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pubblicato il 17 febbraio 2010

Termini Imerese è un "problema dell'Italia"

Così Scajola al Senato dove è esplosa la polemica sui finanziamenti

Termini Imerese è un "problema dell'Italia"

"Termini Imerese non è un problema solo della Sicilia, ma dell'Italia intera". A dirlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che oggi in Senato ha riferito sulla crisi dello stabilimento Fiat in Sicilia. La fabbrica, dove sono attualmente impiegate oltre mille persone senza contare quelle dell'indotto, cesserà di produrre auto a partire dall'anno prossimo perché, secondo il Lingotto, i costi logistici non sono più sostenibili e ne fanno un bacino poco competitivo. Tuttavia i posti di lavoro a rischio sono circa 2.000 e "in un territorio che offre scarse alternative di impiego", come ha detto Scajola. Per questo il governo si è assunto la responsabilità di traghettare l'impianto da un proprietario all'altro ed ha incaricato una task force di esperti di valutare le offerte d'acquisto.

Finora sono state presentate "14 proposte per indicare una prospettiva futura allo stabilimento", ha detto Scajola, precisando che verrà presentata una short list sulle iniziative più idonee. Il governo è comunque "determinato a garantire la vocazione industriale dell'area, privilegiando i progetti del settore automotive" e "altre iniziative, nel settore terziario, multimediale, turistico, agroindustriale e logistico potranno concorrere a supportare i processi di sviluppo dell'area, integrando non sostituendo l'utilizzo produttivo del sito".

Nel corso del suo intervento il ministro ha aggiunto che si sta valutando "la possibilità di rivolgere un invito internazionale a tutti i soggetti potenzialmente interessati al rilancio industriale dell'area, sottolineando che sono a disposizione 450 milioni di finanziamenti statali e regionali per migliorare le infrastrutture e sostenere la ristrutturazione del polo produttivo". Ed è su questo punto che in aula è scoppiata la bagarre che ha costretto il presidente di turno dell'Assemblea, Domenico Nania, a sospendere la seduta, dopo aver richiamato energicamente il senatore siciliano del Pd Costantino Garraffa. Questi aveva, infatti, accusato il ministro di dire bugie sulla situazione della Fiat a Termini Imerese e, in particolare, sul fatto che a disposizione dello stabilimento ci siano i 450 milioni. Immediata la replica del ministro: "Lei non si può permettere di dire che un ministro dice bugie. Lei è un maleducato e un bugiardo".

Al termine della seduta Garraffa si è scusato per il suo comportamento. "Devo chiedere scusa per le intemperanze e ringrazio la capigruppo per questa occasione di dibattito sulla situazione dello stabilimento Fiat a Termini Imerese", ha detto. Intanto, l'impegno assunto del governo è stato ribadito come quello di "difendere il sistema produttivo nazionale e l'occupazione con interventi generali, settoriali e specifici, consapevoli come siamo che l'industria rappresenta la grande ricchezza dell'Italia". Parole di Scajola.

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Tag: Attualità , Fiat , lavoro


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