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pubblicato il 31 maggio 2010

Fiat minaccia di non produrre la nuova Panda a Pomigliano

Le trattative con i sindacati potrebbero far chiudere il sito

Fiat minaccia di non produrre la nuova Panda a Pomigliano

Il braccio di ferro tra il Gruppo Fiat e i sindacati continua. Il Piano Strategico 2010-2014 potrebbe incepparsi per via del mancato accordo con le parti sociali. In bilico c'è la produzione della nuova Fiat Panda a Pomigliano d'Arco, un tassello industriale fondamentale per il rilancio del sito produttivo che essendo in crisi è stato più volte paragonato a quello di Termini Imerese, che il Gruppo Fiat chiuderà il 31 dicembre 2011 a causa degli elevati costi logistici. "Abbiamo ampiamente dimostrato la nostra disponibilità in tutte le sedi. Il tempo è poco, bisogna decidere", ha detto oggi il presidente della Fiat, John Elkann, a margine dell'Assemblea della Banca d'Italia.

L'augurio del giovane Agnelli è che presto si riesca a "trovare un esito molto positivo perché questa è una grande opportunità per il nostro paese", ha detto, riferendosi anche al manifesto occupazionale di Fiat, "Fabbrica Italia". Lo rassicura il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, per cui l'accordo sarebbe vicino e positivo: "Su Pomigliano siamo quasi in dirittura d'arrivo". In questo clima teso tra incertezza e ottimismo, l'ultimatum dettato dall'amministratore delegato, Sergio Marchionne, venerdì scorso sembra quasi sfumare, ma il messaggio era chiaro:

L'ULTIMATUM DI MARCHIONNE AI SINDACATI
O si trova un accordo su Pomigliano o la Fiat produrrà le Panda altrove, aveva detto Marchionne ai sindacati riuniti (assente solo la Fiom). "I tempi stanno diventando stretti. Il protrarsi della trattativa con in sindacati ha già provocato lo slittamento degli investimenti necessari per l'avvio della produzione", aveva aggiunto l'ad, sperando di "giungere ad una rapida conclusione perchè presto sarà impossibile accettare ulteriori ritardi. In assenza di un accordo che offra adeguate garanzie potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto e prendere in considerazione ipotesi alternative per la produzione della futura Panda". Pomigliano rischia di chiudere come Termini Imerese. Affinché continui ad operare, secondo Marchionne, "occorre rendere gli impianti più efficienti e più competitivi".

LE RAGIONI DEI LAVORATORI
Al centro della resistenza dei sindacati ci sono soprattutto i turni di lavoro e i compensi. "Si sono fatti importanti passi avanti circa la definizione delle nuove turnistiche, dei riposi compensativi, della gestione delle pause e delle verifiche organizzative", aveva detto Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl, al termine dell'incontro, durante il quale si era a lungo dibattuto del turno del sabato notte.

Il prossimo incontro tra Fiat e Fiom è fissato a venerdì 4 giugno e per giovedì 10 giugno è in calendario quello decisivo con tutti i sindacati.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , lavoro


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