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pubblicato il 15 aprile 2010

Minicar: c'è bisogno di un esame di pratica?

L'ipotesi è al vaglio del governo. Dite la vostra

Minicar: c'è bisogno di un esame di pratica?

Non più solo teoria, ma anche un esame di pratica per poter guidare una minicar. E' a questo che sta pensando il governo, dopo i recenti fatti di cronaca che hanno visto morire sulla strada adolescenti alla guida di minicar. Ad annunciare l'ipotesi è stato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che ha però puntualizzato: "Non tutte le volte che c'è un incidente si può pensare ad una nuova legge".

Sta di fatto però che, dopo la morte di questi ragazzi, la parola "minicar" è sulla bocca di tutti. Anche il Codacons ha lanciato la sua idea per scongiurare i pericoli delle minicar e aumentere la sicurezza stradale: abbassare l'età per la patente di guida da 18 a 16 anni com'è negli Stati Uniti. Del resto, "non si può restare insensibili" ai fatti, come ha detto Matteoli, a margine del convegno per la nascita di "Viabilità Italia".

Ma un esame di pratica può davvero fare la differenza? Ricordando come oggi il guidatore di minicar è, di fatto, equiparato a chi guida un motorino, Matteoli ha spiegato che occorre "fare un altro tipo di valutazione proprio per le minicar che non possono più essere parificate al motorino, come di fatto avviene oggi". Tuttavia, prima di introdurre un esame pratico, dice il ministro, "bisogna scindere l'accoppiata motorino-minicar. Infatti la minicar è oggi considerata alla stregua di un motorino non solo in Italia, ma in tutta Europa. Quindi, se vogliamo accedere a cambiamenti di questo tipo dobbiamo sollevare il problema a livello europeo".

Matteoli sostiene inoltre che per evitare gli incidenti "un ruolo importante lo deve giocare la famiglia. Dovrebbe parlare di più al suo interno". I genitori, è l'invito di Matteoli, "devono parlare ai loro figli, devono sorvegliarli. Se un ragazzo va dal meccanico e si fa truccare la minicar per mandarla a 100 all'ora e il genitore non se ne accorge, io dico che il responsabile è lui, il genitore. I ragazzi devono essere seguiti, accompagnati e supportati perfino quando arrivano a 18 anni e vanno a prendere la patente di guida. Non si deve lasciare la sola responsabilita' all'ingegnere che rilascia la patente". E poi c'è la scuola. "Domandiamoci perché il legislatore - ha consluso Matteoli - ha voluto che il patentino si potesse prendere a scuola: perché evidentemente ha voluto che anche la scuola giocasse un ruolo".

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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