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pubblicato il 4 maggio 2010

PEC: un boomerang per l'automobilista?

Automobilista.it mette in luce i "lati oscuri" della Posta Elettronica Certificata

PEC: un boomerang per l'automobilista?

Aprile 2010: lo Stato lancia il nuovo servizio di Posta Elettronica Certificata (PEC), il sito Postacertificata.gov.it viene preso d'assalto e la rivoluzione informatica sembra ben avviata. Ma non tutti ne sono convinti. I dubbi legati a questo nuovo servizio sono molti e, per quanto riguarda l'utilità della PEC per gli automobilisti, c'è persino chi parla di "boommerang" che può ritorcesi contro e di "lati oscuri" da chiarire. E' sulle colonne di Automobilista.it, portale irriverente e anticonformista che dà la caccia a bufale, pregiudizi e leggende metropolitane che danneggiano chi va in auto, che troviamo i commenti più duri. "Noi di Automobilista.it abbiamo un serio dubbio: che tutto sommato questa famosa Posta elettronica certificata serva a tutti, ma non a chi ha un'auto. Anzi, potrebbe addirittura essere deleteria per gli automobilisti. Magari se gli addetti del ministero ci leggono, sapranno dare risposte nei commenti", si legge in un articolo.

Il timore è che "un automobilista, una volta ottenuta questa Posta elettronica certificata, sia poi 'costretto' a leggere le mail con una certa frequenza. O comunque sia 'obbligato' a non lasciare morire lì la Pec, come fosse un indirizzo di posta qualsiasi". Se ad esempio so riceve una multa nella cassetta delle lettere, si hanno 60 giorni di tempo per pagarla, ma se la si riceve solo via mail ("e magari non si apre la posta elettronica per tre mesi", si legge su Automobilista.it) "può darsi che vi abbiano spedito un verbale e che voi non lo sappiate. Passati i 60 giorni dalla notifica (immediata, visto che si parla di posta elettronica), sarete costretti a pagare il doppio della multa. Sempreché abbiate finalmente aperto la casella dei messaggi ricevuti...".

Anche se l'autore fa notare che è piacevole "quando lo Stato italiano annuncia che fa qualcosa per noi", è terrificante "l'idea che la Pubblica amministrazione possa dirci via Pec: ci devi dei soldi, e noi continuiamo a dirtelo via Pec, e se non paghi ce ne dovrai il doppio". "Noi di Automobilista.it non ricordiamo, nella storia dei più recenti 150 anni, un atto della Pubblica amministrazione a unico favore del cittadino e dell'automobilista - si legge in un articolo - Sarebbe carino se qualche politico, oltre a elencare gli innumerevoli vantaggi della Pec a favore del cittadino, ci raccontasse anche i vantaggi a favore della Pubblica amministrazione. Così noi di Automobilista.it smetteremmo di essere scioccamente scettici e sospettosi. In generale, diffidiamo di tutti questi accessi via Internet alla nostra esistenza. Il passo successivo qual è: far sì che il Fisco possa avere accesso al nostro conto corrente online in cambio di incommensurabili vantaggi per noi cittadini?"

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Tag: Attualità , bollo auto , aci


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