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pubblicato il 22 febbraio 2010

Incentivi auto: è giusto non rinnovarli?

Le posizioni di favorevoli e contrari a confronto

Incentivi auto: è giusto non rinnovarli?

Incentivi o non incentivi? Questo è il dilemma che ha attanagliato il mondo dell'auto e chi governa la politica economica italiana. L'anno scorso, quello della "crisi", il mercato delle quattro ruote è riuscito a reggere proprio grazie agli incentivi varati in febbraio. Il 2009 si è chiuso infatti con un 2.158.010 immatricolazioni e un sostanziale pareggio rispetto al 2008 (-0,17%). Risultato che, secondo l'UNRAE, senza incentivi statali sarebbe precipitato a 1,8 milioni. Un sostegno importante che ha pure mutato gli equilibri tra i costruttori in Italia, favorendo chi, come Fiat o Hyundai, disponeva di una gamma a gas già pronta. Questo perché il 2009 è stato l'anno dell'auto "alternativa", particolarmente richiesta e favorita dai bonus 2009.

E per il 2010? A dicembre il governo aveva promesso un rinnovo parlando di un decreto legge con la proroga che avrebbe messo a disposizione bonus inferiori a quelli del 2009. Poi il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha puntualizzato che gli incentivi sarebbero stati disponibili per poco tempo e a metà febbraio è trapelata la bozza in discussione al Parlamento in cui la data limite indicata era il 30 giugno. Dichiarazioni intervallate dagli accorati appelli di chi, lavorando nel settore, ne auspicava un immediato rinnovo.

Infine, la svolta. Il ministro Scajola ha confermato che gli incentivi auto 2010 non ci saranno e che l'industria delle quattro ruote verrà sostenuta dallo Stato soltanto per quanto riguarda i settori di innovazione e sviluppo. Una posizione che ha però sollevato un coro di opposizione, mentre c'è chi ne condive le ragioni e chi non ne ha apprezzato i tempi. L'aver prolungato l'attesa avrebbe danneggiato il mercato, congelando gli ordini di gennaio e tenendo lontano dalle concessionarie quegli automobilisti che aspettavano gli incentivi.

Ma gli incentivi auto 2010 servono o no? Di seguito cerchiamo di riassumere i due punti di vista sul delicato argomento.

INCENTIVI AUTO 2010: GIUSTO LO STOP
Per il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, la strada più giusta per il settore delle quattro ruote è quella dell'innovazione e della ricerca, per questo il governo ha promesso alle case automobilistiche un sostegno in questo senso. Per Scajola se si continua a "drogare il mercato" non si ottengono buoni risultati a lungo termine (perché il parco auto è ormai giovane) e c'è il rischio di favorire, con i soldi del contribuente, le case estere, che vendono auto in Italia, se sono più competitive. Dunque, per risolvere il problema bisogna spostare lo sguardo alla produzione, chiudendo gli stabilimenti meno efficienti per accrescere la produzione degli altri, in modo da sfruttare meglio i costi fissi (leggi, la riconversione di Termini Imerese). Inoltre poi curare l'innovazione incentivando la ricerca in direzione di una mobilità sostenibile, (leggi, incentivi all'auto elettrica).
D'accordo alcune associazioni dei consumatori, anche se qualcuno potrebbe pensare che di questi tempi la possibilità di avere un aiuto dallo Stato per sostituire la propria auto non sarebbe male. L'Aduc ha ribadito la propria contrarietà agli incentivi perché introdurli "è come drogare il mercato, dando un temporaneo sollievo alle case automobilistiche, ma senza benefici di lungo termine. Per di più si finanzierebbe un settore in surplus di prodotto". Per Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori, l'argomento è molto delicato, ma in generale "l'incentivazione, che sia di auto o di altro, dovrebbe sempre essere rivolta a migliorare il potere d'acquisto delle famiglie, attraverso un processo di detassazione, e poi sarà il cittadino ad essere libero di scegliere se e cosa acquistare".

INCENTIVI AUTO 2010: NECESSARI
L'appello più forte al rinnovo degli incentivi nel 2010 resta quello dell'UNRAE. Le case estere, presenti in Italia con una quota di mercato del 68%, sono tempestivamente intervenute. Per l'UNRAE "non c'è nient'altro da aggiungere sull'argomento perché i numeri, comunicati attraverso una lettera al Governo, parlano da soli". Senza incentivi sono a rischio 10.000 posti di lavoro, 800 milioni di IVA e lo 0,4% del PIL, pari a ben 4,6 miliardi di euro. "Come più volte evidenziato alle Istituzioni competenti i dati degli ordini sono oggi fortemente negativi e, in assenza di incentivi, il mercato automobilistico subirà una flessione di 350.000 unità, come del resto già evidenziato anche dal Costruttore nazionale". Secondo il Presidente, Loris Casadei, che di fronte al forte calo di ordini di auto in Italia nei primi 40 giorni dell'anno ha detto che "stiamo andando in una direzione in cui il mercato totale sarà di 1,7 milioni, massimo 1,8 milioni di auto", servirebbero anche "misure più strutturali quali la revisione della fiscalità dell'auto, con particolare riferimento alle auto aziendali, e forme che promuovano la mobilità sostenibile ed eco-compatibile, unitamente ad una sempre maggiore sicurezza della circolazione degli autoveicoli".
Un appello al rinnovo è arrivato anche da Assogasliquidi/Federchimica e Consorzio Ecogas, che hanno "appreso con rammarico le intenzioni del Ministero dello Sviluppo Economico di non prorogarli". "Le associazioni auspicano, tuttavia, che il Governo possa riconsiderare in modo separato gli incentivi alle auto e alle conversioni a gas che soltanto negli ultimi anni hanno seguito le sorti dei contributi alla rottamazione, mentre, nel passato, sono stati trattati, a giusta ragione, come interventi strutturali in campo ambientale", si legge in una nota congiunta, che sottolinea i grandi progressi in termini ambientali ed economici compiuti negli ultimi anni dai carburanti gassosi.
Parole molto dure arrivano da Federaicpa, l'Associazione del settore delle concessionarie auto operanti in Italia, per cui il buon risultato delle immatricolazioni di gennaio non deve ingannare. Sebbene il mese "abbia chiuso con una forte crescita delle immatricolazioni, frutto del consistente portafoglio ordini di vetture a basso impatto ambientale accumulato negli scorsi mesi per effetto della scadenza degli eco-incentivi 2009, il livello dei contratti registrato dai concessionari a gennaio ha subito una brusca contrazione, in certe zone un vero e proprio stop", ha detto il presidente Filippo Pavan Bernacchi, sottolineando l'importanza di una exit strategy più che di un brusco non rinnovo.
C'è poi da considerare il fisco che chiude sempre in attivo le campagne di incentivi all'auto in quanto l'aumento del gettito dovuto alle vendite aggiuntive supera sempre gli stanziamenti in incentivi. Poi vi sono le esigenze della ripresa economica perchè gli incentivi alla domanda di auto hanno sempre dato un'apprezzabile contributo all'incremento del PIL.

DALL'EUROPA UN POSSIBILE SPIRAGLIO
L'ultima possibilità per il rinnovo degli incentivi auto 2010 potrebbe arrivare da Bruxelles. La necessità di coordinare gli interventi in ambito europeo potrebbe cambiare le carte in tavola, sebbene l'Eurotower ha esortato le istituzioni interessate ad essere caute nel rinnovarli.
Da questo ultimo punto di vista i dati pubblicati sulle immatricolazioni in Europa hanno messo chiaramente in luce che il mercato dell'auto del continente senza incentivi è destinato a una pesante caduta nel 2010. Non a caso è da tempo in programma a Bruxelles una riunione dei ministri dell'industria dell'Unione per stabilire se e in che misura l'Europa sosterrà la domanda di auto nel 2010. L'appuntamento è per venerdì.

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Tag: Mercato , incentivi


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