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pubblicato il 15 marzo 2010

Biocarburante dal siero del latte

Una ricerca dell'Università di Pavia conquista il MIT di Boston

Biocarburante dal siero del latte

Il siero del latte potrebbe trasformarsi da scarto industriale (dagli onerosi costi di smaltimento) in preziosa risorsa per la produzione di bioetanolo per autotrazione, un po' come già si fa con la canna da zucchero. A dirlo sono alcuni ricercatori (biologi, biotecnologi e ingegneri biomedici) dell'Università di Pavia, guidati dal professor Paolo Magni, docente di bioingegneria nell'ateneo lombardo. Nell'edizione 2009 dell'iGem (International Genetically Engineered Machine), gara di biologia sintetica fra studenti che si svolge al MIT di Boston, la squadra del prof. Magni ha così conquistato il "Best Food and Energy Project" per una ricerca su queste proprietà del siero del latte.

Come sottoprodotto di scarto della produzione dei formaggi, il siero del latte viene solitamente utilizzato per creare alimenti per animali o, attraverso complesse lavorazioni industriali, sieroproteine per l'alimentazione umana. L'attuale produzione di siero è però talmente alta da non poter essere assorbita da questi classici canali di riutilizzo e quindi pone il problema di dover essere onerosamente smaltito per non andare a inquinare la falda acquifera. L'interessante utilizzo alternativo proposto dal gruppo pavese prevede l'ingegnerizzazione di alcuni batteri (Escherichia coli) modificati geneticamente per digerire il lattosio, ottenere glucosio e arrivare all'etanolo attraverso la fermentazione. Il procedimento, già noto e sperimentato negli USA è stato messo a punto ulteriormente dal team italiano in modo da rendere più efficiente la conversione, grazie anche all'ottimizzazione delle reazioni metaboliche e al potenziamento delle prestazioni della conversione stessa.

Se la sperimentazione confermerà questi primi incoraggianti dati è possibile prevedere in un futuro, neanche troppo lontano, la produzione di bioetanolo dal siero del latte, un alcol utilizzabile sia puro che in miscela con la benzina per alimentare le nostre auto, in molte nazioni già coinvolte in progetti pilota per il carburante E85 e i motori Flex. Oltre a ridurre la quantità di "rifiuto speciale" da smaltire e quindi i costi sociali dell'operazione, l'ipotesi di alimentare le vetture con bioetanolo derivato dal siero del latte contribuirebbe a mantenere in pareggio il bilancio della CO2 emessa nell'atmosfera.

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Tag: Curiosità , bioetanolo , carburanti alternativi , statistiche


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