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pubblicato il 19 febbraio 2010

Blocco del traffico: l'ACI dice NO

Per Gelpi è "paradossale che i Comuni tornino a parlarne"

Blocco del traffico: l'ACI dice NO

La decisione degli 80 comuni padani di bloccare il traffico Domenica 28 febbraio non convince gli automobilisti. L'ACI, in una nota ufficiale, ha bocciato il provvedimento che per la prima volta coinvolge allo stesso tempo diverse amministrazioni locali, perché l'auto è ancora una volta il loro "bersaglio più facile". "I blocchi domenicali del traffico in nome della salvaguardia ambientale sono palliativi inutili e demagogici, bocciati da 7 cittadini su 10", ha detto il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi, ricordando che, sulla base dei dati scientifici anche del Ministero dell'Ambiente, è "marginale l'incidenza delle emissioni degli autoveicoli sui livelli di smog".

I blocchi del traffico "non servono in se stessi", come ci ha confermato anche Fabio Orecchini, docente di Sistemi Energetici presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma "La Sapienza": "E' stato provato scientificamente, e l'esperienza del passato insegna, che si tratta di misure poco o per niente efficaci per il miglioramento della qualità dell'aria. Piuttosto tali provvedimenti vanno intesi come 'educativi'. Per questo è importante che il messaggio arrivi ai cittadini in modo 'chiaro" e 'coerente'", ci aveva detto quando Palazzo Marino aveva istituito il blocco del traffico per Domenica 31 gennaio. Un divieto che appariva discriminatorio e che era stato mal comunicato. Nella nota stampa del Comune di Milano si leggeva che sarebbero state esentate dal blocco le "auto a impatto zero (GPL, metano e elettriche)", una definizione a dir poco inesatta. Innanzitutto il GPL e il metano non sono sullo stesso livello in termini di emissioni inquinanti e non sono, nessuna delle due, alimentazioni a "impatto zero" come le ha definite l'amministrazione milanese. In secondo luogo, le uniche auto a "impatto zero" sono quelle a trazione elettrica (pochissime sul mercato allo stato attuale), mentre la nota stampa non diceva nulla sulle "ibride", che invece si stanno diffondendo (grazie anche agli incentivi).

Proprio perché i blocchi del traffico sono misure "educative", come ha sottolineato il Prof. Orecchini, "queste dovrebbero essere inquadrate in una strategia più ampia che, ad esempio, indichi con scadenze annuali quali saranno le vetture soggette ai blocchi del traffico in futuro. Una strategia precisa agevolerebbe, oltre a promuovere tra gli automobilisti un'autentica 'cultura' della mobilità sostenibile, anche i costruttori, che da sempre chiedono regole certe per prevedere la domanda di mercato". "La vecchia ed estemporanea politica dei divieti non è utile e non supera l'emergenza", secondo Gelpi. "Compromette solo il diritto dei cittadini alla mobilità nel giorno dedicato alla cura delle relazioni familiari e di amicizia, degli hobbies, allo svago e alla libertà di muoversi fuori dalle costrizioni della settimana lavorativa". Quello che servirebbe, secondo l'ACI, sarebbe piuttosto un intervento sulle principali fonti di inquinamento, rafforzando il trasporto pubblico locale e quello su ferro. Il presidente dell'ACI ha definito inoltre "singolare l'ipotesi formulata dal tavolo dei Sindaci riunito oggi a Milano di una sovrattassa autostradale per i mezzi più inquinanti. Deve esserne ben approfondito il rapporto costi-benefici e, soprattutto, deve essere certo che i ricavi vengano effettivamente e documentatamente reinvestiti nel sistema del trasporto, anche con la realizzazione di infrastrutture. Il rischio, visto le esperienze passate, è che l'eventuale pedaggio finisca nel calderone generale e diventi l'ennesimo balzello per gli italiani che già pagano 168 miliardi di euro ogni anno per l'utilizzo della propria automobile".

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Tag: Attualità , blocco traffico


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