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pubblicato il 31 marzo 2010

GM studia la Jatropha per farne biodiesel

Avviato piano di studio quinquennale con il Dipartimento Energia degli USA

GM studia la Jatropha per farne biodiesel

General Motors ha avviato con il Dipartimento Energia statunitense una collaborazione quinquennale per studiare e sviluppare il potenziale dei frutti della pianta di Jatropha come fonte di energia sostenibile per la produzione di un olio che può diventare, attraverso un processo di raffinazione, biodiesel. Questo programma si affianca a quello che GM ha in piedi già da due anni per produrre direttamente, insieme con Coskata Inc. e Mascoma Corp., bioetanolo dagli scarti di lavorazione del legname, quelli ovvero conosciuti come biocarburanti di seconda generazione, che non vengono ricavati da piante o frutti commestibili.

La Jatropha, conosciuta come una pianta parassita che produce frutti non commestibili, potrebbe trasformarsi in una coltura e l'obiettivo del programma è dimostrare che può essere applicata anche a climi freddi come quelli che si trovano nel continente nordamericano, con rese elevate e senza metodi di coltura costosi su terreni altrimenti inadatti ad altri tipi di coltura. Per fare questo saranno utilizzati ovviamente cloni della pianta ottimizzati in laboratorio per scoprire quale sia il più adatto allo scopo.

La sperimentazione partirà tuttavia dall'India dove saranno messi a coltivazione di Jatropha due appezzamenti di 16 ettari e 30 ettari a Bhavngar e di 38 ettari a Kalol, vicino lo stabilimento della GM India Car Manufacturing. A gestire sul campo - è proprio il caso di dirlo - il programma, finanziato dal Dipartimento per l'Energia e dalla stessa GM, sarà il Central Salt & Marine Chemicals Research Institute, un istituto di ricerca indiano controllato dal Council for Scientific and Industrial Research, Ministry of Science & Technology, ovvero l'organo governativo indiano che sovrintende alle attività di scienza e ricerca. La scelta dell'India è dettata da varie opportunità, non ultima il peso che il Diesel ha sul mercato indiano, circa il 20%, che non ha eguali in altri contesti se non in Europa.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , carburanti alternativi


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