Mercato
22 febbraio 2010Incentivi auto: è giusto non rinnovarli?
Le posizioni di favorevoli e contrari a confronto
Incentivi o non incentivi? Questo è il dilemma che ha attanagliato il mondo dell'auto e chi governa la politica economica italiana. L'anno scorso, quello della "crisi", il mercato delle quattro ruote è riuscito a reggere proprio grazie agli incentivi varati in febbraio. Il 2009 si è chiuso infatti con un 2.158.010 immatricolazioni e un sostanziale pareggio rispetto al 2008 (-0,17%). Risultato che, secondo l'UNRAE, senza incentivi statali sarebbe precipitato a 1,8 milioni. Un sostegno importante che ha pure mutato gli equilibri tra i costruttori in Italia, favorendo chi, come Fiat o Hyundai, disponeva di una gamma a gas già pronta. Questo perché il 2009 è stato l'anno dell'auto "alternativa", particolarmente richiesta e favorita dai bonus 2009.
E per il 2010? A dicembre il governo aveva promesso un rinnovo parlando di un decreto legge con la proroga che avrebbe messo a disposizione bonus inferiori a quelli del 2009. Poi il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha puntualizzato che gli incentivi sarebbero stati disponibili per poco tempo e a metà febbraio è trapelata la bozza in discussione al Parlamento in cui la data limite indicata era il 30 giugno. Dichiarazioni intervallate dagli accorati appelli di chi, lavorando nel settore, ne auspicava un immediato rinnovo.
Infine, la svolta. Il ministro Scajola ha confermato che gli incentivi auto 2010 non ci saranno e che l'industria delle quattro ruote verrà sostenuta dallo Stato soltanto per quanto riguarda i settori di innovazione e sviluppo. Una posizione che ha però sollevato un coro di opposizione, mentre c'è chi ne condive le ragioni e chi non ne ha apprezzato i tempi. L'aver prolungato l'attesa avrebbe danneggiato il mercato, congelando gli ordini di gennaio e tenendo lontano dalle concessionarie quegli automobilisti che aspettavano gli incentivi.
Ma gli incentivi auto 2010 servono o no? Di seguito cerchiamo di riassumere i due punti di vista sul delicato argomento.
INCENTIVI AUTO 2010: GIUSTO LO STOP
Per il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, la strada più giusta per il settore delle quattro ruote è quella dell'innovazione e della ricerca, per questo il governo ha promesso alle case automobilistiche un sostegno in questo senso. Per Scajola se si continua a "drogare il mercato" non si ottengono buoni risultati a lungo termine (perché il parco auto è ormai giovane) e c'è il rischio di favorire, con i soldi del contribuente, le case estere, che vendono auto in Italia, se sono più competitive. Dunque, per risolvere il problema bisogna spostare lo sguardo alla produzione, chiudendo gli stabilimenti meno efficienti per accrescere la produzione degli altri, in modo da sfruttare meglio i costi fissi (leggi, la riconversione di Termini Imerese). Inoltre poi curare l’innovazione incentivando la ricerca in direzione di una mobilità sostenibile, (leggi, incentivi all'auto elettrica).
D'accordo alcune associazioni dei consumatori, anche se qualcuno potrebbe pensare che di questi tempi la possibilità di avere un aiuto dallo Stato per sostituire la propria auto non sarebbe male. L'Aduc ha ribadito la propria contrarietà agli incentivi perché introdurli "è come drogare il mercato, dando un temporaneo sollievo alle case automobilistiche, ma senza benefici di lungo termine. Per di più si finanzierebbe un settore in surplus di prodotto". Per Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori, l'argomento è molto delicato, ma in generale "l'incentivazione, che sia di auto o di altro, dovrebbe sempre essere rivolta a migliorare il potere d'acquisto delle famiglie, attraverso un processo di detassazione, e poi sarà il cittadino ad essere libero di scegliere se e cosa acquistare".
INCENTIVI AUTO 2010: NECESSARI
L'appello più forte al rinnovo degli incentivi nel 2010 resta quello dell'UNRAE. Le case estere, presenti in Italia con una quota di mercato del 68%, sono tempestivamente intervenute. Per l'UNRAE "non c'è nient'altro da aggiungere sull'argomento perché i numeri, comunicati attraverso una lettera al Governo, parlano da soli". Senza incentivi sono a rischio 10.000 posti di lavoro, 800 milioni di IVA e lo 0,4% del PIL, pari a ben 4,6 miliardi di euro. "Come più volte evidenziato alle Istituzioni competenti i dati degli ordini sono oggi fortemente negativi e, in assenza di incentivi, il mercato automobilistico subirà una flessione di 350.000 unità, come del resto già evidenziato anche dal Costruttore nazionale". Secondo il Presidente, Loris Casadei, che di fronte al forte calo di ordini di auto in Italia nei primi 40 giorni dell'anno ha detto che "stiamo andando in una direzione in cui il mercato totale sarà di 1,7 milioni, massimo 1,8 milioni di auto", servirebbero anche "misure più strutturali quali la revisione della fiscalità dell’auto, con particolare riferimento alle auto aziendali, e forme che promuovano la mobilità sostenibile ed eco-compatibile, unitamente ad una sempre maggiore sicurezza della circolazione degli autoveicoli".
Un appello al rinnovo è arrivato anche da Assogasliquidi/Federchimica e Consorzio Ecogas, che hanno "appreso con rammarico le intenzioni del Ministero dello Sviluppo Economico di non prorogarli". "Le associazioni auspicano, tuttavia, che il Governo possa riconsiderare in modo separato gli incentivi alle auto e alle conversioni a gas che soltanto negli ultimi anni hanno seguito le sorti dei contributi alla rottamazione, mentre, nel passato, sono stati trattati, a giusta ragione, come interventi strutturali in campo ambientale", si legge in una nota congiunta, che sottolinea i grandi progressi in termini ambientali ed economici compiuti negli ultimi anni dai carburanti gassosi.
Parole molto dure arrivano da Federaicpa, l'Associazione del settore delle concessionarie auto operanti in Italia, per cui il buon risultato delle immatricolazioni di gennaio non deve ingannare. Sebbene il mese "abbia chiuso con una forte crescita delle immatricolazioni, frutto del consistente portafoglio ordini di vetture a basso impatto ambientale accumulato negli scorsi mesi per effetto della scadenza degli eco-incentivi 2009, il livello dei contratti registrato dai concessionari a gennaio ha subito una brusca contrazione, in certe zone un vero e proprio stop", ha detto il presidente Filippo Pavan Bernacchi, sottolineando l'importanza di una exit strategy più che di un brusco non rinnovo.
C'è poi da considerare il fisco che chiude sempre in attivo le campagne di incentivi all'auto in quanto l'aumento del gettito dovuto alle vendite aggiuntive supera sempre gli stanziamenti in incentivi. Poi vi sono le esigenze della ripresa economica perchè gli incentivi alla domanda di auto hanno sempre dato un'apprezzabile contributo all'incremento del PIL.
DALL'EUROPA UN POSSIBILE SPIRAGLIO
L'ultima possibilità per il rinnovo degli incentivi auto 2010 potrebbe arrivare da Bruxelles. La necessità di coordinare gli interventi in ambito europeo potrebbe cambiare le carte in tavola, sebbene l'Eurotower ha esortato le istituzioni interessate ad essere caute nel rinnovarli.
Da questo ultimo punto di vista i dati pubblicati sulle immatricolazioni in Europa hanno messo chiaramente in luce che il mercato dell'auto del continente senza incentivi è destinato a una pesante caduta nel 2010. Non a caso è da tempo in programma a Bruxelles una riunione dei ministri dell'industria dell'Unione per stabilire se e in che misura l'Europa sosterrà la domanda di auto nel 2010. L'appuntamento è per venerdì.
Autore: Eleonora Lilli
Data: 22 febbraio 2010
Tags: Mercato, incentivi
Ultimi Commenti
15 commenti presenti
- 1
GIUSTISSIMO
Giustissimo no rinnovarli!
VISTO CHE FIAT PRODUCE ALL 'ESTERO,ANZI FOSSI LO STATO BASTYONEREI FIAT DI TASSE FINCHè PRODUCE FUORI!
All 'estero non deve essere piu prodotta manco un auto,tutto in italia!
E GIUNTA INOLTRE L'ORA CHE FIAT RESTITUISCA AI CONTRIBUENTI I SOLDI CHE L'AHHO TENUTA IN PIEDI DA SEMPRE!
Fiat è un carozzone ignobile,guidata da un porco di nome Marchionne!
Made in italy? chiedetelo agli operai di Termini Imerese e di pomigliano!
QUESTA FRASE è PERC HI PENSA DI COMPRARE AUTO ITALIANE COMPRANDO FIAT!
Postato da: GUS7722 febbraio 2010 alle 05:58 - 2
Giustissimo
nel non rinnovarli. Infatti al contrario di quanto dice Gus77, tutte le auto (ad esclusione di poche case che non hanno metano o GPL a listino) hanno beneficiato degli incentivi l'anno scorso. Adesso e' ora di dare i soldi agli altri, non solo al settore auto.
Gus77, sempre con la tua retorica, triste, che la FIAT costruisce in Polonia. Chi compra 500 oppure Panda compra la Fiat fatta in Polonia (e fatte bene anche!), mentre tutte le altre auto del gruppo sono costruite in Italia. Basta con sta tua lagna sul made in Italy! Visto e considerato poi che TUTTE le altre case automobilistiche anche loro producono modelli all'estero (o meglio, non nel loro paese d'origine), come la Polo brasiliana tanto per dirne una, il tuo discorso cade automaticamente.
Quello che invece fa pensare e' come di Panda e 500 in Polonia se ne vedono cosi' poche! E lo dico perche' sono attualmente a Varsavia, quindi lo sto vedendo con i miei occhi. E non diciamo che "le possibilita' dei Polacchi sono misere o inferiori" perche' se vedeste le macchine che guidano ..... come in Italia (tranne pre Panda intendo)!
I veri poveri ormai sono gli stati del Sud Europa, quindi Italia/Spagna/Portogallo e Grecia, ma per questo bisogna dir grazie alla classe politica (tutta, si dx che sx) incurante dei problemi della gente comune, che si cura invece di fare piu' soldi possibili alle spalle dei contribuenti, oltre ai criminali che, chi piu' chi meno, evadono le tasse (gia' guadagnano tanto perche' chi evade ha una sua attivita' quindi male non sta di certo e in piu' evade con tutti i mezzi possibili ed immaginabili - vergogna!).Postato da: Viva Italiano22 febbraio 2010 alle 06:55 - 3
Incentivi Auto
Sono dell'idea che gli incentivi auto vadano mantenuti ma in maniera diversificata.
Questo mio concetto dovrebbe però essere applicato a livelo di tutte quelle nazioni che fanno parte dell'Euro.
Incentiverei solo:
Auto Made in Italy; nel caso Fiat, le auto prodotte in altri paesi, come la Polonia, dovrebbe pensarci lo Stato in cui la multinazionale da lavoro.
Non incentiverei auto destinate al mercato del Leaing e del noleggio a lungo termine; per controllare ciò basterebbe controllare se le vetture vengono intestate a società la cui attività è quella di qualsiasi forma di rent. Chi ricorre al noleggio a lungo termine o al leasing è un titolare di partita Iva è già beneficia (spesso e volentieri) di eludere il fisco. Ho lavorato per una grossa multinazionale e Vi assicuro che è così.
Non incentiverei vetture di grossa cilindrata, Suv, Auto sportive che, di solito sono anche le più inquinanti sotto tutti i profili. Il denaro risparmiato da queste forme di incentivazione escluse, lo utilizzerei per incentivare, giustamente, altri settori sempre con il made in Italy, checchè ne dica qualcuno.Postato da: Mario22 febbraio 2010 alle 09:10 - 4
Sono favorevole perchè....
Se è vero che, quello che lo Stato spende per incentivi rientra ampiamente alle voci:
- diminuzione della Cassa Integrazione;
- maggior gettito fiscale riveniente dall'IVA;
- aumento del PIL;
- sviluppo delle aziende dell'indotto.
E che di conseguenza un parco auto più moderno riduce l'inquinamento e aumenta la sicurezza con un vantaggio per l'ambiente.
Una corretta politica degli incentivi significa poter indirizzare la produzione e quindi anche la ricerca scientifica in direzione di uno sviluppo sostenibile.
Per questi motivi ritengo sbagliata la scelta del Governo di non concedere gli incentivi alla rottamazione. Tuttavia, entrando nel merito del comportamento delle case automobilistiche, mi sia consentito dire che questo non è stato esente da colpe: molte di loro (anche la Fiat) hanno concesso gli ecoincentivi solo su modelli meno venduti e con caratteristiche di minore appetibilità (tre porte e/o senza optional come aria condizionata e autoradio) che ne hanno frenato lo sviluppo.
Sono favorevole quindi a incentivi dello Stato con una vigilanza e un monitoraggio sul comportamento delle case automobilistiche.
A chi volesse introdurre un regime autarchico nella produzione automobilistica, aldilà dei vincoli internazionali, ricordo che nel mercato globale noi siamo contemporaneamente produttori e acquirenti, e che se siamo contrari a delocalizzare gli impianti di automobili dovremmo per coerenza rinunciare a tutte le aziende estere che lavorano in Italia ( e sono tante).Postato da: guada22 febbraio 2010 alle 10:30 - 5
x Mario
Io sono per il no!
Ma prima di spiegarne il motivo, vorrei ricordare a Mario che gli aiuti di stato non possono discriminare per nazionalità del produttore (in questo siamo vincolati dalle normative europee). Ciò nonostante, come del resto è stato ampiamente fatto, sussidiando autovetture di specifiche categorie si può ottenere un effetto simile (Fiat è leader nel segmento B, è quindi sufficiente incentivare le cittadine per distribuire incentivi in maggioranza alla fiat). Tale pratica è però disdicevole: se ogni nazione europea la praticasse, staremmo tutti peggio. Infatti ogni nazione pagherebbe per incentivare i propri produttori ed escludere quelli degli altri paesi; ciò riduce la concorrenza, aumenta il costo sociale (gli incentivi sono tasse che paghiamo!), distorce l'allocazione delle risorse incrementando il parco auto (e questo porta a traffico ed ulteriori costi sociali...), riduce l'innovazione di prodotto e gli investimenti in ricerca e sviluppo, etc...
Io propongo una tassazione sulle autovetture che sostituisca tutte le precedenti (bollo, etc...) e si paghi in base a:
- inquinamento realmente prodotto (Co2/km per #km percorsi);
- inquinamento acustico (rumorosità della vettura);
- dimensioni esterne (e proporzionali al centro in cui si vive).
Questo sistema di tassazione ha degli effetti di incentivi su produttori e compratori:
Si creerebbe una gara tra industrie costruttrici a sviluppare auto che inquinino il meno possibile, che siano poco rumorose e che occupino poco spazio.
Qualcuno potrà obiettare che si riducono le tasse ai ricchi se comprano una Tesla. Io dico, ben venga una Rinspeed elettrica da 360.000: la sua costruzione e vendita porta nuove conoscenze e migliora la tecnica per sviluppare ed introdurre motori a basso impatto ambientale.
aspetto commenti:)
Postato da: homo oeconomicus22 febbraio 2010 alle 10:48 - 6
Evviva la Lucania! Abbasso gli incentivi!
Fino a quando continueremo a buttare letame sulla Fiat le cose, in questa Italietta abitata da Italioti che non riescono ad avere uno sguardo d'insieme che non va oltre la lunghezza del loro naso, non potranno fare altro che peggiorare.
Vorrei ricordare che il gruppo Fiat produce in Italia 16 dei 24 modelli che ha attualmente in listino:Mito,147,159,GT,Brera,Spider,Punto Classic,Grande Punto,Punto Evo,Bravo,Idea,Multipla,Croma,Ypsilon,Musa e Delta.
Sono daccordo comunque nel dire che la Fiat abbia nei decenni passati chiesto un sacco di soldi allo Stato, ma va ricordato che le tasse le paga in Italia senza dimenticare che grazie ad essa decine di migliaia di italiani hanno ancora un lavoro. Dire quindi di non comprare macchine italiane perchè alcuni modelli, seppur vendutissimi, sono costruiti all'estero è come tirarsi la zappa sopra i piedi.
Per quanto riguarda Termini Imerese non darei le colpe della chiusura esclusivamente a Marchionne. Lo sanno anche le vacche che quello stabilimento è stato costruito ed è rimasto aperto fino ad ora solo perchè la politica (sia destra che sinistra) aveva i suoi interessi clientelari. Mi sapreste dire quale altra azienda avrebbe costruito uno stabilimento in un'isola quasi completamente isolata dal resto d'Europa e per giunta senza le infrastrutture logistiche necessarie?Mi chiedo: ma Berlusca$$o invece di costruire un super mega ponte inutile non poteva destinare quegli stessi soldi per creare le infrastrutture necessarie alla sopravvivenza ed all'efficienza di Termini? Mahhh, questi sono i misteri del Presidente del Consiglio eletto per ben tre volte da noi poveri Italioti autolesionisti.......
D'altro canto tutte le vecchie dirigenze Fiat(ad esclusione di Marchionne, almeno secondo me)hanno approfittato della situazione per prendere aiuti a pioggia.
In poche parole.......la solita magagna all'italiana! Tutti i Signori mangiano e poi gli operai rimangono soli,disperati e con il culo per terra. La colpa di tutto ciò è tutta la loro e di tutti gli Italioti (scusate ma non riesco proprio a definirli Italiani) che appoggiano il deretano su una macchina straniera solo per partito preso.
Termini purtroppo pare proprio che sia andata(e lo dico con tutta la tristezza possibile dato che la mia ragazza è siciliana ed ho quindi imparato ad amare quella bellissima terra), ma non dimentichiamo che in Italia sono attive ancora Mirafiori, Melfi, Cassino, Pomigliano d'Arco, Termoli, Pratola Serra, Atessa e decine di altri stabilimenti di componentistica che ruotano intorno a Fiat. Cerchiamo di salvare quello che ci resta comprando macchine italiane, un giorno forse potremo dire di aver contribuito ad evitare il licenziamento di altri nostri connazionali e di aver creato i presupposti per vivere in un paese più ricco e forse migliore.
Ps:anch'io sono favorevole alla fine degli incentivi, non vedo perchè lo Stato debba cacciare fior di quattrini quando sono i costruttori esteri ad intascarsi la stragrande maggioranza dei fondi (hanno il 68% del mercato!!!). Forse è per questo che l'UNRAE ha iniziato ad alzare la voce....mica fessi sono.
Spendiamo piuttosto quei soldi per risollevare le sorti di settori in cui è sicuro che vengono aiutate solo ed esclusivamente aziende italiane!
Postato da: pasticcio22 febbraio 2010 alle 11:27 - 7
incentivi
ognuno dia l incentivi a casa loro,e nn ingrassare marche orientali che hanno fabbriche nella zozza inghilterra
Postato da: viger22 febbraio 2010 alle 11:40 - 8
Ma quale Mercato???
Gli incentivi auto, così come tutti gli incentivi, servono solo a far aumentare i prezzi dei beni e dare l'illusione che le cose vanno bene, e così drogare il libero mercato. Quando non si vendono più le auto, così come le case o altri beni, è perchè i prezzi sono arrivati alle stelle e la gente non ce la fa più a comprare. Sarebbe più utile se chi governa il Mondo (finanzieri, banchieri, imprenditori, ecc...) fosse meno famelico e lasciasse nelle tasche della gente che lavora, che poi è quella che fa girare l'Economia, qualche soldo in più.
Postato da: Bruno22 febbraio 2010 alle 13:07 - 9
incentivi come il cancro
Gli incentivi sono uguali al cancro, piano piano portano alla morte del mercato!
Le auto devono costare meno non grazie ai nostri soldi con gli incentivi statali, ma perchè deve calare il loro costo di produzione!
Devono costare meno già dalla nascita!
Gli incentivi scoraggiano e disincentivano la ricerca tecnologica, illudono sul reale costo e causano una svalutazione pazzesca già all'atto dell'acquisto, oltretutto azzerano il mercato dell'usato.
Poi se uno aspetta solo gli incentivi per acquistare è solo un fesso.
Ulteriore riflessione, la mancanza di incentivi mette a nudo la reale (dis)convenienza del gpl e del metano, alla faccia di chi dice che sono il futuro dei combustibili perchè ecologici ed economici..col C@@@O!
Senza incentivi costano un botto!!!!!!!!
Il vero futuro è l'elettricità, le celle a combustibile e l'idrogeno. E chi può immaginare cos'altro ci porterà il progresso tecnologico e la ricerca scientifica..di certo sistemi di alimentazione realmente a impatto zero.
Solo gli STUPIDI possono credere alla panzana solenne che gpl e metano sono ecologici, INQUINANO COME E QUANTO GLI ALTRI combustibili di origine organica!
SVEGLIA!
Come tacere poi del fatto che la maggior parte di chi ha acquistato con gli incentivi non gliene fregava una mazza dell'ecologia (tanto è vero che viaggiano per la maggior parte del tempo a benzina) anche se hanno gpl e metano, gli importava solo dello sconto!
Quindi falsi ecologisti meno IPOCRISIA!Postato da: cesare22 febbraio 2010 alle 16:44 - 10
Dico solo due cose!
Che mi han venire da ridere chi,parlando della 500 e della panda,parla di made in Italy! Made in polland,fatte costare però come il nostro mercato!
PROVI MARCHIONNE A VENDERE LA SUA 500 E LA PANDA IN POLONIA A QUANTO LE PROPONGONO QUI DA NOI!
Inoltre ritengo sbagliato VISTO CHE FIAT DA SEMPRE SI CIUCCIA I SOLDI DEI CONTRIBUENTI,QUINDI I NOSTRI SOLDI,che questasi metta anche a speculare sulla manodopera,seppur piu costosa che altrove!
PERTANTO NON POSSO FARE ALTRO CHE VEDERC MALA FEDE,QUESTO MI RENDE ANCHE CONTENTO DI ESSERE UN EVASORE FISCALE,ALMENO I SOLDI ME LI SPENDO IO E NON LI DO A QUEL MAIALE DI MARCHIONNE!
Piccola cosa sugli incentivi: gradate che gli incentivi costano ancora a noi contribuenti! Non sono gratuiti!
Ragazzi dai,aprite gli occhi!
POSTILLA SULLA 500 E PANDA: oltretuto queste due auto dal punto di vista meccanico,quindi di sostanza,sono piu che obsolete! Se è vero come è vero che 500 fa concorrenza a Mini,allora non rimane altro che analizzare i contenuti di entrambe,e non si puo che denotare un abisso dal punto di vista contenuti!
Piuttosto di una Panda dieci volte meglio una Yaris oppure una Polo,la quale propone l'eccezzionale 1.2 Tsi con cambio a doppia frizione dsg a 7 rapporti! Incredibile! E fiat che ci propina! I motori Fire! Ma che vada a quel paesePostato da: gus7723 febbraio 2010 alle 04:46 - 11
Finalmente
Gus77 hai "qualificato" quali modelli sono non "made in Italy" come la vuoi mettere tu. Allora fai anche l'elengo quali non sono "made in Germany" oppure "made in Japan" (a partire dalla Yaris appunto) oppure made in France!
Allora siamo tutti onesti e smettiamola di menzionare il "made in ....." e diciamo "made by (FIAT/BMW/VW/AUDI/ETC.ETC)".
Riguardo ai motori, non sono i FIRE di 20 anni fa, ma sono evoluzioni di quel motore, opportunamente aggiornati, ma senza stravolgimenti, che li fanno tra i piu' affidabili motori sul mercato! A chi compra Panda non gliene frega nulla della tecnologia meccanica: gli interessa scendere in strada dopo la nevicata notturan, entrare e mettere in moto e partire, spesso senza fare i tagliandi di manutenzione, e qui la Panda e' una spanna sopra molte auto ben piu' blasonate! Praticamente indistruttibile il motore!
Quindi basta falsa retorica: guardiamo l'auto per quello che e' e per quello che deve fare: non ai certo fare le corse ippiche ai muli o portare pesi sulle mulattiere ai purosangue. La Panda e' un "mulo", la Mini un "purosangue", e la differenza di prezzo tra le due lo indica ampiamente!Postato da: Viva Italiano23 febbraio 2010 alle 07:50 - 12
BASTA INCENTIVI!
BASTA INCENTIVI!
Postato da: BOSS23 febbraio 2010 alle 16:46 - 13
x viva italiano
C'è un però!
Alle varie BMW/VW/AUDI/RENAULT/PEUGEOT ETC.ETC i contribuenti italini non hanno sborsato da sempre di tasca loro i soldi per non far chiudere la baracca!
Fiat è da 40 anni che prende i soldi dei contribuenti e pertanto DEVE PRODURERE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IN ITALIA anzi dovrebbe ricominciare a dare indietro i soldi che ha preso negli anni!
E SE SERVONO SOLDI CHE VENDANO LA JUVENTUS DOPO AVER DATO UN CALCIO IN CULO A DELPIERO! OLTRE CHE GLI APPARTAMENTI A PARIGI DU QUEI MAIALI DEGLI AGNELLI!
CIO PREMESSO LE PEUGEOT E LE CITROEN ANCHE SE PRODOTTE INTERAMENTE IN FRANCIA NON SAREBBERO COMUNQUE MADE IN ITALY,QUINDI IL PROBLEMA NON SUSSISTE!
Io a Marchione fossi lo Stato gli farei le fette!
Postato da: gus7724 febbraio 2010 alle 02:56 - 14
Gus77
Sul fatto che gli Agnelli siano stati dei "porci" non ti posso dare torto. Sono infatti stato uno di quelli che non si dispiacque quandi mori' "l'avvocato". E concordo pure sul fatto che gli Agnelli dovrebbero restituire qualcosa di quello che hanno preso in passato.
Detto questo, la gestione Marchionne, volente o nolente, non ha di fatto ricevuto gli stessi aiuti monetari che ha avuto la famiglia Agnelli. L'unica e' stata la C.I. ma questo e' un aiuto agli operai per non lasciarli a piedi.
Non concordo sul tuo commento: i contribuenti hanno di fatto aiutato le marche estere dal momento che gli incentivi erano improntati per tutte le case automobilistiche e non per la FIAT soltanto (come avvenne in Francia che diede i soldi solo alle francesi - ma stranamente qui la CE non intervenne!) quindi i nostri contributi hanno aiutato anche le case estere!
Non capisco il tuo commento sulle case francesi. Come menzionato sopra, smettiamola con il "made in ..." che ormai non ha piu' nessuna vericidita'!
Infine, da buon evasore quanto ti dichiari, non ti sembra che tu faccia un po' il "voltagabbana" criticando chi tu pensi non si comporta in maniera eccepibile (anche se non capisco il perche' tu continui a criticare FIAT per la sua produzione polacca) quando tu stesso ti vanti di non esserlo?
Da persona intelligente e imprenditore quale ti dichiari, dovresti essere consapevole dei costi necessari per produrre beni (in questo caso auto) e la necessita' di variare i luoghi di produzione se vuoi essere un "player" globale quale e' la FIAT. Oppure il tuo e' solo un metodo vendicativo per criticare la FIAT per i soldi passati che la famiglia Agnelli si e' mangiata? Ripeto, concordo su quello (Fiat sotto l'avvocato), ma allora perche' non continuare a criticare i Tedeschi perche' erano Nazisti? Semplice .... forse perche' le cose cambiano!
Comunque, secondo me anche in Italia il governo dovrebbe cominciare a fare come ha fatto Putin in Russia: vuoi vendere qui, devi produrre qui! Punto! Poi vediamo quante BMW/AUDI e VW venderebbero!Postato da: Viva Italiano24 febbraio 2010 alle 08:55 - 15
Quale è il problema ?
Niente incentivi ? Niente auto nuova. Qual'è il problema ?
Mi tengo la mia vecchia (175.000 km appena festeggiati) con un ottimo impianto a gas.
Meglio incentivare la sostituzione delle caldaie a carbone, ad olio, a gasolio, tutte ad emissioni libere.
Per lo meno avremo l'aria più pulita..
FIAT ?
Che vada a vendere all'estero, lì ci sono ancora gli incentivi.
Postato da: ULGAT24 febbraio 2010 alle 10:09
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