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pubblicato il 8 aprile 2010

Senza incentivi auto il PIL rallenta

L'Ocse lancia l'allarme e sottolinea l'importanza del settore per la crescita italiana

Senza incentivi auto il PIL rallenta

Niente incentivi auto, niente crescita per l'Italia, o meglio la crescita si intravede, ma sarà lenta. A sottolineare l'importanza dell'industria automobilistica nella crescita dell'Italia è l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) che, alla presentazione del rapporto interinale sulle prospettive economiche dei maggiori Paesi industrializzati, ha annunciato che nel breve termine il Pil italiano rallenterà per il venire meno degli incentivi all'auto. Il mercato delle quattro ruote, infatti, vale l'11% del Pil. Tuttavia, per l'Ocse i problemi di fondo della Penisola sono altri e di vecchia data, ovvero l'alto debito e la bassa crescita.

Ad ogni modo "in Italia un fattore molto importante per la crescita sono state le vendite di auto, che hanno avuto un ruolo essenziale nello spingere al rialzo i numeri del primo trimestre. Adesso, con la fine degli incentivi, ci sarà un rallentamento", ha detto Pier Carlo Padoan, capo-economista dell'Ocse, spiegando le stime dell'Ocse che assegnano al Pil italiano un aumento dell'1,2% nei primi tre mesi del 2010, seguito da un assai più blando 0,5% nei successivi tre.

"Non dimentichiamo comunque che la crescita di lungo termine dell'Italia è dell'1% circa, quindi non siamo molto distanti dalle condizioni normali", ha aggiunto il capo-economista. Il punto è che "i problemi dell'Italia sono di vecchia data e sono l'alto debito e la bassa crescita. Richiedono una prospettiva di lungo termine, non possono essere risolti a breve". Per l'Ocse dunque occorrerebbe "ridurre gradualmente e lentamente la spesa pubblica e al tempo stesso attuare le politiche strutturali che, con un'interazione positiva, rilancino la crescita".

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Tag: Mercato , incentivi


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