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pubblicato il 26 maggio 2010

Volkswagen e il design italiano

Il rapporto tra la Casa tedesca e i designer italiani, tra presente, passato e futuro...

Volkswagen e il design italiano
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  • Prototipo Volkswagen Pinin Farina (1952) - anteprima 1
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  • Volkswagen Maggiolino (1952) - anteprima 3
  • Volkswagen Maggiolino   - anteprima 4
  • Volkswagen Karmann Ghia (Type 14) - anteprima 5
  • Volkswagen Karmann Ghia (Type 34)	   - anteprima 6

La recentissima acquisizione del 90,1% di Italdesign Giugiaro da parte di Volkswagen, attraverso la filiale Lamborghini Holding S.p.A.-Italia, segna un passo importante sia nella storia del rinomato centro stile di Moncalieri, sia nella lunga tradizione di rapporti tra la Casa tedesca e lo "stile italiano". Risale infatti all'immediato dopoguerra il primo avvicinamento fra la neonata Volkswagen e i più famosi carrozzieri torinesi, un sodalizio fruttuoso per entrambe le parti di cui vogliamo ricordare i momenti fondamentali.

PININFARINA, GHIA E VOLKSWAGEN
E' noto come negli anni '50 l'allora presidente della Volkswagen Heinz Heinrich Nordhoff, avesse contattato Pinin Farina inviandogli una lettera, nella quale esprimeva l'intenzione di "unire in una vettura di gran serie le esperienze tecniche germaniche al senso latino per le linee e le forme armoniche e classiche". Fu predisposto, nel 1952, uno studio di vettura, con la quale si intendevano rinnovare parzialmente le forme del classico "kafer", che però ebbe seguito. Qualche anno più tardi, una pubblicità riportata anche nelle riviste italiane dell'epoca mostrava la foto della parte posteriore di un Maggiolino, e faceva riferimento all'unico consiglio dato da Pininfarina su come modificare le sue ormai classiche forme: "Ingrandite il lunotto".
Altra celebre Volkswagen dal design italiano è la cosiddetta Karmann Ghia Typ 14 (1955-1974), variante sportiva sulla meccanica del Maggiolino disegnata dall'ing. Sergio Sartorelli per Ghia e realizzata nelle versioni coupé e, dal 1957, cabriolet. Una variante più moderna fu la coupé Typ 34, sempre disegnata da Sartorelli, e poi rimpiazzata dalla Volkswagen Porsche 914. Sia pur di ispirazione "americana", le due vetture rappresentano tuttora un ottimo esempio di eleganza e sportività italiana, dissimulando con linee armoniche ed equilibrate la particolare architettura d'origine.

ITALDESIGN: INIZIA L'ERA GOLF
Si deve poi a designer italiani la "rinascita" di Volkswagen con una famiglia di vetture "rivoluzionarie" per il marchio (a cominciare dalla trazione anteriore): proprio a Giorgetto Giugiaro sono da attribuire le forme delle prime versioni di Passat (1973), e, nell'anno successivo, di Scirocco e Golf, quest'ultima vettura di riferimento della categoria, ancora oggi "fedele" ai principi originari, ovviamente in rapporto alla tecnologia e alla legislazione odierne. La collaborazione con Italdesign era peraltro già iniziata con alcuni progetti precedenti: la Volkswagen-Porsche Tapiro del 1970 a motore centrale longitudinale, la Volkswagen Karmann Cheetah, spider a 2 posti del 1971 derivata dalla Karmann Ghia, e l'Audi Karmann Asso di Picche del 1973, coupé a quattro posti dalle linee tese, che anticipavano le tendenze stilistiche degli anni successivi.
Da non dimenticare anche il ruolo di Marcello Gandini per Bertone, con la realizzazione dell'inedita Volkswagen Polo (1975) e della "sorella" Audi 50 (uscita l'anno prima), compatte dalla linea elegante e squadrata, con abitacolo dall'ampia luminosità in rapporto alle dimensioni. Sempre Italdesign è artefice del nuovo "look" sia di Audi (con la 80 del 1978), sia di Seat, dopo la cessione a Volkswagen da parte di Fiat: sono firmate da Giugiaro le prime due serie dell'Ibiza e della Toledo, e poi Malaga, Cordoba e Cordoba coupé... Importante anche il ruolo di Giugiaro nella definizione del nuovo stile Bugatti, con la EB118 (realizzata subito dopo l'acquisizione del marchio Bugatti da parte di VW) e poi con la berlina a quattro porte EB218, e numerose sono le concept cars da salone marchiate Italdesign, come ad esempio la supersportiva Volkswagen W12 Syncro del 1997.

L'ARRIVO DI WALTER DE' SILVA E L'ATTUALE CENTRO STILE
I destini delle case del gruppo Volkswagen sono comunque legati a doppio filo allo "stile italiano" a partire dal 2000, quando arrivò prima in Seat, poi in Audi e quindi in altre Case del gruppo, un italiano che già si era distinto per l'ottimo lavoro svolto in Alfa Romeo: Walter De' Silva, oggi responsabile del design dell'intero gruppo Volkswagen. Il "team" si arricchì progressivamente di altri designer italiani, a cominciare da Flavio Manzoni, responsabile del "creative design", che ha direttamente collaborato a ridefinire le linee guida per l'identificazione dei singoli marchi del gruppo, dal 2010 passato alla guida del rinnovato Centro Stile Ferrari. E poi altri designer, tra i quali Wolfgang Egger, austriaco di nascita ma "milanese" di adozione per il lungo lavoro svolto in Alfa Romeo - sua la responsabilità dello stile della 8C Competizione.

ITALDESIGN: IL FUTURO IN VOLKSWAGEN
Oggi Italdesign non è solo centro stile, ma un completo centro di progettazione automobilistica, che peraltro, prima in via più o meno ufficiosa, e dal 2008 con un preciso accordo di ampia portata su progettazione e sviluppo, lavorava già in stretto contatto con Volkswagen, ad esempio nella progressiva definizione della famiglia Up!. Molti dei progetti in corso, come quelli con la malese Proton o con la HK Motors, probabilmente acquisiranno ancora più forza grazie all'apporto di un grande gruppo come Volkswagen. Inoltre, dopo l'impegno nel definire le linee guida dello stile dei singoli marchi, e con una delle "squadre" di designer, guidata da De' Silva, meglio organizzate d'Europa, molti modelli di stile di future automobili del gruppo sono già stati approvati o "congelati", per cui non dovrebbero esserci sostanziali modifiche a breve termine, se non per qualche progetto specifico, o per la definizione di qualche particolare estetico o tecnico. Certamente, il rapporto tra la nuova VW-Giugiaro e le altre case automobilistiche, italiane in primis, potrebbe modificarsi radicalmente, e Volkswagen, dopo Lamborghini, sta "entrando" in territorio italiano certamente con una "punta di diamante" tra le aziende nazionali di progettazione.

...E UN FUTURO ALFA ROMEO?
Proviamo ora a fantasticare. Tra le concept cars Alfa Romeo previste per la celebrazione dei 100 anni del marchio a Ginevra 2010, mancava proprio la proposta di Giugiaro... e se l'acquisizione di Italdesign non fosse l'ennesima mossa "strategica" di Piech e Winkerton per ottenere il controllo di un altro marchio italiano? Pensiamo naturalmente ad Alfa Romeo, da anni legata alla firma di Giugiaro: tra le auto in produzione, Alfa 159 berlina e sportwagon, Brera, Spider, per non parlare di quelle del passato - 2000, Giulia GT, Alfasud e Sprint, Alfetta GT e GTV, Giulietta II, 156 restyling... Se invece Alfa Romeo rimanesse italiana, potrebbe puntare sulla "rivale" Pininfarina, già collaboratrice nella definizione degli esterni della nuova Giulietta e protagonista a Ginevra con la 2ettottoanta.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Curiosità , Volkswagen , car design


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