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Attualità

pubblicato il 3 marzo 2010

Sergio Marchionne, Lapo e John Elkann al Salone di Ginevra 2010

Un abbraccio e poi si parla del futuro del Gruppo torinese

Sergio Marchionne, Lapo e John Elkann al Salone di Ginevra 2010
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Un caloroso abbraccio tra l'amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne e Lapo Elkann di fronte al sorridente fratello John è l'immagine che meglio rappresenta la visita del manager italo-canadese al Salone di Ginevra 2010. L'impressione è quella di un Gruppo unito che lavora tra un continente e l'altro. "Voglio bene al ragazzo, però se abbraccio qualcuno non vuol dire che lo porto in Fiat", ha detto Marchionne - giunto oggi in Svizzera dopo aver inaugurato ieri un nuovo stabilimento di Cnh in Brasile - mentre il nipote dell'Avvocato ha messo in chiaro di non avere in programma un rientro in Fiat. "Sono un imprenditore, ho 5 aziende, sono un designer, il lavoro non è quello che mi manca. Non ho mai lasciato il gruppo né dal punto di vista affettivo né da quello economico, visto che sono azionista. Da lì ad avere un incarico operativo ce ne vuole - ha detto ai giornalisti - Non c'è bisogno di lavorare in azienda per sentirsene parte".

E l'azienda "ormai è solida". A sentire Marchionne "il marchio Fiat non ha bisogno di niente altro, può andare avanti da solo. Chi è veramente debole qui, e continuo a dirlo da tempo, è lo sviluppo del marchio Alfa Romeo, che per l'impegno che ha e nei mercati in cui si trova ha bisogno di essere rafforzato", ha aggiunto, confermando che "il progetto di portare l'Alfa Romeo in America c'è e lo stiamo analizzando". "Il rilancio dell'Alfa è cominciato con la MiTo, che è un grandissimo successo, e continuerà con la Giulietta che è proprio una gran bella macchina", ha detto, precisando che "Fiat non ha mai fatto un'auto simile".

Riguardo il maxi-richiamo Toyota, Marchionne ha auspicato che una cosa simile non succeda mai nè alla Fiat nè alla Chrysler. "Non fa bene all'industria dell'auto accusare queste mancanze. Non sono momenti facili per la Toyota - ha aggiunto - e dal punto di vista morale le do il massimo appoggio possibile. Spero che risolvano i problemi rapidamente", anche perché l'anno appena cominciato sarà difficile per il mercato dell'auto. Tuttavia "Fiat lo saprà affrontare". L'amministratore delegato pensa che "ora siamo nella stagione delle difficoltà", ma che presto se ne uscirà fuori. "Lo spin off dell'auto sta diventando un tormentone - ha detto - Ne parleremo il 21 di aprile". Ma anche se la situazione non è rosea, "nel 2013 ci sarà la normalizzazione del mercato dell'auto. Ci vogliono tre-quattro anni per una risalita a ritmi normali, senza incentivi la stima per il mercato italiano è pari a 1,75 milioni di auto quest'anno", ha sottolineato.

Non sono mancate dichiarazioni sullo stabilimento di Termini Imerese. "Quello che mi dispiace è che questa storia la stanno vivendo sulla loro pelle i lavoratori", ha detto Marchionne, che non ha nè smentito nè confermato quanto ha detto ieri a Ginevra Luca di Montezemolo, e cioè che la Fiat sarebbe disposta ad investire "una piccola cifra" nel rilancio dell'impianto se tra le proposte ricevute ce ne sarà una "interessante". Difficile pensare però ad un appoggio al progetto di Simone Cimino per l'auto elettrica, almeno a sentire Marchionne. Per il manager italo-canadese questo tipo di vettura non rappresenta la soluzione globale per il mercato. "L'auto elettrica - ha detto - non sarà la soluzione del problema della mobilità europea così come di quella americana. E' un mercato circoscritto che non potrà mai coprire la gamma del fabbisogno del mercato". Esclusa per il momento anche l'ipotesi di allargare l'alleanza con Peugeot, il numero uno di Fiat ha tenuto a precisare che non ci sono sul tavolo altre collaborazioni, dopo quella con la russa Sollers, "abbiamo tante cose su cui lavorare".

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Tag: Attualità , ginevra


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