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pubblicato il 25 febbraio 2010

Toyoda: "Siamo cresciuti troppo rapidamente"

Le scuse del presidente di Toyota davanti al Congresso USA

Toyoda: "Siamo cresciuti troppo rapidamente"

Il confronto fra Toyota e l'amministrazione americana ha raggiunto ieri il culmine con la testimonianza del presidente Akio Toyoda davanti all'"Oversight and Government Reform Committee" del Congresso USA. Il presidente Ed Towns ha messo subito la Casa giapponese e la NHTSA davanti alle loro responsabilità, ricordando la famiglia Saylor rimasta uccisa lo scorso agosto a San Diego per aver perso il controllo della Lexus sostitutiva che gli era stata affidata mentre la loro Toyota era in riparazione, uno dei 39 incidenti mortali probabilmente legati al difetto del tappetino.

Il presidente, nipote del fondatore Kiichiro Toyoda, ha assunto su di sé le responsabilità, dicendo nella sua dichiarazione d'apertura "Come sapete bene, sono il nipote del fondatore, e tutte le Toyota portano il mio nome. Se le nostre auto si danneggiano, è come se lo fossi io stesso", per poi ammettere: "Toyota, negli ultimi anni ha espanso il suo business rapidamente. Francamente, temo che il ritmo al quale siamo cresciuti possa essere stato troppo veloce. Voglio sottolineare che le priorità di Toyota per tradizione sono comunque le seguenti: primo, sicurezza; secondo, qualità; terzo, volumi. Queste priorità forse si sono confuse e non siamo riusciti a fermarci, pensare e attuare i miglioramenti come riuscivamo a fare prima, e la nostra capacità di ascoltare i clienti per fare prodotti migliori si è in qualche modo indebolita".

Velocità di produzione sotto accusa, dunque, ma estrema lentezza nel comprendere il problema da parte della NHTSA, rappresentata dal segretario ai Trasporti Raymond LaHood. Secondo le indagini condotte dal Congresso l'agenzia ha ricevuto 2500 segnalazioni dal 2003 ad oggi, mentre la compagnia assicurativa State Farm aveva riportato già 900 casi di accelerazione improvvisa fin dal 2000. La risposta di Toyota è arrivata però nel 2007, troppo tardi secondo il Congresso.

Diversa la vicenda più recente del pedale difettoso fabbricato dalla CTS Corporation, per il quale non sono stati finora registrati incidenti fatali e che coinvolge anche alcuni modelli di General Motors e PSA. Per questo richiamo pare che tutti i tempi siano stati rispettati, ma il sospetto di alcuni deputati è che ci possano essere altre cause, forse di natura elettromagnetica, tutte ipotesi respinte sia da LaHood che da Toyota sulla base di test effettuati in passato e ripetuti di recente. La testimonianza di Toyoda a Washington è stata seguita con particolare attenzione da Tokyo. Intervistato dai reporter il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama ha sottolineato che "questo non segna la fine di tutto", aggiungendo però "questa questione coinvolge molta gente, per cui è importante che si concentrino sulla sicurezza e raggiungano l'obiettivo. Ma sono sicuro che ce la faranno".

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Tag: Mercato , Toyota , richiami


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