dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 6 giugno 2010

Stanguellini festeggia 100 anni

La storia di un geniale artigiano, tecnico e patron, amico di Ferrari, Fangio e Nuvolari

Stanguellini festeggia 100 anni
Galleria fotografica - Stanguellini, dagli anni '50 ad oggiGalleria fotografica - Stanguellini, dagli anni '50 ad oggi
  • Vittorio Stanguellini all\'opera sul motore 1100 bialbero, 1950 - anteprima 1
  • 1950, Modena   - anteprima 2
  • 16 luglio 1950, Coppa d\'Oro delle Dolomiti	   - anteprima 3
  • Vittorio Stanguellini con il figlio Franscesco - anteprima 4
  • 1950, Coppa delle Dolomiti	   - anteprima 5
  • 8 ottobre 1950, GP dell\'Aerautodromo, Modena   - anteprima 6

Nella storia dell'automobilismo sportivo l'Italia ha saputo nel tempo conquistarsi una parte importante, per non dire preponderante e questo qualsiasi aspetto si voglia prendere in esame, dai piloti ai progettisti, dai designer alle grandi case costruttrici, dagli artigiani ai piccoli costruttori. OSCA, Giaur, De Santis, Giannini, Ermini, Stanguellini sono solo alcune delle Case cosiddette "minori" che hanno costituito palestra tecnica e piattaforma di lancio per coloro che hanno letteralmente costruito la loro carriera al volante di piccole e scattanti Sport di media cilindrata, o di economiche monoposto addestrative. Senza nulla togliere agli altri, i Costruttori che - fra i cosiddetti minori - hanno avuto maggiore successo sono stati senza dubbio De Santis, OSCA e Stanguellini.

E proprio nei giorni scorsi ha avuto luogo a Modena, nell'ambito della più ampia manifestazione "Modena Terra di Motori", il primo Memorial Stanguellini che ha registrato la partecipazione di un significativo numero di esemplari della Casa, provenienti da tutto il mondo, mentre il Museo Stanguellini in aggiunta a quanto esposto in permanenza ospita, sino a Domenica 13 giugno, una mostra che raccoglie foto, video, progetti, autovetture e memorabilia inerenti all'attività dell'elaboratore e costruttore modenese. Nel corso di tale evento sono previsti incontri, dibattiti e presentazioni di pubblicazioni relative a Stanguellini e ad altri nomi dell' automobilismo sportivo. Per questo, cogliendo l'occasione del centenario, sembra opportuno ricordare chi "è" Stanguellini e perché merita tanta attenzione.

NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI
Facile dire a posteriori, conoscendo la storia di famiglia, che il destino non poteva che essere nei motori, ma, per quanto frase fatta, questa è solamente verità. Se la Stanguellini è conosciuta in tutto il mondo per merito di Vittorio, questi è vissuto accanto ad un padre, Francesco, che negli anni '20 era concessionario Fiat e divideva le auto in corsa con Vincenzo Lancia... e, d'altra parte il figlio Francesco ed il nipote Vittorio - nomi che nel generazionale avvicendarsi perpetuano la saga - proseguono nel solco già tracciato dal padre e dal nonno avendo gestito una Concessionaria FIAT e seguendo ora il Museo Stanguellini quasi a completare un cerchio iniziato appunto 100 anni fa che tuttavia prosegue attraverso le recenti partecipazioni (2004 e 2008) del nipote Simone al Campionato italiano autostoriche al volante di una Formula 1.100 Jiunior del nonno.
Né è da dimenticare che l'avventura meccanica, commerciale, umana e sportiva di questa piccola, ma gloriosa dinastia da corsa ha trovato terreno fertile in quel di Modena, in un hinterland caratterizzato dalle più svariate forme di eccellenza, dalla tecnica all'arte culinaria, dal bello scrivere al bel comporre e cantare, dal progettare al realizzare.

L'EPOPEA DI VITTORIO
Esiste una sorta di poetica continuità fra la musica dei tipani da orchestra prodotti nell'Officina di Celso Stanguellini nel 1879 e quella dei motori prima elaborati e poi progettati e costruiti nell'Officina di Vittorio dal 1937 ed il 1966. D'altra parte Vittorio - figlio di un concessionario e pilota - aveva sin da giovane coltivato amicizie con nomi del calibro di Tazio Nuvolari, sulle cui auto compì i primi interventi di meccanico-elaboratore, di Enzo Ferrari, dei fratelli Maserati e del cinque volte CampeonJuan Manuel Fangio. Vittorio iniziò giovanissimo elaborando per passione la sua personale Fiat Balilla Sport mettendola in grado di seminare avversarie di superiori potenzialità come le Alfa Romeo 1750.
Quello fu l'inizio: nel 1936 fece dell'elaborazione la sua professione. Già l'anno successivo si registrarono il debutto della Stanguelini 750 Sport e la costituzione della squadra corse ufficiale che iniziò immediatamente ad avere un qualche alloro; nel 1938 viene realizzata la biposto 1.100 Sport Nazionale Ala d'Oro, mentre la 750 Sport Nazionale del '37, ulteriormente affinata si aggiudica una significativa vittoria di classe (e 50esima posto assoluto) alla XIIesima Mille Miglia.
L'attività dell'azienda, dopo l'obbligata interruzione dovuta alla seconda Guerra Mondiale, riprende nel 1946 con la vittoria del campionato assoluto categoria Sport Nazionale. Nel 1947, anno del rientro, vengono realizzate una 1.100 Sport Nazionale ed una berlinetta GT stradale, sempre con cilindrata 1.100 cc., carrozzata da Bertone. A fine anni '40 Stanguellini inizia anche la costruzione di propri telai e da elaboratore diviene vero e proprio costruttore; al motore bialbero di intera costruzione Stanguellini del 1950 segue una continua variazione sul tema "Sport 1.100" sino al 1956, anno nel quale esce una 750 Bialbero Corsa. Saranno proprio gli anni del dopoguerra a dare all'officina fama non solo locale: le auto di Stanguellini vincono su piste e strade di tutta Europa e si trovano a lottare, spesso con pari dignità, con le vetture della conterranea Scuderia Ferrari. Il lavoro aumenta a dismisura, e pur lavorando 24 ore al giorno, piloti, scuderie e semplici appassionati sono costretti a lunghe attese. Vittorio capisce, prima di altri, che il mantenimento dell'eccellenza richiede investimenti e la sua officina sarà sempre dotata di macchinari all'avanguardia.
Nel 1955 la scuderia varca i confini nazionali e si cimenta in gare di quali la 24 Ore di Le Mans, la 500 Km del Nürburgring ed il Tourist Trophy. Questa espansione all'estero porta all'azienda una considerevole massa di ordini - in particolare dagli USA, dalla Francia e dall'Inghilterra - sia per vetture complete e sia per le sole meccaniche da montare su telai di terzi. L'epopea delle vetture Sport volge al termine, ma la cosa non trova Stanguellini impreparato: nel 1958 nasce la celebre Formula Junior 1.110, una monoposto addestrativa alla cui impostazione e messa a punto collaborò di buon grado lo stesso Fangio e sulla quale si formarono piloti come Von Trips, Siffert e Bandini, che spopolerà nella categoria aggiudicandosi nel 1958 e '59 il Campionato europeo e nel '58-'59-'60 quello italiano; da non dimenticare poi alcune vittorie talmente importanti da valere - per sé - un intero Campionato: parliamo del G.P. di Montecarlo del '58, vinto dallo svizzero Michael May, e della edizione 1960 della prestigiosa Coppa Vanderbilt, vinta dallo statunitense Jason Carter.
Nel 1961 Stanguellini realizza la monoposto Delfino Junior e nel 1962 conquista il Trofeo Mondiale per costruttori di Formula Junior assegnato dall'ANCAI (oggi FIA). Nel '63 la vettura da record Colibrì, motorizzata Guzzi, conquistò sei record mondiali di velocità sul circuito di Monza; nel 1964 Stanguellini si cimenta nella costruzione di monoposto di Formula 3 e Formula 2, categorie nelle quali si assiste al diretto coinvolgimento di Case ed immissione di investimenti non alla portata di aziende artigianali quale la Stanguellini. Poco dopo Vittorio lascia lo Sport e apre una concessionaria e relativa assistenza meccanica. Rimane nel cassetto dei sogni il progetto, più che abbozzato, di una Stanguellini Formula 1 progettata sin dal 1961. Come tutte le iniziative infulcrate sulla volontà e sulla capacità del singolo, l'attività, con la morte del suo animatore, avvenuta nel 1981, subisce un reindirizzamento in chiave pressoché esclusivamente commerciale trasformandosi in concessionaria ed officina autorizzata Fiat, marchio con il quale la famiglia Stanguellini ha comunque condiviso a vario titolo un cammino lungo quasi 90 anni. L'avventura imprenditoriale si conclude definitivamente nel 1998.

STATICA, MEMORIA, MITO
Statistica, Memoria, Mito: alla prima sono affidate le circa 500 vittorie conquistate dal marchio.
Il culto della memoria è invece alimentato dal Museo, che non mostra al visitatore solamente le auto da competizione di Stanguellini, dalle prime Sport 750 e 1100 alle Formula Junior 1.100 cc., dalla Colibrì alla sfortunata Formula 3, ma offre allo sguardo dello spettatore curioso diverse attrezzature ed utensili utilizzati in fase di costruzione, per non parlare poi di alcuni interessanti motori "storici" e vari accessori. Comunque non ci sono solo auto e non solo Stanguellini: ancora si può ammirare la prima auto immatricolata a Modena, una Fiat tipo Zero del 1908, targata MO-1, utilizzata per celebrare il rientro dall'Olimpiade di Londra nel 1908 dello sfortunato maratoneta Dorando Pietri e, fra le varie "automobilia" una vettura per bambini della Maserati F1 con motore della Vespa 98 oltre a targhe e manifesti pubblicitari d'epoca, documenti fotografici e libri.
Il mito della Stanguellini si perpetua attraverso il mondo dell'auto d'epoca che a queste auto riserva uno spazio privilegiato sia come investimento puro, sia come oggetto di ammirazione e culto, ma, ancor di più come testimonianza di una competitività che ha portato l'americano Jason Wright alla conquista del Campionato Europeo Autostoriche 2009 al volante proprio di una Junior di Stanguellini.

Galleria fotografica - Stanguellini, dalle origini agli anni '50Galleria fotografica - Stanguellini, dalle origini agli anni '50
  • Francesco Stanguellini alla guida della Fiat tipo Zero (1908) - anteprima 1
  • Stanguellini, dalle origini agli anni \'50 - anteprima 2
  • Stanguellini, dalle origini agli anni \'50 - anteprima 3
  • 8 maggio 1910, Record del Miglio, Modena	   - anteprima 4
  • 1925, Modena, a sinistra Enzo Ferrari, al lato opposto un giovanissimo Vittorio Stanguellini   - anteprima 5
  • 23 ottobre 1927, Modena, Tazio Nuvolari e Francesco Stanguellini   - anteprima 6

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , auto storiche , anniversari


Top