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pubblicato il 13 maggio 2010

Caro carburante: ci vuole un boicottaggio?

Lo propongono i "consumatori" per reagire all'impennata dei prezzi

Caro carburante: ci vuole un boicottaggio?

Altro che ritocchi ai listini verso l'alto, considerando che il petrolio è calato del 13% rispetto all'inizio del mese e tenendo conto dell'andamento del cambio euro-dollaro, secondo i calcoli dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina dovrebbe diminuire di circa 7-8 centesimi al litro rispetto ai livelli attuali, portandosi ben al di sotto della soglia di 1,40 euro al litro. Una considerazione che oggi, oltre a fare rumore tra gli automobilisti, ha portato le Associazioni a tutela dei consumatori a minacciare il boicottaggio.

"È evidente e sotto gli occhi di tutti come i listini dei prezzi si adeguino rapidamente solo quando il costo del petrolio aumenta. A quando un serio e determinato controllo affinchè ciò avvenga anche quando i prezzi devono diminuire?", dicono i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, ricordando che queste speculazioni hanno "pesanti ricadute", pari a 176 euro annui, per gli automobilisti. "Speculazioni inaccettabili, per le quali i petrolieri meriterebbero le manette", proseguono in una nota che chiede ancora una volta al Ministero di istituire con urgenza la Commissione istituzionale di controllo sul fenomeno della doppia velocità e di realizzare al più presto i punti sottoscritti nel protocollo con i petrolieri. Se la richiesta continuerà a non essere ascoltata, si vuole lanciare "una forma di boicottaggio, per periodi di almeno 15 giorni, dei singoli marchi di benzina, naturalmente a rotazione, e non uno sciopero generale del consumo dei carburanti, cosa del tutto improponibile".

"L'ottusità di alcune associazioni di consumatori è ormai senza limiti, impermeabile a qualsiasi evidenza numerica", per l'Unione petrolifera che in una nota chiede: "Come si fa a continuare a sostenere che ad un calo del 10% del prezzo del greggio debba corrispondere un'analoga riduzione dei prezzi alla pompa quando circa il 60% è rappresentato da tasse? I veri numeri dicono altro ma questo non sembra interessare. Negli ultimi 15 giorni le quotazioni internazionali della benzina (Platts) sono infatti diminuite di 5 millesimi euro/litro contro i 6 millesimi del prezzo interno al netto delle tasse, mentre il prezzo del gasolio è rimasto sostanzialmente immutato. Tralasciando gli auspici giustizialisti di Federconsumatori, forse è giunto il momento di chiedere anche a loro conto del modo sgangherato in cui impiegano i fondi che ricevono dallo Stato in assenza di qualsiasi criterio di trasparenza nella gestione degli stessi, prevista tra l'altro dalla legge".

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Tag: Attualità , carburanti


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