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pubblicato il 5 maggio 2010

Immunità alle auto blu: soppresso l'emendamento

Sarà il Governo a decidere sulla patente di servizio a punti per gli autisti

Immunità alle auto blu: soppresso l'emendamento

Tutto rinviato: l'emendamento che avrebbe potuto dare l' immunità alle auto blu, da buona parte dell'opinione pubblica considerata come l'ennesimo privilegio alla "casta", è stato ritirato dalla discussione al Senato, dove da stamattina si lavora al ddl di riforma del Codice della Strada.

La decisione è del suo promotore, il senatore del Pdl Cosimo Gallo, che per rendere più rapida l'approvazione ha optato per il ritiro della controversa proposta, che è stata trasformata in ordine del giorno con l'approvazione della Commissione Lavori pubblici. La commissione ha quindi rinviato al Governo la proposta secondo la quale gli autisti delle "alte cariche" non devono essere soggetti alla decurtazione dei punti patente, norma poi modificata con la previsione di una patente di servizio sulla quale attribuire 20 ulteriori punti, passibili di decurtazione se la violazione viene commessa alla guida del veicolo istituzionale.

"In questo modo - ha spiegato Gallo - è stato recepito il mio emendamento, che puntava ad evitare che sulle patenti personali degli autisti degli organi istituzionali gravassero le violazioni commesse alla guida di tali veicoli e nell'esercizio dell'attività professionale. Si tratta di una decisione che vuole tutelare la professionalità di una categoria di lavoratori e che peraltro è analoga a quella già in vigore per i conducenti di taxi o di noleggio con conducente, per gli addetti ad attività di autotrasporto professionale per cose o persone e per coloro che guidano scuola bus".

Purtroppo - ha concluso il senatore - dalla rassegna stampa degli ultimi giorni è emersa - sostiene l'esponente del centrodestra - una chiave di lettura distorta dell'emendamento e le finalità di tutela dei suddetti lavoratori sono state fraintese e tradotte in chiave di 'privilegio'. Il clima che si è creato, gli interrogativi che ne sono scaturiti e gli ulteriori necessari approfondimenti, contrastanti con l'esigenza di approvare con rapidità in sede redigente il disegno di legge recante modifiche al codice della strada, ormai non più procrastinabile, sono state tali da indurmi, per senso di responsabilità, a trasformare l'emendamento in ordine del giorno, rinviando ad altra sede e ad un momento successivo la definitiva disciplina della questione in esame".

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Tag: Attualità , codice della strada


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