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pubblicato il 17 maggio 2010

Land Rover, la strategia per l’ambiente

La casa di Gaydon investe 800 mln di sterline per ridurre emissioni e consumi

Land Rover, la strategia per l’ambiente
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Land Rover mette sul piatto 800 milioni di sterline (930 milioni di euro, investimento che riguarda anche Jaguar e fa tesoro del generoso contributo dato dal governo britannico) per rendere più amica dell'ambiente la propria gamma senza rinunciare a nessuna delle prerogative che l'hanno resa la casa di riferimento per il fuoristrada. Lo ha annunciato Phil Popham, managing director di Land Rover in un incontro con alcuni giornalisti tenutosi all'interno del suggestivo Virtual Reality Centre che si trova presso il Design and Engineering Centre all'interno del quartier generale situato a Gaydon, nel Regno Unito. Qui 16 computer e 8 speciali proiettori consentono di riprodurre l'immagine virtuale di qualsiasi vettura in tutti i più piccoli particolari e componenti permettendo, attraverso speciali occhiali, di navigare all'interno delle Land Rover future valutandone tutte le soluzioni progettuali entrandovi persino all'interno.

LA VISIONE E TUTTE LE FASI PREVISTE
Il primo passo di questa strategia si è già visto con lo stop&start sulla Freelander presentata lo scorso anno e che oggi supera il 50% delle vendite complessive. Il prossimo sarà avere una vettura più piccola derivata dalla LRX che, grazie a dimensioni, leggerezza e alla trazione a 2 sole ruote motrici, consentirà di avere con il 2 litri Diesel emissioni inferiori a 130 g/km di CO2 senza alcun intervento di ibridizzazione se non leggero come il recupero dell'energia in frenata e lo stop&start, anche con il cambio automatico, perfezionato per avere una risposta ancora più pronta in particolare nelle situazioni di traffico in cui è necessario avere la disponibilità istantanea del motore. Secondo gli uomini di Gaydon, l'ibrido di tipo "full" è troppo costoso per questo tipo di veicoli e, seppure non escluso a priori per la piccola, lo riserveranno ai veicoli più grandi della gamma.
Come rendere una Range più pulita? Tre sono i pilastri della strategia: 1) ridurre le perdite per attrito (pneumatici, aerodinamica, gestione energia, etc.); 2) ridurre il peso, attraverso misure che riguardano materiali, architettura e componenti; 3) infine c'è l'efficienza dei sistemi di propulsione ed è questo l'aspetto sul quale i tecnici inglesi si sono sbottonati più volentieri.

IBRIDO, DIRITTI AL "FULL" CON 8 MARCE
La via è, manco a dirlo, elettrificazione accanto al miglioramento dei motori a combustione interna che rimarranno comunque nel cofano di una Land Rover, almeno fino a quando l'idrogeno e le celle a combustibile non saranno effettivamente a disposizione. Nessun passaggio per forme di ibrido morbido, ma si punta dritto al full hybrid che sarà disponibile sulla Range Rover dal 2013 mantenendo inalterato il sistema di trazione integrale e applicando invece il nuovo cambio ZF 8HP a 8 rapporti provvisto di modulo ibrido composto da motore elettrico da 35 kW e 190 Nm e frizione multi disco al posto del convertitore idraulico di coppia, del tutto simile a quello utilizzato su Porsche Cayenne e Volkswagen Touareg. L'impianto lavora a 346 Volt e la batteria sarà agli ioni di litio da 1,7 kW/h, abbastanza per assicurare circa 2 km in modalità totalmente elettrica. Non ancora comunicato chi sarà a fornirla e ufficialmente la scelta definitiva deve essere ancora finalizzata. Il candidato numero uno per la parte termica è l'eccellente Diesel V6 3 litri con sovralimentazione a doppio stadio da 245 CV e 600 Nm di coppia (ma è applicabile a qualsiasi altro propulsore a combustione interna) mentre il peso aggiuntivo della parte ibrida è valutato in 110 kg. Tra le modifiche, l'adozione di pompe elettriche per i servizi e per l'idraulica del cambio e anche per quella della servo assistenza dello sterzo, anche se l'obiettivo finale è avere un comando elettromeccanico, davvero ambizioso per un fuoristrada.

IL SECONDO ATTO DELL'IBRIDO E' ALLA SPINA
Il passo successivo sarà l'ibrido plug-in. Identica la base elettromeccanica, ma la batteria al litio crescerà notevolmente raggiungendo 14,2 kW/h e, grazie a un inverter, salirà a 540 Volt la tensione inviata al motore elettrico che così può erogare 69 kW e 227 Nm, abbastanza per spingere questa futura Range a 80 km/h in modalità solo elettrica con un'autonomia di oltre 30 km. Il tempo di ricarica presso la rete domestica dovrebbe essere compreso tra 4 e 5 ore con la possibilità di fare l'80% del pieno dalle colonnine di ricarica rapida. Notevoli anche le prestazioni che in accelerazione dovrebbero essere superiori a quelle di un Diesel V8 con velocità massime prossime ai 200 km/h e un obiettivo per le emissioni di CO2 inferiore ai 100 g/km. Esiste già una flotta di 5 Range Rover Sport equipaggiate con questo sistema per testarne l'efficacia e l'utilizzabilità da parte dei clienti. L'arrivo previsto è nel 2015-2016.

L'ELETTRICO CON AUTOMONIA A MODALITA' ESTESA
Un passo ulteriore nel 2017-2018 sarà l'elettrico a autonomia estesa con il quale il motore termico scenderà di dimensioni lasciando spazio a un motore elettrico ben più grande che rimarrà da solo a spingere le Range. Si tratta - hanno voluto precisare subito i tecnici inglesi - del progetto gemello della Limogreen portato avanti per Jaguar insieme a Lotus. La soluzione dei motori singoli per ogni ruota è stata presa in considerazione per tutti i vantaggi che offre a livello di controllo della coppia e di efficienza (nessuna interposizione di tipo meccanico tra motore e ruote), ma è ancora complicato da realizzare. Nessuna parola invece sul sistema ibrido presentato sul concept E_terrain che prevedeva due motori elettrici, uno accanto al Diesel anteriore e uno sull'assale posteriore con la sottrazione dell'albero di trasmissione, qualcosa di simile dunque alla Lexus RX e all'HYmotion 4 che PSA sta sviluppando.
Ma che ne sarà delle capacità fuoristradistiche? E con tutta quell'elettricità sarà ancora possibile guardare un fiume? La risposta è categorica: nessuna rinuncia, le Range Rover elettrificate potranno fare tutto quello che fanno ora. E sarà possibile fare elettro offroad? Teoricamente è possibile, sarà però l'elettronica a valutare l'opportunità di arrampicarsi a emissioni zero in base allo stato di carica della batteria. In ogni caso, non dovrebbe esserci nella manopola del Terrain Response una posizione di guida in solo elettrico.

IBRIDO A RUOTA LIBERA
A Gaydon stanno tenendo d'occhio altre tecnologie come quella dell'accumulatore meccanico a volano, progetto che stanno portando avanti con diversi partner tra cui la Torotrak, candidata numero uno a fornire le monoposto di Formula 1 qualora fosse reso di nuovo obbligatorio il KERS nella stagione 2011. Di mezzo c'è anche la Williams che ha fornito alla Porsche qualcosa di simile sulla 911 GT3 RS che la casa di Zuffenhausen schiererà alla 24 del Nürburgring. Nel caso delle Land, l'accumulatore sarebbe montato in blocco con il differenziale posteriore e "caricato" a oltre 40mila giri/min per poi restituire alla catena cinematica, attraverso un collegamento CVT, la propria energia cinetica accumulata. I vantaggi del volano a ruota libera sono parecchi, il primo è l'elevatissima densità di potenza, molto superiore a quella delle batterie sia in termini di peso, sia di ingombro sia infine per i costi! Ma ci sono alcuni problemi tecnici e di rendimento da risolvere dovuti prima di tutto agli elevatissimi regimi di rotazione (cuscinetti, accoppiamenti meccanici, etc.) e poi per la necessità di avere un impianto idraulico per la gestione della trasmissione CVT e di una pompa per mantenere all'interno della scatola del volano in carbonio il vuoto assoluto. Se però questa tecnologia dovesse risultare efficace, ci sarebbero i massicci investimenti di tutti i costruttori impegnati nelle competizioni a spingerne lo sviluppo rendendola efficiente e praticabile anche a livello industriale.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Anticipazioni , Land Rover , mobilità sostenibile


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