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pubblicato il 2 marzo 2010

Richiami Toyota: scuse anche in Cina

Esiguo il numero di richiami, ma è una questione di "immagine"

Richiami Toyota: scuse anche in Cina

Rassicurare i clienti del maggiore mercato del mondo. Per questo Akio Toyoda, direttore generale della Toyota, è volato direttamente dagli Stati Uniti, dove ha parlato davanti al Congresso, alla Cina. Sebbene il numero di richiami nel paese asiatico sia stato molto esiguo (solo 75mila RAV4), il rappresentante della casa automobilistica ha detto, durante una conferenza stampa a Pechino: "Mi scuso sinceramente con il popolo cinese per aver causato preoccupazione e disagi in relazione ai richiami di vetture effettuati da Toyota nel mondo, Cina inclusa".

Parole accompagnate dal classico inchino per fare ammenda. La paura è che l'impennata di vendite in Cina registrata lo scorso anno (+21%, mentre nel resto del mondo il mercato dell'auto precipitava del 13%) si possa arrestare. Per oggi sono attesi i dati di vendita negli Stati Uniti per il mese di febbraio, mentre a questo proposito è arrivata già ieri una bella notizia per Toyota: le vendite in Giappone lo scorso mese sono aumentate del 47,9% rispetto al 2008.

Intanto, per dimostrare la propria buona volontà ai cinesi, Toyoda ha annunciato che i responsabili della qualità in Cina entreranno nel nuovo Comitato Globale sulla Qualità, che sarà guidata dallo stesso numero uno della società. Toyoda ha anche incontrato il ministro del Commercio Chen Deming per offrirgli informazioni e ribadire che il gruppo è impegnato con tutte le sue forze a cercare di riguadagnare la fiducia della clientela.

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Tag: Mercato , Toyota , richiami


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