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pubblicato il 3 maggio 2010

Nuovo Codice della Strada: immunità alle auto blu

Per il senatore Gallo non è giusto togliere punti patente agli autisti

Nuovo Codice della Strada: immunità alle auto blu

"Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull'autista". Il senatore Cosimo Gallo (Pdl) motiva così il suo emendamento al ddl di riforma del Codice della Strada, attualmente all'esame della commissione Lavori pubblici del Senato, per cui le sanzioni sulla decurtazione dei punti patente non dovrebbero più essere applicate agli autisti delle auto blu.

La norma in questione, approvata al Senato con il no di Pd e Idv, prevede che ai "dipendenti di amministrazioni pubbliche, già in possesso della patente di guida della categoria B, ed addetti alla guida di veicoli in disponibilità di alte cariche degli organi costituzionali, dei presidenti di Regione, dei presidenti di Provincia e dei sindaci dei Comuni capoluoghi di provincia, è rilasciata apposita patente di servizio per l'espletamento dei compiti istituzionali dell'organo di appartenenza". Pertanto "non si applicano le disposizioni di cui all'articolo l26-bis", cioè quello che riguarda la patente a punti.

E a chi questa "immunità" suona più come un privilegio che altro, il senatore Gallo, dalle pagine del quotidiano "Il Corriere della Sera", risponde: "Ma che casta e casta! Spesso è il politico a chiedere all'autista di accelerare, magari perché l'aereo è arrivato in ritardo e c'è un appuntamento importante". E ancora: "Non sta né in cielo né in terra il fatto che il mio emendamento serva a garantire l'impunità dei potenti. La domanda da porsi è se non sia un atto di ingiustizia decurtare i punti dalla patente personale dell'autista". Per il senatore Gallo non c'è motivo di gridare allo "scandalo" (ndr.), perché "l'emendamento mira a tutelare il lavoratore nello svolgimento delle sue funzioni, dando una risposta adeguata alle legittime aspettative della relativa organizzazione sindacale".

"Come sempre, però, c'é qualcuno nell'opposizione che non perde tempo a strumentalizzare cercando a tutti i costi un motivo per attaccare le proposte della maggioranza e parlando di casta e di privilegi, senza approfondire gli argomenti - aggiunge gallo - Ribadisco che questa proposta non dà agli autisti delle auto blu nessun diritto a infrangere le regole. E' però necessario che si regolamenti la materia, prevedendo un'apposita patente di servizio, senza incidere sulla patente personale dell'autista". E in effetti di esempi il Corriere ne cita parecchi: "Rocco Mastrogiulio è l'autista del presidente della provincia di Matera. Guida un'auto blu e due anni fa è rimasto senza patente: 'Faccio 100 mila chilometri l'anno, prendere una multa non è difficile. Una volta la cintura, una volta la corsia preferenziale... Avevo finito i punti'".

E gli autisti di auto blu in Italia sono parecchi. Nel 2009 di vetture a carico pubblico se ne sono contate 626mila, di cui 3114 assegnate a politici (nel 2005 erano 198.596). Cifre che si scontrano con quelle degli altri Paesi, dove negli ultimi anni c'è stata una costante riduzione: 72.000 negli Stati Uniti, 63.000 in Francia, 56.000 nel Regno Unito, 55.000 in Germania, 42.000 in Spagna, 30.000 in Giappone e Grecia.

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Tag: Attualità , codice della strada


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