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pubblicato il 24 maggio 2010

Termini Imerese "si farà in tre"?

Il futuro della fabbrica siciliana si delinea, ma presto sarà cassa integrazione

Termini Imerese "si farà in tre"?

Non più solo un modello, ma tre auto completamente diverse tra loro. C'è questo nel futuro di Termini Imerese, lo stabilimento siciliano che il Gruppo Fiat chiuderà il 31 dicembre 2011 a causa degli elevati costi logistici. L'ultima indiscrezione parla di una condivisione dello stabile (in cui è attualmente prodotta la Lancia Ypsilon) da parte di tre soggetti interessati all'acquisto: Simone Cimino, che vuole realizzarvi il progetto "Sunny car in a Sunny Region" (ovvero l'auto elettrica realizzata in partnership con l'indiana Reva); Gian Marco Rossignolo, neoproprietario del marchio De Tomaso che ha in mente un'anti-MINI, e i fornitori e distributori del colosso automobilistico cinese Faw.

E' su queste tre proposte, tutte di stampo automobilistico come preferiscono il governo e i sindacati, che si starebbe concentrando l'advisor Invitalia, la cui intenzione - come riferito da una fonte de "Il Giornale" - sarebbe "quella di far subentrare i nuovi soggetti alle attività di Fiat nel primo semestre del 2012, salvaguardando i livelli occupazionali e gli impianti esistenti attraverso una forma di divisione della fabbrica e di condivisione di alcuni servizi comuni".

In pratica i 150mila metri quadrati coperti della struttura e i circa 2mila dipendenti (tra diretti e società collegate a Torino) sarebbero da dividere in tre - come i fondi pubblici messi a disposizione - per garantire lo sfruttamento e la saturazione della struttura, nonché l'occupazione delle maestranze, fatti salvo gli inevitabili prepensionamenti. E, mentre Sergio Marchionne annuncia negli USA oltre 1.000 nuove assunzioni in Chrysler, in Sicilia il Gruppo italiano ha confermato la cassa integrazione per le ultime settimane di giugno (dal 21 al 30).

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Tag: Mercato , Fiat , produzione


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