dalla Home

Test

pubblicato il 24 marzo 2010

Mercedes SLS, coast to track

Dalla Costa Azzurra al Paul Ricard, al volante della "ali di gabbiano"

Mercedes SLS, coast to track
Galleria fotografica - Mercedes SLS in provaGalleria fotografica - Mercedes SLS in prova
  • Mercedes SLS in prova - anteprima 1
  • Mercedes SLS in prova - anteprima 2
  • Mercedes SLS in prova - anteprima 3
  • Mercedes SLS in prova - anteprima 4
  • Mercedes SLS in prova - anteprima 5
  • Mercedes SLS in prova - anteprima 6

Il fascino della Costa Azzurra, le curve dell'entroterra della Provenza, i cordoli del Paul Ricard. Difficile trovare elementi migliori per incorniciare un track day al volante di una Mercedes SLS. Un'auto che ti emoziona da ferma e che - se hai la fortuna di provarla - ti entusiasma su strada, grazie ad un pedigree tecnico che non si era mai visto su una Mercedes. Ad Affalterbach, del resto, per progettare l'SLS hanno avuto carta bianca e un unico obiettivo: ridefinire il concetto di sportività targata Mercedes-Benz AMG riscattando, se possibile, lo sfortunato destino della sua progenitrice, la SLR, la "troppo supercar", perché (troppo) costosa, (troppo) pesante e soprattutto (troppo) poco "vera sportiva". La SLS è tutta un'altra cosa e ora vi diciamo perché.

DA AMMIRARE
Non le abbiamo ancora nominate, ma ci sono. Le "ali di gabbiano", il meccanismo di apertura delle due portiere che cita le linee mozzafiato della Mercedes-Benz 300 SL classe 1952, caratterizza e spettacolarizza anche la SLS. E' difficile non rimanerne stregati quando le vedi per la prima volta dal vivo. Ti chiedi subito come si fanno ad aprire e che sensazione si prova ad entrare nell'abitacolo... E poi c'è il cofano, lunghissimo (quasi 2 metri), che chiarisce subito l'intento di chi ha progettato l'auto: collocare il monumentale V8 di 6,3 litri dietro l'assale anteriore, alla ricerca di una ripartizione ideale dei 1.620 kg di peso che, per la cronaca, è pari a 47:53. All'immenso davanti si contrappone una coda ridotta ai minimi termini. Praticamente è più grande una ruota posteriore (da 20 pollici, di serie) dell'insieme paraurti-fanale-lunotto. Lo sbalzo ridottissimo ha consentito di allungare oltre modo il passo dell'auto che vanta anche carreggiate extra large, come mai sia eran misurate su un'auto della Stella.

E DA TOCCARE...
Poi ti viene un'altra curiosità. Toccarne la superficie della carrozzeria. Si perché aldilà delle forme affascinanti, ti colpisce il colore che sul nostro esemplare è un grigio opaco (tendente al marrone). Si chiama "Alanite magno designo" e si paga a parte 4.200 euro. Volendo, ci ricorda un tecnico Mercedes che ci affianca in questa "prima volta" con un'SLS, si può richiedere una vernice ancora più esclusiva, la "Alubeam che conferisce all'auto l'effetto "metallo allo stato liquido". Avete presente il film Terminator 2? Ovviamente un tale sfizio si paga caro: 12.000 euro. Ma torniamo alle caratteristiche che contano come quello che c'è sotto alla vernice, di qualsiasi tipologia essa sia. La SLS è la prima Mercedes a vantare uno spaceframe completamente in alluminio (la SLR era in carbonio), il che, sulla carta, assicura un compromesso ottimale tra leggerezza e rigidità torsionale come si conviene ad un'auto sportiva. Di alluminio sono il telaio, la scocca e i pannelli della carrozzeria. L'acciaio, di tipo ad alta resistenza, è stato impiegato solo per realizzare alcune componenti funzionali alla protezione degli occupanti in caso di incidente, come i montanti anteriori.

ATTENTI ALLA TESTA
E' arrivato il momento di entrare e soprattutto di aprire la portiera. Finalmente! L'operazione è di quelle che non si scordano per tre ragioni. La prima, quella più ovvia, è che non ti capita tutti i giorni di aprire uno sportello ad "ala di gabbiano". Le seconda è che ti senti osservato dai passanti, rapiti anch'essi dal fascino dell'SLS vista per la prima volta su strada. La terza, nonché ultima, è di natura prettamente funzionale: bisogna fare attenzione a non sbattere la testa. Si perché i 70 gradi di apertura "dell'ala" non sono sufficienti a mettere al riparo gli over 1,80 di statura da fastidiosi impatti con il pannello porta (rivestito per fortuna in morbida pelle)... Bisogna quindi abituarsi a chinare la testa quando si entra o si esce, un po' come quando si dorme la prima notte in una camera d'hotel mansardata. Altra nota funzionale riguarda l'operazione di chiusura che a dispetto di come si vorrebbe trattare un'auto da 200 mila euro, dev'essere "maschia". Pena, essere disturbati dopo pochi istanti dal check control che segnala l'incompleta chiusura della portiera.

ARIA DI JET
Parliamo dell'abitacolo, o meglio del cockpit. I designer Mercedes quando ti descrivono l'SLS dicono di essersi "ispirati all'aeronautica". Impostazione a "T" della plancia, con un enorme tunnel centrale che raduna tutti i comandi per modulare o disattivare i controlli elettronici e l'essenzialità generale dei comandi a disposizione del pilota (rara in una Mercedes) ricorda per molti aspetti la plancia di comando di un aeroplano. Ti senti avvolto, protetto e al contempo sei consapevole di poter controllare tutto avendo sotto mano i pulsanti che servono davvero. Certo, ci vuole qualche minuto per familiarizzare ed eliminare il senso di soggezione che si prova ogni qualvolta ci si mette al volante di una nuova supercar. L'AMG Drive Unit raduna alla sinistra della leva del cambio tutto quello che interessa la dinamica di guida. C'è la manopola che regola i settaggi elettronici, il "power button" per avviare il motore, il tasto per regolare l'ESP su tre livelli, la funzione AMG per memorizzare il settaggio sportivo preferito e il pulsante che comanda l'alettone posteriore estraibile. Dietro la corona del volante ci sono i paddle per agire sul cambio in modalità sequenziale. Infine ci sono gli equipaggiamenti deputati al comfort di bordo, ovvero il climatizzatore, il navigatore, l'autoradio ecc. Il tutto è servito con un grado di finitura di altissimo livello e personalizzabile a dismisura con pellami pregiati o inserti in vero carbonio (+ 8.400 euro) disponibili al posto dell'alluminio di serie. A proposito di materiali nobili, vale la pena segnalare che lo schienale dei sedili è in magnesio, un'accortezza che consente di risparmiare peso e di abbassare ulteriormente il baricentro.

PAROLA AL V8
Chiave nel quadro, pedale sul freno e... "start engine". Il rombo del V8 riempie educatamente l'abitacolo lasciando solo intuire quello che potrebbe succedere schiacciando l'acceleratore. Anche perché a disposizione ci sono 571 CV che sono, per intenderci, più di quelli offerti da una Ferrari 458 Italia o una Lamborghini Gallardo LP550. Ma non possiamo "schiacciare" perché siamo in città e decidiamo allora di prendere confidenza con il bolide di Stoccarda nel traffico che attraversa (fuori stagione) la Costa azzurra, tra Antibes e Cannes, per poi dirigerci verso l'autostrada. La prima impressione è quella di sedere al volante di un missile, a causa del cofano motore infinito, che in città crea qualche apprensione. Bisogna farci l'occhio, come di occhi sull'SLS ci accorgiamo di averne tanti puntati da parte degli automobilisti che incrociamo lungo la strada. E' un'auto che sorprende e desta ammirazioni, anche in luoghi dove di supercar se ne vedon tante, tutti i giorni. Il cambio in modalità automatica "Comfort" ha poco da invidiare a quello di una paciosa berlina di lusso. Anche perché stiamo parlando di un doppia frizione a sette rapporti, l'AMG Speedshift DCT. E' in queste condizioni di marcia "al passo", per quanto impaziente di prendere velocità, che si possono notare (e apprezzare) i confort, come il super impianto audio della Bang&Olufsen Surround System Dolby Digital 5.1, con 11 altoparlanti e 1.000 Watt di potenza. Il costo? 7.080 euro. Usciamo dalla città e entriamo in autostrada dove finalmente possiamo far salire ad un livello più dignitoso i giri del motore. La progressione è impressionante e dà l'idea di una potenza illimitata. Una sensazione che solo le auto con oltre 500 CV ti regalano. La velocità da codice si raggiungere in un batter d'occhio e nello stesso istante vedi il cartello "controllo elettronico della velocità". E allora ti chiedi "ma dove puoi andare oggi con un'auto del genere". Noi la risposta ce l'abbiamo: sul circuito Paul Ricard a Le Castellet.

VERSO LA PISTA
La strada statale che collega l'A57 con il Circuito Paul Ricard ci regala i bei paesaggi della Provenza i fiore e tante curve strette per iniziare a provare l'handling della nostra SLS. Impostiamo allora il cambio in modalità manuale e riusciamo, finalmente, a far cantare il nostro V8 da 571 CV... Bastano pochi trasferimenti di carico per avvertire i benefici della cura dimagrante perseguita dagli ingegneri AMG che regala un feeling di guida decisamente più sportivo rispetto ad una qualsiasi altra Mercedes-Benz. Il rollio è molto contenuto anche se non raggiunge i livelli delle V8 purosangue marchiate Ferrari e Lamborghini che pesano peraltro dai 200 ai 400 kg in meno. Il senso di equilibrio generale è favorito dall'ottima distribuzione dei pesi legata tra le altre cose alla configurazione transaxle del cambio. Abbonda oltre l'immaginabile invece la coppia che raggiunge il suo valore massimo di 650 Nm a 4.750 giri (369 Nm sono disponibili già 2.000 giri) e dà l'impressione a chi siede al volante che la strada non sarà sufficiente per esprimere la riserva di potenza di questa sportiva. Riserva che bisogna evitare di utilizzare accidentalmente quando si imposta una curva, per non incappare in facili sovrasterzi. L'ESP in tal senso è di grande aiuto, anche in modalità Sport, più permissiva, ma in grado di perdonare le leggerezze del conducente che guida al limite senza avere ancora la dovuta padronanza del mezzo.

FRA I CORDOLI
Discorso analogo vale fra i cordoli bianchi, rossi e blu del Paul Ricard. In questo habitat, decisamente più adeguato per guidare un'auto come la SLS, impostiamo su suggerimento del pilota della AMG Accademy, la modalità Sport +, che gestisce le cambiate in modalità automatica ottimizzata per la guida al limite. Ed è proprio grazie all'affiancamento dell'elettronica che si riescono a raggiungere le prestazioni elevatissime che quest'auto promette sulla carta. A cominciare dall'impressionante tempo di accelerazione con partenza da fermo, dichiarato a 3,8 secondi se si imposta dall'AMG Drive Unit la funzione "RACE START". Per non parlare di cambiate o staccate al limite che sono alla portata di tutti perché governate autonomamente dall'elettronica. Fermo restando che chi ha il pelo sullo stomaco può disattivare tutti i controlli. Anche in freni sono una garanzia, in fatto di prontezza, potenza e modulabilità. La SLS monta già di serie un impianto frenante ad alte prestazioni (dischi in ghisa montati su una coppa in alluminio), ma chi prevede di fare parecchi chilometri in pista può dotarla di un impianto carbo-ceramico con dischi da 402x39 mm con pinza a 6 pistoncini all'avantreno e dischi 360x32 mm con pinza a 4 pistoncini al retrotreno. Le prestazioni in questo caso sono degne di un'auto da competizione, ma occorre mettere in conto un extra di 11.400 euro.

NEL CLUB DELLE SUPERCAR
La SLS ai nostri occhi si è rivelata con una supersportiva Mercedes diversa e mai vista prima d'ora. E' un nuovo concetto di supercar difficilmente confrontabile con le dream car italiane citate qualche rigo sopra, o con il mondo Porsche. Un qualche punto in comune lo si può trovare con l'Audi R8 5.2 V10, per via del mix di fascino, design, tecnologia e polivalenza che caratterizza entrambe. Da usare tutti i giorni. Per chi se lo può permettere ovviamente...

Scheda Versione

Mercedes-Benz SLS AMG Coupé
Nome
SLS AMG Coupé
Anno
2010 - F.C.
Tipo
Extralusso
Segmento
sportive
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
VAI ALLA SCHEDA

Autore: Redazione

Tag: Test , Mercedes-Benz


Listino Mercedes-Benz SLS AMG

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
6.2 AMG posteriore benzina 571 6.2 2 € 200.200

LISTINO

6.2 AMG GT posteriore benzina 591 6.2 2 € 217.361

LISTINO

6.2 AMG GT Final Edition posteriore benzina 591 6.2 2 € 238.711

LISTINO

 

Top