mentre a Roma i vertici aziendali incontrano i sindacati per trovare l'accordo definitivo sullo stabilimento di Pomigliano d'Arco.

Una trattativa molto delicata che va avanti da settimane e da cui dipende il futuro del sito campano e più in generale della produttività degli stabilimenti automotive nel nostro paese. Sul piatto infatti la Fiat ha messo 700 milioni di euro (per produrre a Pomigliano, dove sono impiegate 5.000 persone, la nuova Fiat Panda), ma se oggi l'accordo non si trova il nuovo modello potrebbe "restare" in Polonia.

La "scelta di continuare o meno a fare vetture in Italia non dipende da me - ha detto Marchionne - . La maggior parte dei dipendenti è in Italia. Io ci ho messo l'impegno e abbiamo messo capitale a disposizione. Ma gli stabilimenti devono produrre, se non si produce non si può fare". E intanto il Ministero dello Sviluppo economico rende noto che le manifestazioni d'interesse al vaglio per la riconversione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese sono cinque. In particolare, l'advisor Invitalia sta valutando tre iniziative nel settore automotive, una nel settore media e una nel settore agricolo.

Autore:

Tag: Mercato , Fiat , produzione


Top