dalla Home

Home » Argomenti » Incentivi auto

pubblicato il 4 giugno 2010

La Cina incentiva l'auto elettrica e ibrida plug-in

Programma pilota su cinque città. Fino a 7.200 euro di contributo statale

La Cina incentiva l'auto elettrica e ibrida plug-in

La Cina fa sul serio sull'elettrico e sull'ibrido plug-in e il governo di Pechino annuncia di aver lanciato un programma pilota che consentirà di acquistare questo tipo di automobili per un importo che ammonta di 3mila yuan (360 euro) a kilowatt elettrico fino a un massimo di 50mila yuan (6mila euro) per un'ibrida plug-in e di 60mila yuan (7.200 euro) per ogni elettrica. Il programma riguarda i residenti di cinque città: Shanghai e Shenzen nel Sud Ovest, Hangzhou Hefei a Est e Changchun che si trova a Nord Est del paese. Si tratta dunque di un piano di incentivazione mirato che segue quello massiccio e generalizzato interrotto da qualche mese e che ha fatto letteralmente esplodere (+46%) il mercato nel 2009 fino a 13,6 milioni di unità facendo diventare di colpo la Cina il primo paese al mondo per il numero di automobili vendute.

Pechino però non si accontenta di fare numeri e vuole mettere l'accento sull'ambiente cominciando a spingere l'elettrificazione del mercato per il quale anche l'industria locale sembra pronta, persino di più di qualche costruttore europeo, americano e giapponese. In particolare, la BYD possiede tecnologie molto avanzate per le batterie, tanto che Volkswagen e Daimler si sono affrettate a stringervi accordi, ma prima di loro il finanziere americano Warren Buffett che ne possiede il 10%. Il governo cinese punta dunque a ridurre l'inquinamento atmosferico - talora drammatico - nei centri urbani più popolosi, ma anche a stimolare l'industria interna dell'auto portandola a un livello competitivo che potrebbe essere decisivo per consentire a case come SAIC, BAIC, Geely o la stessa BYD di sfondare sui mercati esteri proprio facendo leva sulle nuove tecnologie che riguardano l'elettrificazione dell'auto. D'altro canto, questa è una grande occasione per quei costruttori esteri che faticano ancora sotto l'ombra del Dragone e hanno invece puntato molto sul futuro.

I nuovi incentivi non avranno naturalmente l'effetto boom di quelli del 2009, perché riguardano un numero di modelli estremamente ristretto, dal costo comunque elevato e c'è un problema infrastrutturale, ma anche per questo il governo sta mettendo a punto un piano e, visti altri casi, si può essere sicuri che sarà fatto in modo serio ed efficace anche se non è stato ancora svelato il budget che sarà destinato a questo scopo. Quanto invece al budget allocato per gli incentivi, il governo ha fatto sapere che la loro entità diminuirà non appena le vendite raggiungeranno le 50mila unità, dunque una massa critica tutt'altro che indifferente sul circolante e che non esclude l'estensione successiva del programma, magari ad altre città. Sarà interessante vedere quanto tempo occorrerà per raggiungere questa soglia.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , incentivi , auto elettrica , cina


Top