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pubblicato il 21 maggio 2010

Ricarica in casa: da oggi in Italia si può

Rimossi i vincoli normativi dall'Autorità per l'Energia e il Gas

Ricarica in casa: da oggi in Italia si può

Ricaricare l'auto elettrica in casa, presso la propria abitazione, il garage o nel parcheggio condominiale, da oggi si può. Prima, in Italia, non si poteva, almeno a norma di legge. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha infatti rimosso i vincoli normativi che ostacolavano la predisposizione dei punti di ricarica, dal momento che secondo la vecchia normativa ai consumatori domestici era "vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare".

PREZZO DI MERCATO
Si tratta della delibera ARG/elt 56/10, grazie alla quale in abitazioni private e condomini (in questo caso con l'assenso dell'assemblea condominiale) si potrà richiedere al proprio fornitore di energia elettrica più punti di fornitura, ognuno con un contatore, destinati espressamente all'alimentazione di veicoli elettrici. Il provvedimento dell'Autorità è valido anche per le aziende che possiedono un parcheggio per la propria flotta di veicoli, mentre il prezzo potrà variare fra quelle dei diversi venditori del mercato libero e potrà essere diversa da quella scelta per la fornitura domestica.

SOSTEGNO ALLE "SMART GRIDS"
Così, secondo l'Authority "Poiché le batterie dei veicoli elettrici devono essere ricaricate, la disponibilità di punti di ricarica è un fattore condizionante dello sviluppo virtuoso della mobilità elettrica, un settore che vede impegnati diversi grandi produttori e nel quale è atteso l'arrivo di diversi modelli". Inoltre l'Autorità punta a incentivare le cosiddette "V2G", le reti cioè che possono utilizzare le batterie dei veicoli elettrici parcheggiati per stoccare o assorbire quella in eccesso dalle auto.

GLI ITALIANI SONO PRONTI
Ok per le infrastrutture, ma il mercato è propenso a passare dai carburanti fossili all'energia elettrica per spostarsi? Al Festival dell'Energia di Lecce, la federazione che riunisce le aziende locali dell'acqua del gas e dell'energia FederUtility ha presentato uno studio secondo il quale il 70% degli automobilisti italiani sarebbe disponibile a comperare un'auto elettrica; uno su dieci la comprerebbe di sicuro se fosse in commercio; il 54% chiede buona autonomia e, naturalmente, più punti di ricarica; il 45% vorrebbe incentivi pubblici e il 40% vorrebbe che le elettriche costassero come le auto in commercio.

L'ITALIA... UN PO' MENO
Il provvedimento dell'Autorità per l'energia e i progetti avviati dalle Case automobilistiche (di Renault e smart i primi) costituiscono dei passi importanti, ma secondo i dati presentati a Lecce da CEI-Cives ci sono diversi Paesi molto più avanti grazie a piani varati dai Governi: negli USA sono previsti 1 milione di veicoli entro il 2015, 11.000 punti di ricarica entro il 2011 e incentivi all'acquisto di veicoli fino a 11.000 dollari. La Cina (che inoltre collaborerà con gli Stati Uniti) prevede 500.000 veicoli entro il 2011 e 8 milioni entro il 2025, con incentivi fino a 6.000 euro, mentre la Corea punta a coprire il 10% del mercato mondiale. In Europa l'auto elettrica è vicina soprattutto in Inghilterra (Londra avrà 25.000 punti di ricarica entro il 2015, la Gran Bretagna ha stanziato 260 milioni di euro), in Francia (punta a 2 milioni di veicoli elettrici o ibridi, 25.000 punti di ricarica pubblici entro il 2020 e con un piano incentivi fino a 6mila euro) e in Germania (obiettivo 5 milioni di veicoli nei prossimi 20 anni, il primo entro il 2020. Persino la derelitta Spagna ha previsto un piano di bonus che copre fino a 6.000 euro per avere 70.000 veicoli entro due anni.

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile , auto elettrica , inquinamento


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