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Attualità

pubblicato il 8 aprile 2010

A3 Salerno-Reggio Calabria: usati materiali scadenti?

L'Anas querela il quotidiano 'Calabria Ora' per diffamazione

A3 Salerno-Reggio Calabria: usati materiali scadenti?
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Si è conclusa con una querela da parte dell'Anas nei confronti del quotidiano "Calabria Ora" il botta e risposta che negli ultimi giorni c'è stato tra il gestore stradale e l'organo di stampa su un presunto uso di materiali scadenti nella costruzione dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.

La vicenda è iniziata sabato 3 aprile, quando il quotidiano Calabria Ora, diretto da Paolo Pollichieni, ha pubblicato un articolo in cui si parlava di una voragine sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria al km 269, all'altezza di Lamezia, ipotizzando un caso di "cemento depotenziato" all'attenzione della Procura della Repubblica lametina e delle Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria. Immediata la replica dell'Anas, a cui sono seguiti articoli, rettifiche e ancora spiegazioni.

Un susseguirsi di precisazioni, da una parte e dall'altra, che si è concluso con l'Anas che ha dato mandato ai suoi legali di querelare il quotidiano Calabria Ora, ricordando che è giunta "alla determinazione di rivolgersi alla giustizia perché, nonostante le continue repliche, . Dinanzi a tali reiterate affermazioni diffamatorie, mai appoggiate da un benché minimo fondamento, l'Anas ha deciso di ricorrere in via giudiziaria nei confronti del Direttore responsabile Paolo Pollichieni, dell'Editore Paese Sera S.r.l. e di un giornalista. Nel contempo l'Azienda presenterà un esposto all'Ordine dei Giornalisti della Calabria perché vengano valutate tutte le eventuali mancanze deontologiche da parte dei giornalisti autori degli articoli", recita la nota. Ma veniamo alla cronaca dei fatti.

LA CRONACA
Sabato 3 aprile il quotidiano Calabria Ora pubblica un articolo dal titolo "Una voragine sulla A3" in cui si parla di una voragine sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria al km 269, all'altezza di Lamezia, ipotizzando un caso di "cemento depotenziato" all'attenzione della Procura della Repubblica lametina e delle Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria.
L'Anasreplica subito al Direttore del quotidiano, precisando che la cosiddetta "voragine" segnalata nell'articolo è in realtà uno scavo eseguito dal personale Anas propedeutico ai lavori di ripristino della carreggiata. "Sull'autostrada A3 non vi è alcuna voragine - si legge nella nota - invece la tratta di Lamezia Terme è stata interessata nelle ultime settimane da due distinte frane che hanno costretto alla chiusura parziale della carreggiata in corrispondenza al km 310, in carreggiata sud, e al km 306 in carreggiata nord. In entrambi i casi il dissesto è stato causato dall'anomalo innalzamento della falda conseguente alle abbondantissime piogge e non ha interessato alcuna opera in cemento armato".

Domenica 4 aprile il giornale pubblica la precisazione inviata dall'Anas e replica: "L'Anas si riferisce al km 306 e al km 310. Nel nostro articolo, invece, si documenta lo stato del km 269. Evidentemente, parliamo di situazioni diverse. Inoltre, il luogo descritto e fotografato da Calabria Ora è pianeggiante: una conformazione che difficilmente dà origine a una frana". Nello stesso giorno il quotidiano pubblica un nuovo articolo sulla vicenda dal titolo "A3 le carte dell'inchiesta. La voragine nel tratto lametino e i sospetti dei magistrati sul materiale utilizzato", confermando la sua tesi di un presunto caso di "utilizzo di materiali scadenti" al km 269 dell'autostrada, oggetto di "nuove indagini" da parte della magistratura.

Martedì 6 aprile l'Anas invia una nuova precisazione al quotidiano in cui si sottolinea che "l'azienda ha già abbondantemente dimostrato che i movimenti franosi che hanno riguardato i Km 306 e 310 non possono assolutamente essere legati ad uso di calcestruzzo depotenziato". "L'Anas ha ribadito anche che non esistono voragini di alcun tipo al km 269 dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e la foto pubblicata da Calabria Ora, a cui fa riferimento l'articolo, non ha alcuna pertinenza con il km 269, come risulta dalla documentazione fotografica cha Anas ha realizzato in data 6 aprile 2010 ed ha allegato alla smentita. Infatti il km 269 - si legge nella precisazione - si trova in un tratto autostradale in vecchia sede a carreggiate sfalsate, compreso tra gli svincoli di Cosenza (km 259) e Rogliano (kn 273). Lo svincolo di Falerna citato nell'articolo è situato al km 304 mentre lo svincolo di Lamezia Terme è al km 320".
"Risulta molto grave - ha precisato ancora l'Anas - che si faccia riferimento ad un presunto caso di cemento depotenziato al km 269 dell'autostrada, dove l'ammodernamento risulta essere ancora alla fase della progettazione. Tale tratto autostradale è, infatti, incluso nel 4° Macrolotto (prima parte) e, come è facilmente consultabile sul sito www.stradeanas.it, i lavori non sono ancora stati appaltati. Nell'articolo di Calabria Ora si fa cenno anche ad un altro caso di cemento depotenziato sotto indagine della magistratura dal 2003, citando le dichiarazioni di un anonimo ingegnere. Per evitare possibili confusioni da parte dei lettori, Anas ha precisato al quotidiano che questo tecnico non fa parte del personale dipendente".

L'Anas ha dunque richiesto al giornale la pubblicazione integrale della smentita (ai sensi dell'art. 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47, riservandosi ogni eventuale azione giudiziaria) e questa è stata pubblicata ieri con il titolo: "L'Anas la precisazione che non dà spiegazioni". Insieme, c'era una nuova replica del quotidiano Calabria Ora in cui si legge: "Restano aperti gli interrogativi principali che stanno alla base dei servizi incriminati" e in cui si reiterano le accuse all'Anas, senza citare il tratto autostradale di cui si parla e riferendosi a ipotesi investigative del passato "ampiamente chiarite nei vari gradi di giudizio, con la piena assoluzione dei dipendenti coinvolti", si legge in una nota dell'Anas.

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Tag: Attualità , autostrade


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