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pubblicato il 16 marzo 2010

Mercato auto Europa: +3,2% a febbraio

Con la fine degli incentivi è previsto un calo del 9-10% nel 2010

Mercato auto Europa: +3,2% a febbraio

Mercato europeo ancora positivo per l'automobile che segna nei 27 Paesi UE più i tre dell'area EFTA un febbraio con 1.000.754 immatricolazioni, in crescita del 3,2% ancora grazie alla scia degli incentivi che mantiene nel primo bimestre un attivo dell'8,1%.

A tirare sono Francia, Gran Bretagna, Spagna e Italia, quest'ultimo per la seconda volta consecutiva primo mercato continentale con 200.560 immatricolazioni. Risultati buoni, ma destinati a cambiare segno molto presto con la scomparsa o l'affievolirsi degli incentivi e delle condizioni particolari per l'Iva in alcuni paesi. Proprio l'Italia sarà, secondo tutti gli analisti, la protagonista di questa inversione dal mese di aprile quando verrà allo scoperto il calo del 35% degli ordini e non potrà più essere immatricolato alcun autoveicolo in regime di incentivo. Se non ci sarà un intervento di incentivazione o fiscale su base governativa o europea, la previsione è per una flessione del mercato europeo del 9-10% corrispondente a una perdita di 1,3-1,5 milioni di immatricolazioni.

In Francia per fortuna continua l'effetto incentivi con un +18,2% che è maggiore dell'incremento bimestrale del 16,3%, ma la contrazione a 700 e poi a 500 euro del contributo governativo fa intravvedere un calo del 10% alla fine dell'anno. Mercato ancora più positivo nel Regno Unito (+26,4%) con ottavo mese di crescita e un saldo del bimestre pari a +28,7%, ma anche qui l'effetto incentivi potrebbe trasformarsi in un boomerang visto che il 20% dell'immatricolato ora ne gode con una spinta vistosa verso i veicoli a basso impatto ambientale e un calo medio delle emissioni di CO2 sull'immatricolato di 14,5 punti con 133,3 g/km. Alla fine dell'anno la flessione dovrebbe essere del 7% secondo gli specialisti di Global Insight. La Spagna segna un +47% parendo però da una situazione disastrosa. Anche qui c'è una spinta notevole per le vetture con emissioni di CO2 al di sotto del 149 g/km (+107,5%), ma dal I luglio torneranno i due punti di Iva e gli incentivi finiranno, le immatricolazioni totali nel 2010 non potranno dunque che essere pari a quelle dello scorso anno. Questo fenomeno è già macroscopico in Germania dove il calo in febbraio è stato del 29,8% e su questi livelli dovrebbe essere la perdita del mercato rispetto al 2009 con circa 2.750.000 di immatricolazioni.

Tra gli altri paesi che continuano ad andare bene in febbraio mantenendo incrementi a doppia cifra ci sono Portogallo (+53%), Norvegia (+44,6), Irlanda (+38,5%), Svezia (+23,1%), Austria (+15,7%), Danimarca (+15,6%), Repubblica Ceca (+12,8%) e Olanda (+11,3%). Quelli più disastrosi sono invece Romania (-63%), Ungheria (-57,9%), Estonia (-47,7%), Bulgaria (-44,5%), Lettonia (-40,2%) e Polonia (-19,2%).

Per quanto riguarda i costruttori, tra i generalisti mantiene alto il ritmo Renault (+29,9%), accompagnata dai cugini di Nissan (+30,9%), seguiti da Peugeot (+18%) e Kia (+17%). Salgono moderatamente anche Fiat (+4,9%) e Ford (+4,4%). Quelli che soffrono di più tra i grandi sono invece Toyota (-20,7%), General Motors (-7,5%), ma quelli più piccoli accusano perdite ancora maggiori come Honda (-32,1%), Mazda (-29,7%) e Suzuki (-28,9%). Anche il Volkswagen presenta una lieve flessione del 2,2%, Daimler del 3,1%, in incremento invece BMW con +7,1%.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni , incentivi


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