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Tecnica

pubblicato il 8 aprile 2010

Sospensioni ultraleggere in arrivo

La ZF studia l’utilizzo di fibre composite per ridurre il peso

Sospensioni ultraleggere in arrivo

La via per alleggerire le auto sempre più complesse e pesanti passa per i materiali compositi, in grado di assicurare un bilancio migliore tra rigidezza e leggerezza anche se sono ancora costosi e laboriosi da produrre. La tedesca ZF - gigante dei componenti per autovetture, dai cambi di velocità ai componenti per autotelaio con un fatturato di oltre 12 miliardi di euro all'anno - ha allo studio di sospensioni con montante telescopico, un puntone longitudinale e un braccio trasversale collegato a quello dell'altra ruota da una balestra in una fibra composita fatta di resina epossidica e di filamenti di fibra di vetro che funge da molla e ha funzione antirollio, così come succedeva per il retrotreno di molti modelli Fiat fino agli anni '80. La differenza è che una balestra in composito pesa il 60% in meno di quella tradizionale in acciaio.

Secondo ZF questo schema pesa il 12% in meno rispetto a uno normale con montante telescopico tipo McPherson e il 10% in meno rispetto a quello ad assale torcente che va per la maggiore. Con questo schema inoltre non solo si fa a meno della barra antirollio, ma anche delle molle elicoidali riducendo le masse non sospese e abbassando il baricentro con un'efficienza che eguaglia quella di una sospensione a doppio braccio inferiore con braccio di controllo. Ma il risparmio di peso per le sospensioni non è concentrato solo sulle molle. L'azienda tedesca ha allo studio ammortizzatori provvisti di speciali tamponi di fine corsa e steli anch'essi in composito integrati con i mozzi. Questa soluzione dovrebbe assicurare una riduzione di peso per l'ammortizzatore addirittura del 50%.

Per la sospensione dotata di balestra trasversale ZF prevede la prima applicazione nel 2014, in particolare sulle auto elettriche, non solo per il retrotreno, ma anche per l'avantreno visto che le ridotte dimensioni dei motori permettono di immaginare uno schema privo di molle elicoidali anche per le ruote anteriori. Per l'ammortizzatore integrato nel mozzo ci vorrà invece un anno in più. In entrambi i casi, queste sospensioni sono indirizzate a vetture di segmento A e B.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Tecnica , dall'estero


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