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pubblicato il 20 aprile 2010

Fiat: Montezemolo lascia la presidenza a John Elkann?

Oggi alle 16 la conferenza stampa. Domani il nuovo Piano industriale

Fiat: Montezemolo lascia la presidenza a John Elkann?

Luca Cordero di Montezemolo lascia la presidenza di Fiat a John Elkann. E' questo che stanno riportando le agenzie, mentre da Torino l'ufficio stampa del Lingotto non conferma né smentisce la notizia, ma rimanda qualsiasi tipo di informazione ad oggi pomeriggio, quando alle 16 presso la Sala Lingotto dell'omonimo edificio si svolgerà una conferenza stampa convocata dai vertici dell'azienda.

Quale sarà l'annuncio ufficiale rimane riservato, tuttavia le indiscrezioni si moltiplicano. Per le agenzie, dopo sette anni Montezemolo "resta nel consiglio d'amministrazione e naturalmente alla Ferrari". Si fa sempre più realistica quindi l'ipotesi di una Fiat più finanziaria e meno industriale che resterebbe sotto il controllo degli Agnelli, i quali nominerebbero presidente John Elkann, il "vero" erede dell'Avvocato.

Resta il fatto che tra meno di 24 ore il Gruppo italiano presenterà al mercato i risultati trimestrali ed il nuovo Piano industriale e l'atmosfera di grande fermento è già così carica di aspettative che il titiolo sta conquistando Piazza Affari. Le azioni Fiat, come riportano le agenzie, "segnano sul Listino un progresso dell'1,63% a 9,69 euro, sotto i massimi raggiunti sulle prime battute, ma il titolo si conferma incontrastato in vetta al paniere del FTSE MIB". E' la prova che il mercato dà fiducia al Piano Strategico 2010-2014 a cui Sergio Marchionne e il suo team stanno apportando gli ultimi ritocchi.

In base alle indiscrezioni al centro del piano di sviluppo ci saranno ancora una volta i Paesi emergenti, che da soli dovrebbero essere in grado di assicurare la crescita dei volumi per il Gruppo di Torino dai meno di 2 milioni di unità previsti dagli analisti per quest'anno a 2,8 milioni finali. Resterebbe invece in secondo piano, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, la questione dello scorporo di Fiat Auto dal resto del gruppo: "l'a.d. potrebbe infatti limitarsi a tracciare una destinazione finale senza fornire troppe indicazioni sul percorso per arrivarci, anche perché la questione potrà essere portata all'ordine del giorno solo a rilancio di Chrysler ben avviato".

A livello reddituale, è atteso l'arrivo a Torino di circa 750 milioni di utili dal partner americano e i punti di riferimento per i target finali dovrebbero essere quelli che Marchionne aveva fissato per il 2010 in occasione della presentazione del novembre 2006: 5 miliardi di euro di utile operativo di gruppo e 3,5 miliardi di utile netto, oltre a 1,4-1,7 miliardi di profitto operativo per l'Auto. Numeri che potrebbero essere confermati o ritoccati, mentre la borsa "scalpita". "Marchionne deve dire qualcosa - ha detto al quotidiano economico Philippe Houchois, di UBS - se ci teniamo l'auto o se facciamo qualcosa. Dal punto di vista degli investitori, ma anche dei dipendenti, non è possibile andare avanti così".

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Tag: Mercato , Fiat , torino


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