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pubblicato il 13 aprile 2010

Tolleranza zero? Altro che "cazzata"

Dagli Alcolisti Anonimi all'Asaps, le repliche al presidente Zaia

Tolleranza zero? Altro che "cazzata"

Il tasso alcolemico pari a zero è "una cretinata", anzi "un'autentica cazzata" per il neoeletto presidente del Veneto, Luca Zaia, che in occasione di Vinitaly (importante rassegna enologica veronese) ha detto che "gli incidenti non sono causati dall'alcol". "Mettetevi l'anima in pace perché - ha spiegato - il 98% degli incidenti stradali non sono causati dallo stato di ebbrezza, ma da tutte le altre cose che nessuno ha il coraggio di affrontare".

Parole che hanno scatenato le più accese reazioni, mentre il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha sottolineato l'importanza e l'urgenza di un'educazione al consumo di alcolici. L'invito di Zaia a bere "due bicchieri di vino" e a "stare tranquilli" ("E poi visto che ci siamo, bevetevi anche una buona grappa", ha detto il ministro) si contrappone all'appello dell'Associazione Alcolisti Anonimi Italia che, sebbene non si occupi di questo tipo di problematiche (perché l'alcolismo è diverso dalla guida in stato d'ebbrezza), si rifà a quanto più volte sottolineato dall'Istituto Superiore di Sanità, ovvero che "l'alcol è un rischio" e la mortalità per incidente stradale in Italia viene stimata come "correlata al consumo di alcol per una quota compresa fra il 30% e il 50% del totale".

FAMILIARI VITTIME DELLA STRADA: "ATTENTI AL SIGNIFICATO DELLA VITA"
Alle parole di Zaia la Presidente dell'Associazione Italiani Vittime della Strada, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni risponde che "chi guida non beve" e che "bere fa male". Non solo l'alcol è alla base di molti incidenti stradali, ma nel nostro Paese ogni anno scompare un comune di 7.000 abitanti per colpa delle auto, "mezzi di morte" e non solo di trasporto per Mastrojeni. I feriti sono 300.000 ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa "guerra non dichiarata".
Su quello che ha detto Zaia "ci permettiamo di dissentire", ha aggiunto Mastrojeni, ricordando che l'anno scorso lo stesso Zaia aveva detto, a margine di una manifestazione per la promozione della grappa a Conegliano: "Da ministro dico: tasso zero per chi guida" e poi ancora "Chi guida l'auto deve aver bevuto solo analcolici. Chi vuole ubriacarsi si sieda al suo fianco o dietro di lui".
Su 26 fattori di rischio per la salute individuati dall'O.M.S. della Regione Europea, "l'alcol occupa il terzo posto, secondo solo a tabacco e ipertensione", ha ricordato la Presidente, che invita gli automobilisti a "stare più attenti al significato della vita". Per ridurre gli incidenti bisogna rendere le regole più semplici e introdurre "per tutti la tolleranza zero", e Mastrojeni lo dice con molta convinzione, perché sua figlia (17 anni) è stata uccisa da un'auto lanciata a gran velocità su un marciapiede di Messina da chi non si è voluto sottoporre all'alcol test (1997).

ACI, GELPI: "LA FORMAZIONE PRIMA DI TUTTO"
"Chi guida non deve bere. Questo è il principio da seguire" anche secondo l'ACI. "Ogni sforzo deve poi integrarsi in interventi coordinati e strutturati, con una maggiore e più incisiva attività di controllo da parte delle Forze dell'Ordine, e repressione dei comportamenti sbagliati da parte della Magistratura", ci ha detto il presidente Enrico Gelpi, aggiungendo che "la formazione è la prima chiave strategica per ottenere fin da subito risultati concreti, consolidandoli nel tempo. Per questo l'ACI è impegnata da anni in percorsi educativi per i ragazzi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e corsi di guida sicura. Il nostro progetto formativo è rivolto ai conducenti, ma anche a tutti coloro che sono chiamati ad amministrare la circolazione. Va comunque rilanciato il ruolo primario delle famiglie e delle scuole nell'educazione dei giovani, attraverso esempi e insegnamenti per modelli di vita equilibrati".

FONDAZIONE ANIA: "CHI GUIDA NON BEVE"
Per la Fondazione ANIA, promotrice da anni della figura del guidatore designato, "chi beve non guida, chi guida non beve" e per chi sgarra o guida distrattamente servirebbero norme più severe. Inoltre, per coloro che hanno commesso gravi infrazioni, come la guida in stato di ebbrezza, c'è la necessità di misure terapeutico-riabilitative per modificare in modo adeguato e stabile il loro comportamento alla guida.

ASAPS: "L'ESEMPIO ARRIVA DALLA FRANCIA"
Giordano Biserni, Presidente dell'Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale), guarda alla Francia e, sottolineando l'importanza di non sottovalutare un fenomeno serio come quello dell'alcol alla guida, avverte: "Anche la Francia vanta come l'Italia un'importante produzione vinicola - e il suo fatturato è persino superiore al nostro - eppure dall'esecutivo arrivano massicce campagne educative contro l'abuso di alcol". Il nostro Paese dovrebbe prenderne esempio, secondo Biserni, che ha pure puntualizzato sulla raccolta dei dati relativi agli incidenti stradali in Italia, un sistema che - a differenza di altri paesi - miscela incidenti gravi a incidenti meno gravi deformando il risultato finale, che sminuisce l'incidenza dell'abuso di alcol sulla sicurezza stradale. Riguardo alla tolleranza zero, secondo l'Asaps va bene applicarla a neopatentati e professionisti, ma andrebbe estesa anche ai recidivi.

IL MINISTRO DELLA SALUTE: "L'ITALIA DEVE IMPARARE A BERE"
Quello che serve, secondo il ministro della Salute Ferruccio Fazio, è un'educazione al consumo di alcolici. Per questo è in cantiere un progetto di formazione al consumo consapevole del vino, nell'ambito di quello sugli stili di vita, promosso dai ministeri di Salute ed Istruzione insieme con Coldiretti, ed un'ora di educazione alimentare nelle scuole. "E bene va la discussione parlamentare in corso che lascia il limite 0,5 per adulti, abbassando a zero solo per i neopatentati e i guidatori professionisti".

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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