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pubblicato il 10 giugno 2010

Il "caso Opel" divide la Germania

La Merkel rimprovera il ministro dell'Ecomonia per gli aiuti negati

Il "caso Opel" divide la Germania

Il "caso Opel" continua a rivestire un'importanza del tutto particolare in Germania. Se infatti ai tempi della messa in vendita del marchio tedesco da parte di General Motors c'era un forte legame tra l'affare automobilistico e la rielezione a cancelliere di Angela Merkel, adesso che GM non vende più, ma cerca aiuti di Stato (800 milioni di euro sono stati già promessi da 5 governi), il cancelliere, al minimo nei sondaggi, non può permettersi una mossa sbagliata. Per questo il rifiuto di concedere aiuti ad Opel comunicato ieri dal ministro dell'Economia, il liberaldemocratico Rainer Bruederle, non le è piaciuto.

Ieri sera, appena due ore dopo il parere negativo espresso da Bruederle, la Merkel ha dichiarato che ancora non era detta l'ultima parola, scatenando le polemiche tra i liberaldemocratici. "Un'azienda americana con miliardi di dollari di riserve non ha bisogno di alcun contributo da parte dei contribuenti tedeschi", ha subito detto il segretario generale Fdp, Christian Lindner. Per questo è già in corso a Berlino una riunione fra il cancelliere e i quattro governatori dei Laender che ospitano gli stabilimenti Opel e che danno lavoro a 24.000 persone. Sul tavolo c'è la possibilità di trovare un sostegno finanziario alla casa automobilistica, ad esempio, dalla Banca europea degli investimenti.

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Tag: Mercato , Opel , dall'estero


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