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pubblicato il 9 giugno 2010

Rc Auto: è necessario ridurre i costi

L'Ania replica all'Isvap sui prezzi alti, causati "dai costi abnormi"

Rc Auto: è necessario ridurre i costi

Chiarire "è d'obbligo", secondo l'Ania, per questo l'associazione delle imprese assicurative ha risposto con una nota ufficiale alle critiche mosse dall'Isvap ed ha chiesto che vengano adottati "interventi normativi per ridurre i costi e i prezzi". I prezzi Rc Auto in Italia sarebbero infatti così alti, secondo l'Ania, perchè i costi sopportati dalle imprese di assicurazione sono "abnormi, i più alti d'Europa".

La frequenza dei sinistri (pari all'8,6% nel 2009) è del tutto fuori linea nel confronto europeo e assolutamente anomalo è il numero dei feriti risarciti dalle imprese di assicurazione (oltre 1 milione di persone). "L'anomalia italiana" di cui parla l'Ania è dimostrata anche dal confronto con la Francia, un paese a cui veniamo usualmente paragonati in quanto i premi di assicurazione sono più bassi dei nostri, pur essendo simile a noi il numero di macchine circolanti, l'impianto normativo, il sistema giuridico e lo sviluppo economico. Eppure in Francia la frequenza dei sinistri è del 4,4%, la metà di quella italiana ed il numero dei feriti è inferiore ai 200.000 (un quinto di quelli italiani) e questa differenza non è spiegabile, secondo l'associazione, con la migliore qualità delle strade o con la maggiore prudenza dei guidatori francesi. Infatti, "le statistiche indicano che in Francia sono morte per incidenti stradali 4.275 persone nel 2008, un valore di poco inferiore al nostro (4.731)", recita la nota.

PERCHE' L'ITALIA "E' DIVERSA"
Le ragioni di fondo delle anomalie italiane - e dell'aumento dell'Rc Auto - risiedono quindi per l'Ania nel fatto che nel 2009 le imprese di assicurazione hanno speso 14,9 miliardi di euro per rimborsare i sinistri, ossia 343 euro ad assicurato (c.d. premio puro). Si tratta del valore più elevato in Europa, tra i paesi censiti dal CEA (l'Associazione europea delle imprese di assicurazione). Il valore corrispondente per la Germania è di 223 euro, e per la Francia di 163 Euro. Ci sono poi, come si legge nella nota, "un praticato della giustizia benevolente verso un uso improprio dell'assicurazione, che finisce con l'avere la funzione di un ingiustificato ammortizzatore sociale; un inadeguato contrasto delle frodi e delle speculazioni che sono sempre più diffuse; norme sbagliate e distorsive che impediscono il corretto funzionamento del mercato; inspiegabili ritardi nell'attuazione della normativa prevista dal Codice delle assicurazioni per la valutazione dei sinistri più gravi.

COSA DOVREBBE CAMBIARE
Secondo l'Ania un livello della frequenza dei sinistri analogo a quello francese e un numero dei feriti corrispondente a quello della Francia potrebbero far scendere i costi per le imprese e i premi pagati dagli assicurati di quasi il 60%. L'industria assicurativa italiana si dice "fortemente preoccupata" e "determinata a fare la propria parte", condidando che Governo, Parlamento e Autorità valutino a fondo le proposte lanciate, partendo dalla costituzione di un'agenzia pubblica per il contrasto delle frodi che significherebbe per le imprese e gli assicurati un risparmio dell'ordine del 20%. Occorre poi una corretta valutazione delle microlesioni di lievissima entità e l'approvazione della disciplina sul risarcimento delle lesioni gravi. Infine l'eliminazione delle norme riguardanti il funzionamento della scala di bonus-malus. La legge n. 40/2007 prevede che, nel caso di un incidente in cui siano coinvolti due veicoli con una responsabilità del 50% per ciascun guidatore, non scatti il malus a nessuno dei due assicurati. Stabilisce, inoltre, una impropria attribuzione della classe di merito su base familiare. "Sono norme - per l'Ania - che premiano impropriamente chi non lo merita e determinano un aumento del fabbisogno tariffario per la collettività degli assicurati del 3% ogni anno".

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Tag: Attualità , assicurazioni


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