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pubblicato il 8 marzo 2010

Salone di Ginevra: il fascino esotico

Per risultare esclusivi a volte è meglio essere sconosciuti o diversi

Salone di Ginevra: il fascino esotico
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Ginevra terra neutrale al punto di vista politico e anche motoristico. Piace per questa ragione un po' a tutti, compresi quei piccoli costruttori che intendono farsi conoscere dal grande pubblico, ma soprattutto da quello più ristretto nel numero e più ampio nel portafoglio, pronto a spendere cifre da attico in centro per portarsi nel garage sottostante automobili che, oltre alle prestazioni e allo stile, abbiano anche un'esclusività vera, quella cioè non solo concessa dal denaro, ma dall'apprezzamento per un marchio preferibilmente semisconosciuto. Sono queste infatti le vere fuoriserie dei nostri tempi.

Citando i costruttori presenti a Ginevra, è il caso ad esempio di Bufori, malese decisamente demodé che onora l'ospitalità del salone con un nuovo modello denominato Geneva. Si tratta di una quattro porte dalla lunghezza spropositata nella quale per entrare ed uscire, nonostante le porte posteriori incernierate dietro, occorre essere ostacolisti e quando occorre pensare di portare bagagli, meglio moderarsi o avere una vettura d'appoggio. La Geneva ha scocca semiportante in Kevlar, carbonio e altri compositi come il Vinylestere, sospensioni posteriori multi-link e motore V8 HEMI 6.1 di origine Chrysler da 430 CV e 586 Nm accoppiato a un cambio automatico a 5 rapporti che assicura un'accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 6 secondi, ma a richiesta si può avere anche una versione sovralimentata con compressore volumetrico da 560 e 690 Nm. L'interno lo si può fare su misura ed equipaggiarlo con ogni amenità possibile come il set da the o la macchina per il caffè, la dotazione di sicurezza inoltre non ha nulla da invidiare alle vetture più moderne: ESP, ACC, Lane Departure Warning persino il sistema Night Vision di ultima generazione e l'head-up-display.
E se per la Bufori si può parlare di una qualche forma di regressione, per la Hispano Suiza parliamo invece di un grande marchio del passato, famoso per i suoi motori aeronautici e per le sue auto con motori V12 in voga negli anni '30, del cui ritorno si parla ormai da tempo. La proposta per il Salone di Ginevra non ha un nome, ma uno stile e una meccanica davvero estremi. Di origine Audi-Lamborghini sia la scocca in alluminio sia il motore, in posizione centrale, che è il V10 5.2 al quale sono stati applicati due compressori elettrici che ne elevano la potenza a 750 CV. Le prestazioni sono ampiamenta sufficienti al decollo: 0-100 km/h in 3,3 secondi e velocità massima di 330 km/h. In previsione c'è anche una versione ibrida con un motore elettrico che aggiunge ulteriori 110 kW (150 CV). L'intenzione è farne 20-25 all'anno ad un prezzo di 700mila euro, senza contare le personalizzazioni e gli extra.

Nel novero delle quasi sconosciute presenti a Ginevra c'è anche la Wiesmann, casa tedesca che nello stile si ispira alle Jaguar degli anni '50 e ha il raro privilegio di avere nel cofano motori provenienti dal reparto Motorsport di BMW, gli stessi delle versioni M. A beneficiarne è anche la nuova GT MF4-S, in realtà non una novità assoluta, ma un aggiornamento della GT MF4 con l'adozione del V8 4 litri della M3 da 420 CV con cambio a doppia frizione a 7 rapporti invece del 4,8 litri da 367 CV con cambio a convertitore di coppia a 6 rapporti. Le prestazioni migliorano ulteriormente (300 km/h, 0-100 km/h in 4,4 secondi), ma cambia soprattutto il feeling di guida dato da un motore con geni autenticamente sportivi. Il telaio è in alluminio con scocca in materiale composito e davvero eccezionale per cura e stile è l'abitacolo, con gli strumenti a orologio in posizione centrale rivolti verso il guidatore, il tutto condito dalla Salamandra, il simbolo di Wiesmann presente ovunque in modo discreto, ma sempre prezioso.

La Koenigsegg ha nei mesi scorsi guadagnato grande notorietà per l'affaire Saab, onere che il fondatore, Christian von Koenigsegg, gentilmente declinato per continuare a fare quello che fa da 15 anni: supercar sportive ogni oltre limite (e prezzo). L'ultima creazione presentata a Ginevra è la Agera, erede della CCX con telaio in alluminio e fibra di carbonio e motore V8 4,7 litri biturbo, tutto fatto in casa e che, in quest'ultima evoluzione, raggiunge 910 CV e una coppia massima di 1100 Nm per prestazioni che si commentano da sole: 0-100 km/h in 3,1 secondi, 0-100 in 8,9 secondi e 390 km/h di velocità massima. Tutto questo è reso possibile grazie a un rapporto peso/potenza di 1,42 kg/CV e ad un'aerodinamica che schiaccia la vettura con 300 kg a 250 km/h. All'interno, suggestivo il sistema di illuminazione per l'abitacolo e la strumentazione provvista anche di indicatore G. L'impianto frenante è naturalmente carboceramico, il differenziale posteriore a controllo elettronico può essere regolato dal pilota. La Koenigsegg Agera sarà prodotta in soli 16-20 a un prezzo che è ancora top secret.

Passaporto argentino, ma nome e cuore nel nostro paese, Horacio Pagani celebra i 50 anni del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico dell'Aeronautica Militare Italiana, meglio conosciuto con il nome di Frecce Tricolori e Tricolore si chiama l'ennesima versione della Zonda, forse l'ultima prima della C9. La livrea è del tutto simile a quelle dei nove Aermacchi MB-339-A/PAN che compongono la formazione in volo, in più con il carbonio della carrozzeria a vista lucidato in trasparente azzurro e nero. La meccanica è la stessa della Cinque con motore 7,3 litri AMG da 670 CV e 780 Nm accoppiato a un cambio robotizzato a 6 rapporti. Il peso a secco è di 1.210 kg e le prestazioni ai vertici assoluti: 0-100km/h in 3,1 secondi, 0-200 in 9,6 secondi mentre per arrestarsi a questa velocità bastano 4,3 secondi grazie all'impianto frenante carboceramico, agli imponenti pneumatici Pirelli PZero e al carico aerodinamico da Formula 1, ben 750 kg a 300 km/h. Insomma, l'esatto contrario degli aeroplani.

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Autore: Nicola Desiderio

Tag: Attualità , ginevra


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