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pubblicato il 5 maggio 2010

T-Red regolari secondo il Ministero dei Trasporti

In ballo ci sono le multe per 60 milioni di euro elevate dai "semafori intelligenti"

T-Red regolari secondo il Ministero dei Trasporti

La vicenda dei T-Red, i cosiddetti "semafori intelligenti" nell'occhio del ciclone l'anno scorso per la pioggia di multe che ha poi portato all'inchiesta per frode e truffa avviata dalla procura di Verona, arriva ad una clamorosa svolta: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato che sono regolari.

L'OMOLOGAZIONE DEL RELE'
Tutto è iniziato nel gennaio dello scorso anno quando la procura di Verona della città scaligera ha dichiarato i semafori T-Red "fuori legge" per via di un'omologazione ministeriale imprecisa: la stessa sarebbe stata concessa solo alle telecamere e non al relé che trasmette l'impulso del "rosso" al computer che calcola le infrazioni, non presente nel prototipo sottoposto al Ministero in sede di omologazione. Pertanto, sempre secondo la procura veronese, l'omologazione dei semafori prodotti dalla Kria Srl dell'ingegnere Stefano Arrighetti non poteva essere ritenuta regolare. La decisione del Ministero precisa adesso che l'omologazione dei T-Red fu invece rilasciata a suo tempo per l'intero apparecchio e che il relé non è un componnente fondamentale, in quanto serve solo a trasformare la corrente dell'impulso da 220 a 5 V. Così verrebbe meno l'accusa della procura veronese.

L'INDAGINE DI MILANO
Nei giorni scorsi sono state invece concluse le indagini aperte a Milano a carico di 38 persone fra amministratori di aziende, sindaci e comandanti di polizia municipale, con le quali si sarebbero accertate gare d'appalto pilotate in 35 Comuni allo scopo di truffare gli automobilisti e incassare ingenti somme di denaro dalle multe irregolari con il "giochetto" ormai famoso del tempo che intercorre fra la luce gialla e il rosso, che non è mai stato stabilito con una norma.

Il caso più grave a Segrate (MI): secondo il pubblico ministero Alfredo Robledo, il sindaco in concorso con il comandante e il vice comandante della polizia locale, nonché i produttori e fornitori dei T-Red (la ditta Citiesse Srl) , avrebbe fissato apposta in "quattro secondi" il tempo di durata del giallo senza modificare l'impostazione del tempo di latenza di un decimo di secondo tra lo scatto del rosso e la rilevazione dell'infrazione, non consentendo agli automobilisti il tempo necessario per reagire con una frenata alla comparsa del rosso. Dall'indagine sarebbe emerso che quattro decimi in più fra la luce rossa e lo scatto della foto avrebbe permesso di evitare il 60% delle infrazioni.

INCERTEZZA SULLE MULTE
Alla luce delle due inchieste c'è molta incertezza sulla sorte avranno le multe per circa 60 milioni di euro elevate attraverso i T-Red considerati irregolari, ma la decisione del Ministero potrebbe portare i Comuni (oltre 40 in tutta Italia) a pretendere il pagamento delle sanzioni elevate agli automobilisti finiti nel frattempo mirino dei T-Red e sospese a causa dei procedimenti in corso.

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Tag: Attualità , codice della strada , patente a punti


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