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pubblicato il 19 marzo 2010

Concessionarie verso lo sciopero generale

Senza incentivi o interventi statali sarà "disastro". Parla il Presidente Federaicpa

Concessionarie verso lo sciopero generale

Senza incentivi il mercato dell'auto in Italia potrebbe crollare al punto che per le concessionarie sarà sciopero generale. "Stiamo facendo di tutto per scongiuralo, ma pare che in Italia l'unico modo per farsi prendere in considerazione sia salire su un tetto o creare dei disservizi (come bloccare aeroporti, strade)...", ci ha detto Filippo Pavan Bernacchi, Presidende di Federaicpa (la federazione concessionari auto in Italia), che abbiamo voluto intervistare alla luce delle recenti dichiarazioni del Presidente di Renault Italia, Jacques Bousquet, che ha ribadito la stima negativa per le immatricolazioni 2010, dicendo che l'obiettivo di Renault per il 2010 è difendere la propria rete di vendita nel nostro Paese.

Una lotta che non riguarda solo il Costruttore francese. L'intero comparto vale il 12% del PIL italiano e impiega direttamente 400.000 persone. Senza incentivi "sarà un disastro" per le concessionarie, ci ha detto Pavan Bernacchi, sottolineando di essere "contrario allo sciopero, perché non fa parte del mio modo di vedere il mondo. Ma se la situazione diverrà ingestibile non escludo a priori atti eclatanti da parte della nostra categoria".

Senza incentivi 2010 potrebbero perdere il posto di lavoro 15.000 persone, "cifra 10 volte superiore a quella della vertenza Termini Imerese", ha sottolineato Bernacchi, aggiungendo "altre 30.000 unità dell'indotto". Per lo Stato, meno auto vendute vuol dire anche "una valanga di denaro in meno: IVA, bolli, passaggi di proprietà (un miliardo e duecento milioni di euro in meno sono una previsione ottimistica). E inoltre ci sarà un maggior ricorso alla cassa integrazione (per chi ne ha diritto), che peserà interamente sullo Stato che, poi, non dimentichiamoci, sono le tasche di tutti i cittadini. Altri milioni di euro in fumo", ha aggiunto Filippo Pavan Bernacchi, di cui vi proponiamo l'intervista:

OmniAuto.it: Il Presidente di Renault Italia, Jacques Bousquet, ha stimato che le auto immatricolare nel 2010 saranno 1,7 milioni contro le 2,15 milioni del 2009, realizzati soprattutto grazie agli incentivi. "Questa differenza metterà in crisi le reti di distribuzione di tutte le case", ha detto, cosa ne pensa?
Filippo Pavan Bernacchi: Vorrei fare chiarezza. E' vero, anche noi della Federaicpa, l'associazione dei concessionari italiani di autoveicoli di tutte le marche, stimiamo un mercato di "targhe" di 1.700.000. Però credo che per capire la vera dimensione del problema bisogna parlare non di "targhe" ma di" ordini" dei clienti. Nel 2009, grazie alla rottamazione, abbiamo consuntivato sul mercato Italia 2.350.000 ordini circa (e "targato 2.100.000). Ne consegue che circa 250.000 auto, coda della "rottamazione" 2009, verranno targate entro il 31 marzo 2010 (come prevede il decreto). Questo, tradotto, significa che quest'anno verranno emessi 1.500.000 ordini totali. Quindi, la differenza degli ordini tra il 2009 e il 2010 sarà 2.350.000 - 1.500.000 = 850.000. In sintesi gli ordini subiranno un calo di circa il 40%. Un vero e proprio disastro con effetti sui concessionari e sulle Case facilmente immaginabili. Un disastro che renderà probabilmente inutili i supporti al settore concessi dallo Stato italiano nel 2009. Un disastro annunciato che mostrerà tutti i suoi effetti negativi dal mese di aprile (primo mese non "inquinato" dalle auto di pertinenza del 2009).

OmniAuto.it: L'obiettivo primario di Renault è per quest'anno "fare gli stessi volumi del 2009 per permettere alla rete di passare abbastanza bene l'anno". Non più quindi "raggiungere una quota di mercato, perché il mercato è in crisi a causa del mancato rinnovo degli incentivi e per il 2010 la soglia delle immatricolazioni è molto bassa, circa il 30% in meno rispetto al 2009 e questo metterà la rete di distribuzione in crisi"...
Filippo Pavan Bernacchi: Credo che ogni Casa Automobilistica possa ritagliarsi una suo quota all'interno del Mercato, ma nessuna, per quanto potente, possa "allargare il Mercato". A meno che non si ricorra alle kilometri zero delle vetture immatricolate alla Case o ai concessionari. Ma non credo che il Presidente Bousquet si stesse riferendo a questa opzione, per molti versi nefasta. La verità è che si potrà solo battagliare sulla quota in un Mercato in forte contrazione. Un po' per la crisi economica e occupazionale generale dalla quale stiamo faticosamente uscendo un centimetro alla volta, un po' perché la rottamazione 2009 non ha creato vendite aggiuntive, ma ha anticipato delle decisioni di acquisto.

OmniAuto.it: A questo propostito, Federaicpa stima ancora una riduzione degli addetti prossima alle 15.000 unità, cifra 10 volte superiore a quella della vertenza "Termini Imerese"?
Filippo Pavan Bernacchi: La cifra di 15.000 posti di lavoro bruciati, con i numeri che ho illustrato, è quanto mai realistica. Ma aggiungo ad essa altre 30.000 unità dell'indotto. Il tutto si ripercuote in molte negatività per lo Stato e per l'economia. Il nostro settore vale il 12% del PIL e quindi, quest'anno, ne vedremo delle belle. Ma poi la contrazione di mercato determinerà per lo Stato una valanga di denaro in meno: IVA, bolli, passaggi di proprietà (un miliardo e duecento milioni di euro in meno sono una previsione ottimistica). E inoltre ci sarà un maggior ricorso alla cassa integrazione (per chi ne ha diritto), che peserà interamente sullo Stato che, poi, non dimentichiamoci, sono le tasche di tutti i cittadini. Altri milioni di euro in fumo. Il tutto è incomprensibile perché il ministro Scajola su "Gente e Motori" di marzo ha dichiarato che l'Italia, con la rottamazione, tra le entrate e le uscite, ha ottenuto un sostanziale pareggio. E quindi lo stesso Scajola ha dichiarato che gli incentivi al settore sarebbero stati confermati, in misura più ridotto, proprio per uscire gradualmente da questa sorta di doping. Ma se poi aggiungiamo che lo svecchiamento del parco circolante porta: auto più sicure e meno inquinanti, ci sono vantaggi sulla salute pubblica, su tutti noi, che si ottiene con la riduzione delle emissioni nocive e con incidenti stradali meno gravi. E quindi ci sono anche forti riduzioni di costi per il Ministero della salute grazie ad abs, airbag ed esp, di cui le auto di nuova generazione sono dotate.

OmniAuto.it: Cosa chiedete al Governo, vista la situazione?
Filippo Pavan Bernacchi: Un tavolo urgente per valutare misure alternative per il settore che passino magari attraverso la revisione della fiscalità delle auto aziendali, ma anche di eliminare o ridurre i molti balzelli iniqui posti sulla testa delle concessionarie di autoveicoli che stanno soffocando e uccidendo le nostre aziende. A titolo di esempio una Tremonti-ter per i veicoli commerciali e industriali sarebbe quanto mai opportuna. Ma poi bisognerebbe rivedere l'indeducibilità degli interessi passivi, l'Iva che su certe auto può arrivare al 40% per una distorsione normativa, l'estensione degli ammortizzatori sociali ai dipendenti delle concessionarie. E ancora molto alto. Noi le idee le abbiamo, attendiamo solo di parlarne con i Ministri competenti.

OmniAuto.it: Esiste davvero la possibilità di uno sciopero delle concessionarie?
Filippo Pavan Bernacchi: Stiamo facendo di tutto per scongiuralo, ma pare che in Italia l'unico modo per farsi prendere in considerazione sia salire su un tetto o creare dei disservizi (come bloccare aeroporti, strade)... Io sono contrario a questa soluzione perché non fa parte del mio modo di vedere il mondo. Ma se la situazione diverrà ingestibile non escludo a priori atti eclatanti da parte della nostra categoria. Basti ricordare che i concessionari di auto, veicoli commerciali e camion, garantiscono, attraverso l'assistenza e la distribuzione dei ricambi, il prezioso bene della "mobilità". Non solo ai cittadini, ma anche alle aziende, alle forze di polizia, agli ospedali, ai ministeri... Però, mi creda, sarà un atto futuro, sofferto, e vorrà dire che non abbiamo trovato nessuno disposto ad ascoltare chi pesa il 12% del PIL e impiega direttamente circa 400.000 addetti diretti.

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Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi


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