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pubblicato il 20 maggio 2010

Sassi dal cavalcavia: l'incubo non è finito

L'Asaps richiama l'attenzione su un fenomeno tutt'altro che passato

Sassi dal cavalcavia: l'incubo non è finito

Il lancio dei sassi dal cavalcavia è "un fenomeno costante". I drammatici casi di cronaca che per anni hanno riempito le pagine dei quotidiani sono tutt'altro che alle nostre spalle. Nel 2009 gli episodi segnalati dallo speciale osservatorio il Centauro - Asaps sono stati 30 e da gennaio 2010 al 15 maggio sono stati 20, di cui 8 in autostrada e 12 sulle strade ordinarie, come riferisce l'Asaps, che ha nuovamente riportato l'attenzione su un fenomeno quasi dimenticato. E invece i sassi continuano ad essere lanciati e quest'anno hanno ferito nove persone.

In nove casi gli autori (in totale 27) sono stati identificati, due persone sono state arrestate e nove episodi sono stati registrati al nord, sei al centro e cinque al sud d'Italia. Riguardo agli autori, questi sono - il più delle volte - giovanissimi che agiscono in gruppo. "Ci si è interrogati a lungo, e tuttora ci si interroga, sui motivi che conducono a lanciare sassi da un cavalcavia e rischiare di ammazzare così, con estrema facilità ed a casaccio, delle persone - si legge nello speciale Asaps - Nulla di concreto e di particolare è stato ipotizzato, né forse è ipotizzabile, se non un'aberrazione totale dovuta alla noia, al vuoto esistenziale, alla necessità di un'emozione forte quale può essere l'ebbrezza (o la probabilità) di uccidere".

Resta il fatto che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 5.436 dell'11 febbraio 2005, ha spiegato chiaramente che "il lancio di sassi dal cavalcavia avviene sotto la chiara consapevolezza del rischio di poter uccidere. In caso di morte di conducenti, si configura dunque l'omicidio volontario". "Ogni caso resta però a sé stante - continua l'Asaps - il Tribunale di Sondrio, nel mese di ottobre 2009, ha condannato a 'soli' 8 mesi di reclusione un 20enne ucraino che il 28 dicembre 2006 scagliò un sasso dal cavalcavia ferroviario tra via Caimi e via Vanoni, nel capoluogo valtellinese, nel tentativo di causare lesioni ai due uomini che con l'auto stavano passando sotto il cavalcavia. Secondo le indagini, il giovane avrebbe avuto a che dire con due italiani, decidendo poi di colpirli dall'alto con un sasso mentre si trovavano in automobile, non riuscendo però a centrare la vettura. Il sasso era invece andato a finire su un'altra auto che si trovava dietro quella dei due uomini e a bordo della quale c'era una donna. Il sasso aveva danneggiato la vettura, ma fortunatamente non aveva provocato lesioni alla donna alla guida".

[ Foto: Asaps ]

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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