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pubblicato il 14 aprile 2010

Termini Imerese: 21 manifestazioni d'interesse

Da Simone Cimino a De Tomaso sono 6 le proposte automotive

Termini Imerese: 21 manifestazioni d'interesse

Sono 21 al momento le manifestazioni di interesse arrivate sul tavolo della Task force del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per la riconversione industriale dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, che il Lingotto chiuderà il 31 dicembre 2011 per via degli elevati costi logistici.

Dal manifatturiero alla ricerca, passando per il settore dell'informazione mediatica e quello agricolo, sul tavolo c'è davvero di tutto. Delle 21 manifestazioni d'interesse, 14 sono "più concrete" e di queste 11 "già in avanzata fase di analisi da parte del nostro advisor Invitalia", ha detto Scajola. Tanto che "alcuni dei proponenti stanno già realizzando i business plan per entrare nella fase più operativa".

In attesa del prossimo incontro, fissato per il 3 giugno, sindacati e azienda hanno parlato anche del Powertrain e la Fiat ha confermato che non ci saranno esuberi e che si continuerà a gestire la crisi con la cassa integrazione "in attesa della ripresa del mercato".

LE OFFERTE AUTOMOTIVE
Resta confermata la linea del governo sul mantenimento della produzione automobilistica a Termini Imerese ("Riusciremo nei tempi previsti a garantire un futuro industriale e occupazionale a Termini Imerese nel settore automobilistico", ha detto il ministro). Le offerte al momento sono sei, ma i nomi resi noti rimangono quelli del fondo Cape di Simone Cimino per l'auto elettrica, della cinese Hong Kong Taihe International ed esce fuori quello di De Tomaso di Gian Mario Rossignolo.
Per una short list, però, occorrerà attendere ancora qualche mese, così come dovrebbe arrivare nelle prossime settimane anche l'annunciato bando internazionale atteso per fine marzo, le cui proposte verranno confrontate con quelle che emergeranno nel corso dell'istruttoria ministeriale. A breve, inoltre, probabilmente nelle prossime settimane, l'advisor aprirà un tavolo triangolare per avviare un confronto tra gli offerenti e la stessa Fiat. Potrebbe poi essere affidato ad un "Accordo di Programma" il dettaglio e la finalizzazione delle agevolazioni del Governo e della Regione Sicilia a quelle imprese che, una volta ultimata la selezione, si insedieranno nel sito produttivo Fiat di Termini Imerese.

I SINDACATI
"Noi discutiamo solo di proposte sull'auto", ha detto il leader della Fiom Gianni Rinaldini. La linea dei sindacati, infatti, resta quella dura, insoddisfatti e preoccupati per la "fumosità" delle proposte. Al tavolo chiedono di accelerare sulle offerte e di approfondire le manifestazioni di interesse. "Stanno preparando un avviso internazionale, che però non è un bando - ha detto Rinaldini - Sono stati fatti i nomi di 5 gruppi sui quali acquisiremo informazioni, ma vogliamo entrare nel merito con la presentazione di piani di sviluppo per Termini Imerese. Questi piani dovranno garantire l'occupazione. La soluzione dovrà garantire tutti i lavoratori, oppure resta uno stabilimento della Fiat. I lavoratori decideranno insieme quali iniziative intraprendere, ma certo non aspetteranno la chiusura dell'impianto prevista dalla Fiat per il 2011".
"Noi vogliamo una short list prima dell'estate - ha detto il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali - Non siamo soddisfatti di questo percorso". E dello stesso avviso è anche Rocco Palombella, leader Uilm. "Questo tavolo è importante per fare aggiornamenti e valutazioni, ma occorre avere informazioni più puntuali sui futuri acquirenti", ha detto, chiedendo "un ulteriore approfondimento per avere elementi di conoscenza maggiori". "I lavoratori vogliono sapere presto quale sarà il loro futuro", ha commentato il leader Ugl, Domenico Centrella.

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Tag: Mercato , produzione


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