dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 30 maggio 2010

Giorgetto Giugiaro: da Garessio a Wolfsburg

I 55 anni di carriera del maestro del design

Giorgetto Giugiaro: da Garessio a Wolfsburg
Galleria fotografica - Giugiaro: 55 anni di carrieraGalleria fotografica - Giugiaro: 55 anni di carriera
  • Giorgetto Giugiaro - anteprima 1
  • Alfa Romeo 2000 Sprint - anteprima 2
  • Ferrari 250 GT Bertone - anteprima 3
  • Aston Martin DB4 GT Jet Bertone - anteprima 4
  • Gordon Keeble GT - anteprima 5
  • Mazda Luce 1500 - anteprima 6

La storia professionale di Giorgetto Giugiaro e le vicende industriali della "sua" Italdesign rappresentano una di quelle realtà italiane note e apprezzate in tutto il mondo, spesso invidiate e a volte citate come esempi di genialità progettuale e capacità imprenditoriale. La recente acquisizione di Italdesign Giugiaro da parte del Gruppo Volkswagen attraverso la controllata Lamborghini Holding S.p.A. dimostra quanto i grandi costruttori mondiali con mire "espansionistiche" siano alla continua ricerca di aziende sane e intraprendenti, soprattutto fra quelle italiane che offrono come valore aggiunto il prestigio del Made in Italy. Dietro questo caso da manuale, perfetto per ponderosi trattati di economia, si intravede in ogni frangente la mano felice di Giorgetto Giugiaro, talentuoso disegnatore e accorto imprenditore di se stesso, capace di passare dalla tranquilla vita del borgo di Garessio (CN) agli onori delle cronache mondiali e alle attenzioni interessate del colosso di Wolfsburg. Ripercorrendo velocemente alcune tappe di questa ascesa vertiginosa possiamo capire meglio quali sono i momenti che hanno portato a un risultato di questo tipo.

GLI INIZI
Nato a Garessio nel 1938, Giugiaro si trasferisce a Torino nel 1952 e prosegue i suoi studi in belle arti di giorno e disegno tecnico la sera nella città piemontese che è allora la capitale mondiale del design automobilistico e che vede nella loro fase di massimo splendore carrozzerie storiche come Pinin Farina, Bertone, Vignale, Ghia, Allemano, Savio e Siata, solo per citarne alcune. L'abilità innata e il talento naturale nel disegno dimostrato del giovane Giorgetto vengono presto notate dall'ing. Dante Giacosa, padre dei più importanti progetti Fiat fra gli anni Trenta e Settanta, che nel 1955 lo assume nel Centro Stile Fiat, sotto la guida del responsabile Fabio Luigi Rapi. A 21 anni il disegnatore cuneese ha ormai accumulato un'esperienza e una maturità da maestro del disegno automobilistico e viene presto notato dal lungimirante Nuccio Bertone, che non esita a strapparlo alla Casa del Lingotto offrendogli nel dicembre 1959 uno stipendio quadruplo.

ANNI BERTONE
Il periodo trascorso in Bertone dal 1960 al 1965 rappresenta per Giugiaro l'inizio di una nuova carriera, più libera e capace di esprimere un estro creativo-progettuale che ha pochi pari al mondo, segnata dalla realizzazione di vetture che fanno la storia del design e che dettano nuovi canoni di eleganza automobilistica. La primissima prova importante per il giovane designer è l'Alfa Romeo 2000 Sprint prodotta in serie dal 1960, firmata Bertone e caratterizzata dal tipico stile Giugiaro che si imporrà negli anni a seguire. Dello stesso periodo, ma relegate al ruolo di concept car in esemplare unico sono le Aston Martin DB4 GT Jet (1961), la Ferrari 250 GT (1962), una Maserati 5000 GT (1961), la Chevrolet Testudo e l'Alfa Romeo Canguro, tutti piccoli capolavori di Bertone caratterizzati da eleganza ed equilibrio applicati al concetto di supercar. In contemporanea prosegue l'alacre lavoro su vetture di normale produzione con marchio Bertone, fra cui la BMW 3200 CS, la Gordon-Keeble GT, l'Alfa Romeo Giulia GT, la Fiat 850 Spider e l'Iso Rivolta 300 GT e Grifo. Nel frattempo prendono avvio le prime collaborazioni con le case giapponesi, altro denominatore comune della carriera di Giugiaro, concretizzatesi nella produzione della Mazda Luce 1500 con design Bertone.

LA PARENTESI GHIA
All'età di 27 anni il talento di Garessio si trasferisce alla Carrozzeria Ghia, dove nel novembre del 1965 diventa responsabile del Centro Stile e del Reparto Prototipi. Per la storico marchio torinese Giugiaro realizza numerosi progetti, fra cui si ricordano soprattutto Maserati Ghibli e De Tomaso Mangusta, supercar di piccola serie che lasciano il segno per le forme ardite e le soluzioni stilistiche inedite. A queste si aggiungono le meno memorabili Iso Rivolta Fidia e la Isuzu 117 coupé, ennesimo esempio di collaborazione con il paese del Sol Levante. Il 7 febbraio 1967 Giugiaro apre il suo primo atelier di design automobilistico, denominato Ital Styling e creato con l'Ing. Aldo Mantovani, altro appassionato di auto e progettazione con alle spalle una lunga carriera in Fiat. La collaborazione come free lance con Ghia continua ancora per un po', ma ormai i tempi sono maturi per l'avvio di una carriera professionale ancora più intensa e ricca di soddisfazioni, incentrata su di un'indipendenza assoluta che lo porta a prendere contatti con i più grandi produttori mondiali dell'auto. Alcuni screzi con Alejandro De Tomaso, proprietario della storica carrozzeria, lo spingono ad abbandonare definitivamente ogni contatto con la Ghia e lo avvicinano al passo più importante: la fondazione della SIRP S.p.A. Ital Design.

LA SUA ITALDESIGN
Il 13 febbraio 1968, sotto il nome di Studi Italiani Realizzazione Prototipi S.p.A. (SIRP), viene creata la Ital Design, sempre in società con Aldo Mantovani e sempre votata alla creazione di un'azienda indipendente in grado di esprimere creatività e di fornire consulenze evolute nel settore automotive. La nuova avventura comincia subito con il piede giusto, quando la Ital Design viene invitata a sviluppare la nuova compatta di casa Alfa Romeo in stretta collaborazione con l'ing. Rudolf Hruska, prodotta dal 1972 a Pomigliano d'Arco (NA) con il nome di Alfasud. Nel frattempo arriva la prima concept car marchiata Giugiaro, la Bizzarrini Manta del Salone di Torino 1968. La sequenza di prototipi futuribili e al limite della sperimentazione si impenna agli inizi degli anni Settanta, con un susseguirsi di autentiche "astronavi": Alfa Romeo Iguana (1969), Volkswagen Porsche Tapiro (1970), Alfasud Caimano (1971), Maserati Boomerang (1972) e Audi Asso di Picche (1973) rappresentano alcuni dei momenti più fantasiosi della carriera di Giugiaro. Parallelamente vanno avanti i progetti più concreti e importanti nell'ottica dell'evoluzione aziendale, vale a dire le numerose auto di serie firmate Ital Design: Maserati Bora e Merak, Lotus Esprit, BMW M1, Alfetta GT e De Lorean DMC-12 (quella di Ritorno al Futuro) confermano la fama di Giugiaro come disegnatore di bellissime auto sportive. Anche nella grande produzione la Ital Design si assicura delle commesse importantissime, che annoverano la realizzazione di Passat, Golf, Scirocco e Polo per la Volkswagen, Hyundai Pony del 1974 e Audi 80 nel 1978.

GRANDI COLLABORAZIONI
Oltre al fitto elenco di modelli realizzati per il gruppo Volkswagen, Giorgetto Giugiaro torna a confrontarsi con la Fiat nel 1976, anno in cui si mette al lavoro sulla Panda, vettura spartana, essenziale, pratica e abitabile che potesse dare un taglio netto con la precedente 126. Il risultato è quell'auto ormai famosa con lamierati semplici e vetri piatti che ha esteso la sua fortunata carriera dal 1980 al 2003, forse l'ultimo esempio di vetture di questo tipo, in stile "2 CV". Sempre per il gruppo torinese l'azienda di Giugiaro, che nel 1978 è diventata ItalDesign, realizza la Lancia Delta, Prisma e Thema, oltre alle apprezzate Fiat Uno, Croma e Punto. Altrettanto fruttuoso è il lavoro svolto per Seat: con la Casa spagnola nascono infatti la prima Ibiza del 1984 e la Malaga, seguite negli anni dalla Toledo del '91 e da Ibiza e Cordoba del 1993. Gli anni Ottanta portano con sè anche le importanti commesse di ItalDesign per Hyundai Stellar, Excel e Sonata. Particolare successo lo riscuote in patria la Isuzu Piazza del 1981, una coupé piuttosto originale basata in parte sul prototipo Isuzu Asso di Fiori. Una serie interminabile di progetti vede la Italdesign Giugiaro Spa (così denominata dal 1999) impegnata su molti fronti in giro per il mondo, affiancata dall'attività della "Giugiaro Design" che dal 1974 opera nel settore del design industriale, grafica, corporate identity per ogni tipo di prodotto o realtà industriale. Oltre a questa assume un ruolo sempre più importante il servizio di consulenza, engineering, prototipazione e sviluppo di vetture per conto terzi, attività che vede la Italdesign Giugiaro impegnata (anche segretamente) nella realizzazione di moltissime automobili di grande successo.

INNOVAZIONE
Altra caratteristica peculiare del lavoro di Giugiaro è quello di esplorare nicchie e ambiti sconosciuti del mondo dell'automobile, inventando e reinventando tipologie di auto che stupiscono e danno il via a nuove mode. Fra i casi più famosi si segnalano di certo l'Alfa Romeo New York Taxi del 1976, concept di monovolume a massima abitabilità ribadita negli anni dalla Lancia Megagamma, Alfa Romeo Capsula, Lancia Together, Audi Asgard e BMW Columbus. Anche la ID Cinquecento del 1992, poi divenuta 500 Lucciola, anticipa di qualche anno la nascita della Daewoo Matiz, piccola 5 porte che ha nella versione prototipo ha un motore ibrido. Le concept degli anni Novanta e del nuovo secolo cominciano a risentire del contributo del figlio Fabrizio (a partire dalla Machimoto) e spaziano dalla sportività pura di Volkswagen W12, BMW Nazca, Alfa Romeo Schighera, Lamborghini Calà, Bugatti 18/3 Chiron e Aston Martin Twenty Twenty all'originalità di Biga, Lexus Landau, Structura e la recentissima Proton Emas. Le ultime realizzazioni del duo Fabrizio-Giorgetto Giugiaro hanno i nomi di Fiat Grande Punto, Croma, Alfa Romeo 156, 147 restyling, 159, Brera, Spider, Lamborghini Gallardo, Lancia Musa, e Maserati 3200 GT/Coupé, solo per citare i più famosi degli oltre 200 progetti ufficiali che hanno raggiunto le nostre strade.

CON VOLKSWAGEN
Nel 2007 l'uscita dall'Italdesign di Mantovani segna per la famiglia Giugiaro l'inizio del controllo totale sull'azienda, ormai arrivata a impiegare quasi 1.000 dipendenti e ad aprire la ItalDesign California a Oak Canyon, vicino a Los Angeles. L'obiettivo è ribadire la propria leadership mondiale nell'ambito del design progettuale dell'automobile, inteso come pacchetto completo di soluzioni per la costruzione di nuove vetture. Insignito di numerosi premi internazionali, fra cui il Compasso d'oro, l'elezione a "Car Designer del Secolo" e la laurea ad honorem conferita dal Royal College of Art di Londra, Giorgetto Giugiaro comincia ad allentare il numero di impegni in seno all'azienda e passa parte delle attività nelle mani del figlio Fabrizio, assieme al quale chiude contratti importanti come quello con HK Motors per la produzione di auto ibride. L'acquisizione da parte del gruppo Volkswagen attraverso la controllata Lamborghini Holding S.p.A. è storia di questi giorni e conferma l'apprezzamento da parte di un colosso mondiale che vede al comando una vecchia conoscenza, quel Ferdinand Piëch che da coetaneo ha seguito e ammirato il cinquantennale lavoro di Giorgetto Giugiaro. A questo punto la speranza di tutti gli appassionati di belle auto e di estimatori del designer piemontese è che il marchio "ID" riesca a mantenere, anche nell'ambito della nuova proprietà, quell'indipendenza e quello spirito innovatore che da sempre caratterizza l'azienda di Moncalieri, senza diventare un semplice nome da applicare alle vetture di Wolfsburg, siano esse Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, Lamborghini, Bugatti o Bentley. Più facile è che il colosso tedesco continui a valorizzare un percorso aziendale che si è dimostrato vincente, sostenuto da una forza lavoro di grande esperienza e capacità e da una dirigenza oculata.

Autore:

Tag: Retrospettive , car design


Top