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pubblicato il 20 febbraio 2010

Italiani al volante? Tutti "fenomeni"

Il 92% si promuove a pieno titolo, ma il 41% non rispetta i limiti

Italiani al volante? Tutti "fenomeni"

La considerazione che gli automobilisti italiani hanno di se stessi continua ad essere alta. Se l'anno scorso una ricerca ha dimostrato che gli italiani credono di essere molto prudenti alla guida, mentre le loro convinzioni sono brutalmente smentite dalle statistiche, oggi il 92% dei guidatori si promuove col massimo dei voti. Tuttavia appena il 41% dichiara di rispettare sempre i limiti, mentre il 9% li ritiene un sostanziale disturbo. Inoltre, la stanchezza e l'uso del cellulare alla guida sono ancora scarsamente considerati come fonte di estremo pericolo. I dati sono contenuti in una ricerca della Fondazione Cittalia Anci ricerche sui comportamenti degli automobilisti, presentata ieri in occasione della firma del protocollo sull'Osservatorio tra Anci e Upi, un documento, che sarà in vigore per due anni, che mira a mettere in rete le buone pratiche finalizzate alle sicurezza stradale e ad istituire una banca dati nazionale per il monitoraggio e le ricerche.

Le donne (24%) sono la categoria che si è valutata più disciplinata (uomini; 11%), così come gli anziani (26%) rispetto ai più giovani (10%). In particolare, i neopatentati sono risultati i più "ribelli" al codice della strada: il 33% è rientrato nella categoria dei guidatori fortemente indisciplinati e solo il 7% tra i più disciplinati. In generale se gli italiani devono autovalutarsi con un punteggio da 1 a 10, solo l'8% si dà un voto inferiore al 7. Eppure, solo il 17,6% degli intervistati può ritenersi ''guidatore perfettamente disciplinato'' (nessuna infrazione dichiarata), mentre il 37% è ''leggermente indisciplinato'' (uno o due comportamenti irregolari, ma solo in forma occasionale), il 24,8% ''indisciplinato'' (un comportamento irregolare assunto in maniera diffusa o almeno 3 infrazioni occasionali) e il 20,5% ''fortemente indisciplinato'' (più comportamenti irregolari diffusi).

Tuttavia, considerazioni personali a parte, resta il fatto che l'Italia, rispetto all'obiettivo di ridurre del 50% i decessi entro il 2010, è a -33%. "Per questo motivo c'è bisogno adesso di un deciso cambio di marcia, per arrivare a ridurre sensibilmente il numero degli incidenti - ha detto Sergio Chiamparino, presidente Anci - L'Osservatorio sarà uno strumento fondamentale per mettere in rete tutti i sistemi di monitoraggio territoriali, insieme con il programma nazionale sulla sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture. Uno strumento ancora più essenziale, anche in vista dei nuovi obiettivi europei per il periodo 2011-2020. Partiremo innanzitutto mettendo a sistema la buone pratiche già sperimentate sui territori. Quindi avvieremo una capillare campagna per il rispetto della legalità: il rispetto delle regole, quando si parla di sicurezza stradale, è sinonimo di prevenzione".

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Tag: Curiosità , sicurezza stradale


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