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pubblicato il 24 marzo 2010

Piano industriale Fiat 2010-2014: le anticipazioni

Solo 8 modelli, tagli per 5.000 posti. Gli Agnelli accelerano lo scorporo

Piano industriale Fiat 2010-2014: le anticipazioni

Fabbriche più piccole e con meno addetti, ma con più produzione. E' una Fiat profondamente modificata sia negli stabilimenti che nella produzione di motori e cambi quella descritta oggi dal quotidiano "La Repubblica" che riporta le anticipazioni su come sarà il piano industriale 2010-2014 del Lingotto che Sergio Marchionne presenterà il 21 aprile.

LA RIORGANIZZAZIONE DEGLI STABILIMENTI IN ITALIA
Il piano industriale di Fiat 2010-2014 prevede la riduzione del numero dei modelli dagli attuali 12 a 8 e l'aumento della produzione in Italia che crescerà del 50% (da 600mila a 900 mila unità all'anno).
Per Termini Imerese (Lancia Ypsilon; 1.500 addetti) il piano strategico 2010-2014 prevede la chiusura dal 2012.
Per Cassino c'è il cambio di modelli (non più Bravo, Croma e Delta, ma la nuova Bravo, la Delta, la Giulietta e un cross over) e l'occupazione ridotta di 500 persone rispetto ai 4.600 addetti di oggi, con uscite volontarie verso la pensione, come prevede un accordo sindacale.
Per Mirafiori il piano prevede la riduzione a 2.500 degli attuali 5.000 addetti al montaggio finale e il cambiamento di modelli prodotti: non più Idea, Musa, MiTo, Multipla e Punto, ma dal 2014 solo MiTo e una monovolume di grandi dimensioni che potrà avere 5-7 posti di cui al momento di conosce solo il nome in codice: "L1".
Lo stabilimento di Pomigliano, invece, cesserà di produrre le Alfa Romeo 147, 159 e GT, per assemblare la nuova Fiat Panda (250mila unità l'anno, a partire dal 2014). Secondo le anticipazioni il Lingotto pensa di spendere per la riconversione 750 milioni di euro. Tuttavia, sul fronte occupazionale, l'operazione comporterebbe il licenziamento di 500 dipendenti sui 5.100 attualmente impiegati, senza contare l'indotto.
A questi stabilimenti si aggiungerà il prossimo anno la carrozzeria Bertone di Grugliasco (Torino) dove si dovrebbero produrre i tre modelli Chrysler: 300C, Grand Voyager e jeep Grand Cherokee (attualmente assemblati a Graz dalla Magna).

I MODELLI TORINESI PRODOTTI IN AMERICA
Dei modelli prodotti dal Gruppo Fiat descritto dal piano industriale 2010-2014, ben sette con marchio Fiat, Alfa e Lancia saranno realizzati negli USA per il mercato d'Oltreoceano, per una produzione complessiva che dovrebbe superare le 350.000 unità.
Nel dettaglio nasceranno in America: Fiat Turney e 500 (anche elettrica; Alfa Romeo Sportover, 169 e Giulietta; Lancia-Chrysler 300C e Voyager.

PRODUZIONE MOTORI: TRASFERIMENTO IN POLONIA?
Per i principali stabilimeti di produzione motori il quotidiano parla di "futuro incerto", perché il Lingotto vorrebbe realizzare in Polonia (a Bielsko Biala) tutti i nuovi motori bilcilindrici che sostituiranno il quattro tempi nelle piccole e medie vetture.
Al momento si ricorda che a Pratola Serra (AV) la Fma che produce cilindrate medio alte ha subito gli effetti della crisi passando dai 500 mila motori del 2006 ai 170mila dello scroso anno. Viceversa, a Termoli il successo delle utilitarie (spinte dagli incentivi 2009) ha portato la produzione dei piccoli motori fino alle 900mila unità all'anno.

LA SEPARAZIONE DEL GRUPPO E' VICINA
Il 21 aprile, dopo che Sergio Marchionne avrà spiegato le mosse del Gruppo Fiat per i prossimi 4 anni, si conosceranno anche le vere intenzioni del Lingotto circa lo scorporo delle attività automobilistiche e della quotazione in Borsa. Gli analisti ne parlano già da tempo e la famiglia Agnelli ha cominciato a farlo. John Elkann, presidente della Exor (che controlla Fiat), ha detto di sognare "una Fiat grande in Italia e nel mondo" e nell'ultimo mese l'andamento del titolo del Lingotto ha dimostrato l'importanza del settore auto, grazie al quale ha guadagnato a Piazza Affari più del 12% e più del 6% nell'ultimo semestre, mentre nell'arco dell'anno ha quasi raddoppiato il suo valore.
Se quindi si procederà allo spin off (già dalla prossima estate, secondo fonti vicine ai vertici Fiat), chi guiderà il core business dell'azienda? La risposta sembra scontata, a comandare il settore auto sarà Sergio Marchionne, reduce dal grande successo dell'Alleanza con Chrysler.
Cosa resterà quindi "dell'altra Fiat" e chi sarà a comandarla? "Un Lingotto senza l'auto, secondo gli analisti più attenti, potrebbe infatti consigliare a Exor di riprendere il dossier della diversificazione che circolava all'epoca della crisi Fiat, prima ancora che avesse inizio la cura Marchionne - si legge sul quotidiano - Naturalmente oggi lo si farebbe in condizioni più favorevoli poiché l'operazione non sarebbe dettata da uno stato di necessità e inoltre disporrebbe di capitali più robusti". Si tratterebbe in pratica di una Fiat più finanziaria e meno industriale che resterebbe sotto il controllo degli Agnelli, i quali potrebbero nominare presidente John Elkann, il "vero" erede dell'Avvocato?

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Tag: Mercato , Fiat , produzione , lavoro


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