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pubblicato il 17 marzo 2010

Quanti sanno di poter risparmiare sull’RC auto?

A 3 anni dal Decreto Bersani sono tanti, ma pochi italiani lo hanno fatto

Quanti sanno di poter risparmiare sull’RC auto?

Solo sette persone su cento, all'atto della stipula del contratto di polizza, beneficiano del risparmio possibile grazie al Decreto Bersani, entrato in vigore nel 2007 rivoluzionando il mondo assicurativo italiano. E' questo il valore emerso dall'indagine di Assicurazione.it analizzando i dati di chi ha sottoscritto una polizza nuova o ne ha rinnovato una negli ultimi 6 mesi. Le donne hanno sfruttato questo risparmio leggermente più di quanto non abbiano fatto gli uomini (8,73% vs 7%), mentre chi non è sposato, e presumibilmente rientrano in questa categoria molti giovani che ancora vivono con i genitori, se ne è servito ben nell' 11.38% dei casi.

Gli intervistati, tuttavia, sembrano conoscere piuttosto bene le caratteristiche principali del Decreto. Ben il 73,5% di loro sa di poter ottenere la classe di merito di un familiare convivente, e il dato sale addirittura al 75% fra le donne. Ben più di un italiano su due (59,7% il dato preciso) sa anche che, dall'entrata in vigore del Decreto, non esiste alcun vincolo al rinnovo della polizza e ciascun assicurato è libero di cambiare compagnia senza costi aggiuntivi alla scadenza del periodo di copertura. Sempre secondo l'analisi dei dati, si ha minore conoscenza del fatto che uno stesso agente, purché plurimandatario, possa proporre le polizze di diverse compagnie (risponde correttamente solo il 41,6% del campione) e che l'attestato di rischio, documento indispensabile per la sottoscrizione di un contratto RC auto mantenga la sua validità per 5 anni anche nel caso in cui si decida di non guidare per un periodo e, quindi, non si assicuri subito un veicolo alla scadenza della polizza.

I dati riscontrati dall'analisi raccontano anche come il risparmio venga sfruttato di più o di meno nelle diverse regioni italiane. Al Sud, complice anche un periodo di convivenza molto maggiore fra genitori e figli, si arriva a percentuali molto maggiori. A guidare la classifica dei risparmiatori che ricorrono ai benefici del Decreto è la Basilicata (9,25%), seguita dalla Campania (8,53%), e dall'Abruzzo che batte la Calabria di un soffio (8,23% vs 8,22%). Al Nord i giovani acquisiscono prima la loro indipendenza e lasciano casa abbastanza presto. Ecco perché sono proprio le regioni settentrionali quelle in cui si è potuto sfruttare meno il risparmio ottenibile acquisendo la classe di merito di un familiare convivente. In Friuli Venezia Giulia e in Liguria hanno beneficiato del Decreto Bersani appena il 5,5% e il 5,6% di chi ha fatto la polizza RC Auto. Appena meglio in Trentino Alto Adige (6%) e in Emilia Romagna (6,2%).

"Il Decreto Bersani ha introdotto cambiamenti importanti nel mondo assicurativo italiano", ha commentato Alberto Genovese, CEO di Assicurazione.it, "ma nonostante questo, a differenza di ciò che accade in altri Paesi europei, fino ad un anno fa erano veramente pochi gli italiani che cambiavano assicurazione al momento della scadenza del contratto. Dall'avvento di strumenti di comparazione online trasparenti come Assicurazione.it questo è cambiato e noi stessi, oggi, veicoliamo oltre 140.000 preventivi ogni mese".

Ecco di seguito la percentuale di guidatori che, regione per regione, ha potuto sfruttare i benefici del Decreto Bersani negli ultimi 6 mesi:

Basilicata -> 9,25%
Campania -> 8,53%
Abruzzo -> 8,23%
Calabria -> 8,22%
Puglia -> 8,21%
Lazio -> 8,13%
Lombardia -> 7,95%
Sardegna -> 7,50%
Umbria -> 7,46%
Veneto -> 7,42%
Piemonte -> 7,22%
Sicilia -> 7,21%
Toscana -> 6,49%
Marche -> 6,46%
Molise -> 6,46%
Valle D'Aosta -> 6,34%
Emilia-Romagna -> 6,27%
Trentino-Alto Adige -> 6,06%
Liguria -> 5,60%
Friuli-Venezia Giulia -> 5,52%

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Tag: Mercato , assicurazioni


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