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Retrospettive

pubblicato il 16 maggio 2010

Audi quattro

A Ingolstadt una mostra unica per celebrare 30 anni "integrali"

Audi quattro
Galleria fotografica - Audi, la mostra "30 Anni di quattro"Galleria fotografica - Audi, la mostra "30 Anni di quattro"
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"I corpi integrali del mondo debbono essere per loro natura mobili", così scriveva Galileo Galilei ne "La giornata prima del Dialogo sui massimi sistemi". Benchè fosse lungi dal genio pisano il riferimento alla trazione integrale già inventata da Leonardo, i concetti di corpo, mondo e mobilità - intesi rispettivamente come mezzo di trasporto, scenario nel quale il mezzo si muove e capacità di farlo ovunque e comunque - sono quelli alla base della filosofia "integrale" di Audi celebrata all'Audi Forum di Ingolstadt con la mostra "30 Anni di quattro".

NON SOLO AUDI
Il percorso museale consente di ammirare una miscellanea di modelli a trazione integrale - non solo Audi - di assoluto interesse e uniti dal comune denominatore della massima prestazione nell'ambito delle rispettive categorie. Fra i 4x4 classici c'è la Munga dell'Auto Union e la Volkswagen Iltis, mentre i prototipi spaziano dalla rarissima Cisitalia 360 GP del 1947, all'Audi A1 Sportback concept del 2008. O ancora il modello di carro armato realizzato da Leonardo da Vinci nel 1485 alla riproduzione del modulo Lunar Roving Vehicle del 1962. Passando alle monoposto è impossibile non notare telaio e trasmissione della Bugatti Typ 53 del 1931, la Ferguson P99 Climax del 1961 condotta da Stirling Moss e la Lotus 63 4WD del 1969; le ruote coperte sono infine rappresentate da una Jensen FF Coupé del 1969 e da due Audi Coupé quattro.

30 ANNI DI AUDI QUATTRO
"The winning Four - 30 Years of quattro" è un titolo che evidenzia orgogliosamente l'intuizione ed il coraggio tecnico-commerciale mostrato dalla Casa dei quattro anelli allorché decise, appunto 30 anni fa, di adottare su vetture stradali un tipo di trazione allora appannaggio di fuoristrada duri e puri. >Tolte le ridotte ecco che le quattro ruote motrici vengono interpretate come fattore di sicurezza e maggiore mobilità in condizioni di scarsa aderenza, ovvero possibilità di massimizzare in sicurezza le prestazioni globali dell'auto in condizioni di fondo ottimali.
E' logico e significativo che l'Audi abbia deciso di esporre, nel contesto dei mezzi in mostra, una Coupé Quattro stradale da 200 CV e la versione Gruppo 4 Rallye da 340 CV, entrambe del 1980, anno del debutto della trazione integrale in casa Audi. Quella fu una felice intuizione tecnica e di marketing sfociata, ad oggi, in una produzione globale di circa tre milioni di auto pari al 33% delle auto prodotte a Ingolstadt; una opzione trasversale a tutta la produzione quindi, dai modelli top di gamma a quelli base.
Dalla presentazione al Salone di Ginevra del 1980 passeranno due anni prima di assistere ad una graduale introduzione della trazione integrale nella produzione di serie senza tuttavia perdere d'occhio il banco prova delle competizioni; nel 1984 venne infatti introdotto in listino la cosiddetta quattro Coupé "corta" la cui produzione, sia pur limitata, era necessaria per ottenerne l'omologazione in Gruppo 4. Il 1986 è l'anno del Torsen, un differenziale centrale di nuova concenzione il cui acronimo deriva dalla contrazione di "Torque" (coppia) e "Sensing" (in grado di sentire); in effetti - grazie alla sua sensibilità e velocità di rezione questo differenziale che sarebbe meglio definire "distributore di coppia" era in grado di trasferire istantaneamente sino al 75% della coppia motrice all'asse maggiormente in grado di sfruttarla. Le caratteristiche del Torsen, permisero di incrementare l'efficacia dei sistemi antibloccaggio-ruota di allora.
L'introduzione, nel 1995, del motore anteriore trasversale permise, nel 1998, di montare direttamente all'uscita dell'albero motore una frizione multidisco a bagno d'olio in grado di trasferire sino al 100% della coppia motrice all'asse in grado di sfruttarla meglio; il controllo elettronico di tale dispositivo faceva sì che tale trasferimento avvenisse continuativamente e in tempo reale.
Nel 2005 il differenziale centrale - ora a controllo meccanico - fa registrare un'ulteriore evoluzione: nella normale condizione di marcia, la coppia è distribuita al 40% sull'asse anteriore ed al 60 su quello posteriore, percentuali che variano riapettivamente sino al 60-80 in condizioni critiche. Ed arriviamo infine ai giorni nostri, caratterizzati dalla presenza a listino di auto a trazione integrale dotate di motori estremamente potenti che, nel caso della RS 6, si materializzano in un V10 da 580 CV; l'asse anteriore di quest'auto é dotato di un nuovo differenziale a dischi immersi in un liquido viscoso che scarica alle sue ruote, in condizioni normali, il 15% della coppia arrivando a superare se necessario il 30%.

LE COMPETIZIONI
A parte alcune eccezioni isolate, si può affermare che la prima trazione integrale da corsa sia stata la quattro 2.100 cc Turbo Coupé del 1980 da 200 CV. Nel 1982 debutta la quattro 2,1 turbo Sport con motore portato a 2.316 cc e 306 CV ma - soprattutto - con un passo ridotto di 32 cm! Sia il modello lungo che quello corto, quest'ultimo dalla gestione estremamente complessa, mietono successi a ripetizione nei Rallyes, dal Montecarlo al Sanremo, dall'Acropoli al RAC, in Gran Bretagna, dal Portogallo al Brasile. Tali successi si materializzano nei mondiale costruttori 1982 e piloti 1983 e, nel 1984, in entrambi i titoli. Una menzione a parte merita una gara che, probabilmente, vale tutte le gare: parliamo della celeberrima e pericolosa Pikes Peak che Audi vince, con la sua Coupé quattro da 500 CV per ben tre volte con la Mouton, con Unser e Rohrl. Ma questo tipo di trazione dimostra la sua versatilità vincendo anche in pista, a casa nostra ad esempio, con la 80 quattro competiotion di Emanuele Pirro che si aggiudica il primo Campionato Superturismo seguito da analogo titolo per Dindo Capello per non parlare del Campionato Superstars vinto da Morbidelli su RS4. Da citare a pieno diritto infine, nella consapevolezza di non aver detto tutto, le Audi 90 quattro e RS4 IMSA.

LE CONCEPT
Fa sensazione, al Salone di Francoforte dl 1991 la quattro spyder in alluminio, una filante scoperta da soli 1.100 kg. e 174 CV, ma, probabilmente, ancora di più ne fa la Avus 4, una vettura di ben altro calibro, con il suo W12 a tre bancate da 509 CV e la sua filante carrozzeria in alluminio lucido: shining alla vista e nelle potenziali prestazioni. Il 2003 è un anno nel quale Audi cala tre assi pesantissimi: ai Saloni di Detroit, Ginevra e Francoforte, debuttano la Pikes Peak, così denominata in omaggio alle vittorie conseguite nella celebre gara in salita americana, la Nuvolari quattro e la Le Mans quattro.
Non si può non concludere con quella che, a nostro avviso, è forse la più rappresentativa Concept Audi e non solo nel campo della trazione inegrale: il recente Coupé Rosemeyer nel quale sono stati fusi i principali must Audi: tradizione nella calandra, identica a quella della monoposto Type C degli anni '30, gruppi ottici che ricordano quelli di attuale produzione, motore 16 cilindri da 700 CV, nuovamente un richiamo alla tradizione tecnica più spinta, la realizzazione del corpo vettura in leghe leggere, di piena attualità ed infine l'imponenza stessa dell'auto, che sembra guardare con signorile distacco - dall'alto dei suoi 2,91 metri di passo - le "normali" consorelle di produzione.

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Autore: Giovanni Notaro

Tag: Retrospettive , Audi , auto storiche , mostre


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