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pubblicato il 2 giugno 2010

Patente: revisione annuale dopo gli 80 anni?

La proposta dell'Asaps affronta il problema della mobilità del futuro

Patente: revisione annuale dopo gli 80 anni?

E' con un anticipo di circa 5/10 anni che l'Asaps lancia una singolare quanto significativa proposta: introdurre l'obbligo di revisione annuale per la patente di chi ha superato gli 80 anni. L'idea, già espressa ad ottobre 2009 durante il convegno dell'ARCA (Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici) e tornata d'attualità con la terza lettura alla Camera del nuovo Codice della Strada, gioca d'anticipo sulle problematiche legate alla mobilità del futuro perché il numero degli anziani al volante è destinato ad aumentare vertiginosamente nei prossimi anni, trascinando con sé tutta quella serie di rischi legati all'invecchiamento che rendono un automobilista anziano 16 volte più a rischio di incidente di uno giovane (Dati European Transport Safety Council); ad esempio con la vecchiaia i comportamenti al volante sono meno reattivi.

Secondo l'ETSC, come si legge nell'Annuario della Sicurezza Stradale dell'Asaps 2010, ogni anno muoiono in Europa più di 8.000 over 65 (38% pedoni, 26% automobilisti, 5% motociclisti). In base a questo stesso studio, condotto in 29 paesi europei, se non si interviene con strumenti adeguati si passerà dall'attuale 17% della mortalità "grigia" al 30% del 2050. Da notare è infatti che il fenomeno non riguarda solo l'Italia, ma l'intera Unione Europea, "invecchiata" dalla Baby Boom Generation e rinvigorita dall'immigrazione (principale traino del tasso di natalità in Italia e in altri paesi del Vecchio Continente). Da qui l'esigenza di rivedere il meccanismo di rinnovo della patente.

PATENTE E ANZIANI OGGI
Oggi in Italia, come in molti altri paesi dell'Occidente, la patente di categoria A e B è valida per 10 anni. Dopo il compimento dei 50 anni d'età la validità scende a quota 5 anni (come per tutti gli altri tipi di patente, comprese quelle speciali, a meno che non siano rilasciate o confermate a chi ha superato i 70 anni; in questo caso si parla di 3 anni di validità). La patente D è valida fino al compimento dei 65 anni di età e chi ha già 60 o 65 anni e vuole guidare autobus, autocarri o autotreni di oltre 3,5 tonnellate deve sottoporsi ad accertamenti medici più frequenti.

LE PROPOSTE DELL'ASAPS
Partendo dal presupposto che il numero delle patenti grigie subirà un'impennata considerevole entro i prossimi 5/10 anni (per via della Baby Boom Generation), l'Asaps vorrebbe l'introduzione dell'obbligo di revisione della patente ogni anno per chi ha già compiuto 80 anni. Non più, come oggi, un semplice via libera da parte del medico curante, ma un test di pratica al volante ed un re-training di teoria. Come ci ha detto Giordano Biserni, Presidente dell'Asaps, siamo di fronte alla "prima generazione nata con l'automobile (quella dei baby boomers, ndr.), diversa dai loro padri, "nati con la bicicletta" e che quindi farà molta fatica a rinunciare all'auto. Quello che serve è quindi, secondo l'Asaps, la predisposizione di quelle condizioni per cui agli anziani possano ancora guidare (magari con delle limitazioni in termini di orario, che escludano la notte oppure il transito al di fuori delle strade della propria Provincia), perché per molti è sinonimo di "libertà", ma senza costituire un rischio per gli altri. Da combattere c'è ad esempio "l'abitudinarietà" di chi guida da tanti anni. Il cambio di segnaletica può disorientare un automobilista anziano, come ci ha fatto notare Biserni, ricordando che molti fenomeni di contromano sono imputabili alla terza età.

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Tag: Attualità , patente a punti , sicurezza stradale


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